5340824_1741_wildersLa scoppola di Rutte contro Conte apre gli occhi su molte cose: l’UE non è la panacea di tutti i mali e molto probabilmente gli Stati Generali sono stati un puro esercizio di stile del Governo di fronte a soldi che rischiano di non esserci. L’Italia arriverà al negoziato europeo sulla sua posizione iniziale, cioè la conferma dei 500 miliardi a fondo perduto e 250 di prestiti. I paesi frugali invece, nella peggiore delle ipotesi, chiedono semplicemente di far scomparire ogni menzione di prestiti a fondo perduto. La Merkel e Macron vogliono mediare, lasciando il fondo perduto ma levando i prestiti, sostituiti interamente da MES, SURE e BEI. Poi c’è Rutte, che durante l’incontro con Conte ha detto che l’Italia otterrà qualcosa al negoziato solo se cancellerà Quota100 ed il reddito di cittadinanza. E poi c’è Geert Wilders, alleato di Salvini, che non vuole dare un euro all’Italia, ma non vuole nemmeno imporre riforme alcuna. Io sto mille volte con Geert Wilders, vero sovranista che semplicemente vuole tenere i soldi degli olandesi nelle tasche degli olandesi. Come biasimarlo? Rutte invece ha il tipico atteggiamento paternalista, che va ovviamente rigettato al mittente subito: le riforme che deve fare l’Italia le decidono le classi dirigenti italiane e non qualche burocrate di Bruxelles o qualche capo di Governo estero. La responsabilità del successo o del fallimento delle politiche pubbliche italiane deve essere della nostra classe dirigente, non di altri. L’ho ripetuto moltissime volte, tutte le sedi, che non esiste una via “europea” per uscire dalla crisi post-COVID,   che il MES è una trappola e il Recovery Fund avrà la “potenza di fuoco” di un lumicino di candela. La narrazione dell’Europa buona che manda la pioggia di quattrini sul Belpaese è, nella migliore delle ipotesi, fuorviante e nella peggiore, falsa. Perché i rischi sono due: o che arriveranno centesimi oppure che i soldi che arriveranno saranno deviati su settori industriali già pesantemente sussidiati e inefficienti, tipo la Green Economy. Al di la di ogni conto economico, la faciloneria con cui la classe dirigente italiana si fa mettere il collare addosso dall’Europa e si fa spiegare come e dove spendere i soldi, e noi contenti di ricevere questa guida, mi lascia stupefatto. Quando verrà il momento in cui il paese troverà la forza morale per smetterla di cercare santi in paradiso a Bruxelles e si rimboccherà le maniche da solo? Per questo ripeto: viva Geert Wilders, che aiuterà il nostro paese a trovare (di nuovo) un minimo di amor proprio.

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