Lo sciacallaggio di Orlando

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Sicuramente non è stato voluto, ma Matteo Salvini ha fatto un regalo a Giovanni Falcone e alla famiglia del giudice assassinato dalla mafia. Gli ha regalato la “diserzione” di Leoluca Orlando dalla commemorazione della strage di Capaci. E non è poco. Perché ogni anno Orlando era lì a presenziare davanti alla lapide di quel magistrato che ha osteggiato quando era in vita. Non sto qui a ricordare le accuse esternate a Samarcanda, se n’è scritto fin troppo. Ricordo invece le frasi che il giudice Falcone gli riservò per delineare il soggetto: “La cultura del sospetto è l’anticamera del khomeinismo, Orlando […]

  

Il grande abbaglio della Chiesa

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“A causa dei problemi di distacco di acqua ed energia elettrica a Spin Time Labs ci eravamo visti costretti ad annullare l’evento, ma sicccome ce l’abbiamo fatta e le utenze sono state ripristinate, ti invitiamo a festeggiare insieme a noi questa importantissima vittoria”. Ecclesia mea lux! Il blitz della chiesa nel palazzo occupato di via Santa Croce in Gerusalemme a Roma si è trasformato in un grande abbaglio. L’elemosiniere Konrad Krajewski ha invaso uno stato straniero con la missione di aiutare le sorti di famiglie e bambini ed è tornato in Vaticano dopo aver ridato la luce agli abusivi. E […]

  

Il Minculpop rosso

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Paola Caridi, Ilide Carmignani, Mattia Carratello, Giuseppe Culicchia, Fabio Geda, Giorgio Gianotto, Alessandro Grazioli, Loredana Lipperini, Giordano Meacci, Eros Miari, Francesco Pacifico, Valeria Parrella, Rebecca Servadio, Lucia Sorbera, Annamaria Testa, Christian Raimo. Questi sono i consulenti culturali facenti parte del comitato editoriale del Salone del libro. Senza rischiare di cadere nell’approssimazione, non è un errore collocarli più o meno tutti in quell’area politica di sinistra che va dal globalismo al comunismo. Scorrendo la lista, c’è Ilide Carmignani che scriveva per il Manifesto, c’è Alessandro Grazioli che ritwitta messaggi antisalviniani come questo: “…il Paese in cui vivo, dove #Salvini impone politiche […]

  

Il Salone del libro e il privé dell’odio rosso

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Al Salone del libro di Torino ci sarà Altaforte, la casa editrice vicina a CasaPound. La notizia non è piaciuta ad alcuni scrittori che vedono il fascismo ovunque. Ma chi sono questi “disertori” rossi? Carlo Ginzurg, che ha definito “vergognosa” la sentenza su Adriano Sofri, sulla cui colpevolezza nutre seri dubbi e del quale ha dichiarato: “Cattivo maestro? Se l’Italia avesse molti cattivi maestri di questo genere, sarebbe un Paese migliore. Non si perdona a quest’uomo l’ orgoglio di difendere la verità e il proprio onore”. Wu Ming, collettivo che ha più volte “abbracciato” Roberto Saviano, uno dei principali portatori […]

  

La Pravda del M5s

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“Boeri sta all’opposizione”. “Fa politica, deve dimettersi dall’Inps”. “È stato votato da qualcuno?”. “Per il suo ruolo dovrebbe rimanere fuori dalla contesa politica”. Eravamo fermi a queste dichiarazioni del M5s. Poi ieri è cambiato tutto. E abbiamo visto cose che neanche la Pravda. Di cosa parliamo? Sempre del presidente dell’Inps. Solo che adesso non è più il fazioso e politicizzato Boeri, ma è il dolce agnellino Pasquale Tridico. E cosa ha fatto? Ha rilasciato un’intervista in prima pagina sul quotidiano più filogrillino che ci sia, cioè il Fatto quotidiano, nella quale incensa il reddito di cittadinanza mettendolo a confronto col […]

  

Tasse, i conti non tornano

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5 giugno 2018 Salvini: “Finalmente un governo che ha in testa alla sua agenda i temi delle tasse, del lavoro e dell’immigrazione”. 23 luglio 2018 Salvini: “Di sicuro la manovra di autunno sarà diversa rispetto a quella degli ultimi anni, e daremo le prime e significative risposte sulla riduzione delle tasse”. 29 gennaio 2019 Salvini: “La mia priorità è ridurre le tasse e stiamo lavorando per abbassare il primo scaglione dell’Irpef al 23% per i lavoratori dipendenti e le famiglie: questo è il mio obiettivo per il 2019. L’Iva non aumenterà, non siamo stati eletti per aumentare le tasse”. 19 […]

  

La giustizia italiana fanalino di coda

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Sarà difficile domani trovare in edicola articoli sull’argomento. Non parliamo poi di dibattiti televisivi o di comizi. Perché la giustizia in Italia è diventata una notizia che non fa più notizia. È come se fosse un albero secolare che sta lì immobile, senza che nessuno più se ne preoccupi quando invece dovrebbe essere una delle battaglie principali di qualsiasi partito politico. Perché non c’è sviluppo senza processi rapidi, non c’è crescita senza cause veloci, non c’è fiducia nello Stato. L’ultimo report pubblicato oggi dalla Commissione europea lo certifica ancora una volta: l’Italia è il paese dell’Unione Europea con i tempi più […]

  

Non è un paese per sbirri

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Vengono ricordati solo quando vengono ammazzati. O quando commettono dei soprusi. Per il resto le forze dell’ordine non esistono. Anzi, peggio ancora, lavorano rischiando la vita ogni giorno. L’Italia non è un paese per sbirri. Diciamocelo una volta per tutte. Il rispetto per la divisa è un sentimento che va e viene come una bandiera sballottata dal vento. Per questo non esiste mai una via di mezzo. Ci sarà sempre qualcuno pronto a difenderli ciecamente a spada tratta e ci sarà sempre qualcuno pronto a puntare il dito contro un’intera categoria. Il caso Cucchi è l’emblema dello status quo. Un deprecabile […]

  

Il Tricolore di Salvini

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“Io rispetto tantissimo le bandiere della pace ma, se devo scegliere, alla finestra metto il Tricolore“. Se questa frase Salvini l’avesse pronunciata un decennio fa, probabilmente dalla platea degli astanti sarebbero piovute una bordata di fischi e una richiesta di Tso. Adesso, invece, il Capitano può permettersi di pronunciarla ricevendo ovazioni e applausi. Dalla secessione al patriottismo il passo è lungo ma la velocità d’esecuzione del cambiamento è stata rapidissima. L’upgrade della Lega 2.0 non conosce più la parola Nord, i ladroni non stanno più a Roma, ma sono forestieri, e il Va’ pensiero ha lasciato spazio al sottofondo musicale dell’Inno di Mameli. […]

  

Moscovici, deficit di coerenza

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Il concetto di deficit per Pierre Moscovici è molto “relatif”, per dirlo alla francese. Relativo. Dipende dal momento, dal ruolo che si ricopre e soprattutto dal paese nel mirino. E sul tema il commissario intransigente di capriole ne fatte parecchie. Quando era ministro dell’Economia con il governo Ayrault parlava quasi come un Di Maio moderato. “Le riforme strutturali sono un dovere. E con queste la Francia diventerà più forte, tuttavia una forte riduzione del deficit non ci porta avanti”, dichiarava il 7 maggio 2013 aggiungendo poi che l’abbattimento del deficit deve tener conto della situazione del Paese e il ritmo del consolidamento del bilancio deve rendere possibile la crescita. […]

  

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