L’ex segretario di Stato Hillary Clinton in un’intervista all’emittente tv Abc (rilanciata dal quotidiano La Stampa) non nasconde l’intenzione di correre per la Casa Bianca. Sui tempi dell’annuncio non si sbilancia ancora:  si limita a dire che lo farà al momento giusto, magari anche all’ultimo istante, proprio come fece suo marito Bill negli anni Novanta. Di certo, fa sapere, non scenderà in campo prima della fine dell’anno:  “Voglio trascorrere questo anno, viaggiare nel paese, firmare copie del mio libro (“Hard Choices” che esce in questi giorni negli Usa, ndr), aiutare i candidati nelle elezioni midterm di novembre, prendere un respiro profondo e riflettere su vantaggi e svantaggi a cui dovrò pensare mentre prendo questa decisione”. E fissa una deadline:  “Sì, lo farò entro la fine dell’anno”.

Non sembrano esserci più dubbi sull’intenzione di Hillary di partecipare alla corsa. “Devo fare la scelta giusta per me, e per il Paese… Gli altri (si riferisce agli altri candidati democratici, ndr) possono fare quello che credono, e nei tempi che preferiscono”. L’ex first lady non teme affatto che un ritardo nella discesa in campo possa arrecarlo danno: “No – dice sicura di sé -, Bill Clinton cominciò a correre ufficialmente per la Casa Bianca nel settembre-ottobre del 1991. Perciò davvero non penso che questa sia una preoccupazione reale. Tutti faranno ciò che riterranno meglio per loro. Scegliere se candidarsi alla presidenza è una decisione molto personale per tutti”.

Nell’intervista c’è spazio anche per un interessante scambio di battute sul suo stato di salute, su cui alcuni repubblicani hanno espresso dubbi anche di recente. La Clinton definisce “molto buona” la sua forma fisica anche se non nega (del resto non può farlo) che la caduta di qualche tempo fa sia stata un serio incidente: “Aveva provocato una seria commozione cerebrale“. E se quel grumo di sangue si fosse spostato… Lei comunque taglia corto: “Vi posso dire che è stato un momento molto pauroso”. Il cervello però funziona bene e lei è prontissima a pubblicare tutti i certificati medici del caso, per mostrare agli americani le sue reali condizioni di salute.

Secondo l’ultimo sondaggio ABC/Washington Post il 69% dei democratici sostiene la candidatura della Clinton. Per il momento non sembra avere rivali.  E’ vista piuttosto bene anche dai non democratici:  il 67% la ritiene un leader forte, per il 60% è affidabile e onesta e per il 59% ha un’idea per il futuro dell’America. Da ultimo il 59% degli americani esprime un giudizio positivo del suo operato da segretario di Stato. La percentuale però crolla al 37% quando agli intervistati viene ricordato il controverso episodio dell’uccisione dell’ambasciatore Usa in Libia, Chris Stevens, avvenuta l’11 settembre 2012 a Bengasi. Sarà questo il tallone d’Achille di Hillary?

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