Pasolini aveva ragione

“Caro Gennariello – scrisse Pasolini ad un allievo immaginario – a causa della scuola diseducatrice sei qui davanti a me come un povero idiota, umiliato, anzi degradato, incapace di capire, chiuso in una morsa di meschinità mentale che, fra l’altro, ti angoscia”.Sono le poche righe da cui è scaturita l’idea di dar vita a questo blog. Parole portatrici di una struggente quanto tragica attualità.“Gennariello” fu il destinatario ipotetico cui Pasolini inviò un “trattatello pedagogico” raccolto in Lettere Luterane. Un giovane di quindici anni, napoletano, borghese, amante del calcio. Il prototipo di studente potenzialmente imbevuto dal conformismo. Lo scrittore e regista […]

  

Bentornati a scuola, schiavi!

Il termine “bravo” viene dal latino “pravus” che ha il significato di malvagio, selvaggio ed indomabile. Passato per lo spagnolo, Manzoni ne “I promessi sposi” ne mantiene l’accezione originaria. Bravo, nell’odierna scuola italiana, vuol dire che sei uno schiavo. Cioè che fai tutti i compiti, siedi con la postura corretta, stai zitto in classe, conosci tutte le tabelline ed i capoluoghi di provincia, leggi i libri giusti, frequenti le persone giuste, pensi esattamente quello che devi pensare ed utilizzi il tempo libero nella maniera più proficua possibile. Il tutto imposto dal totalitarismo educativo dell’unico modello di mondo possibile. Non è […]

  

L’istruzione sottomessa. Tutti i mali della scuola italiana in un blog.

  Il protagonista di “Sottomissione” di Michel Houellebecq è François, uno studioso di letteratura, esperto di Huysmans, che decide di convertirsi all’islam perchè l’università islamica gli offre i soldi per poter vivere della sua vocazione culturale. Il romanzo è anche un libro sullo stato di salute dell’istruzione occidentale, divenuto d’attualità nella nostra nazione. Siamo nel mezzo di un processo di monetizzazione del sapere in cui l’Italia è coinvolta. Ogni studente è cosciente che l’unico scopo dello studio è la sua fruibilità economica. Come François siamo costretti a venderci ad un offerente. Quando almeno ce n’è uno. La cultura è una […]

  

Il diario del ribelle © 2021
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