La scuola del nulla

Italia, 2050, cronache immaginarie dalla scuola del nulla. Prima ora: lezione di esterofilia. Il programma annuale della materia è bello vasto. “Come cancellare la propria memoria identitaria”: il professore osserva la cartina del mondo piazzata sulla parete e assegna questo compito. Saggio breve su carta riciclabile. C’è ancora l’ombra del crocifisso sul muro, ma solo quella. Da quando le radici cristiano-cattoliche hanno smesso di rappresentare un problema, sradicare il passato è diventato più semplice. Ha la certezza che gli studenti faranno un bel lavoro. Del resto hanno manifestato qualche giorno prima, giustificati, in difesa di un’ideologia, quella ambientalista, che è […]

  

La preghiera dei giacobini

Il giacobinismo di ritorno ha investito la scuola elementare Ragusa Moleti di Palermo dove Il dirigente scolastico, Nicolò La Rocca, ha vietato le preghiere per mezzo di una circolare. Rimosse, ovviamente, le statue della Madonna e di Gesù Cristo nei corridoi. E via anche le foto del Papa dalle mura scolastiche. I genitori hanno risposto facendo entrare i bambini con il rosario al collo. Per ogni presa della Bastiglia – del resto – c’è una Vandea, una controrivoluzione. La questione appare complessa perché attiene alle sensibilità e alle coscienze religiose di ognuno di noi, ma nasconde un rigurgito che pare da […]

  

Il gender e la dittatura del pensiero unico

Gender e dittatura del pensiero unico, un legame che sembra consolidarsi. Il periodico Tempi ha pubblicato – tempo fa – la storia di due genitori tedeschi arrestati per non aver fatto sì che i figli partecipassero alle due ore di lezione previste sul tema. La questione è datata e alcuni interpretarono la vicenda come se fosse stata giornalisticamente confezionata ad arte. In Germania – infatti – la legge sanziona la fattispecie che contiene il reato di non mandare i figli a scuola, non certo il non far partecipare la propria prole alle lezioni sul gender. Un problema – però – si pone: […]

  

La Cgil si è convertita allo smartphone

  Smartphone in classe sì, Smartphone in classe no. Il dibattito sul futuro della scuola italiana è ridotto all’osso. Quando il ministro Fedeli si insediò, la sensazione fu che dopo il disastro “Buona Scuola”, qualcuno volesse tentare di placare gli insegnanti. La Fedeli è una sindacalista, i sindacati hanno smesso di manifestare. Operazione riuscita. E come nel caso di quel collega che non piace a nessuno, ma per cui tutti fanno finta di sì, al fine di tenere sempre buoni rapporti, la Fedeli tra una gaffe è un’altra rimane comunque una di loro. Dei sindacati, intendo. E infatti sono iniziate […]

  

La maturità non serve a niente

Cari studenti, state facendo o avete finito da poco gli esami di maturità. Bene, scoprirete presto che non servono a nulla. Siete in quello che vi raccontano essere il periodo più importante per la vostra formazione culturale e per i vostri destini lavorativi. Nulla di più fallace. Il sapere di Stato, quello che vi chiedono di ratificare, se non altro, non è capace di sviluppare nessuno dei vostri talenti. I vostri doni. L’ideologia che vi propinano sottilmente, forse, voi neppure l’avvertite, ma c’è. Vi assicuro che c’è. Risiede nella scelta degli autori epurati, nella scientificità con cui selezionano con attenzione […]

  

La difesa dall’Isis passa dalla scuola

Il susseguirsi di attentati nelle nazioni occidentali sta contribuendo a riportare in vita un certo spirito europeo. Lo scrive Francesco Alberoni in questo pezzo.  L’orgoglio europeista rinasce. Ma di quale Europa abbiamo bisogno per avere gli anticorpi contro il terrorismo? Di quale idea d’Europa? Anni di pensiero unico e di buonismo esasperato hanno contribuito a depotenziare del tutto le radici culturali di un continente che, una volta, era simbolo di forza e rigidità valoriale. Per le nuove generazioni l’Europa è, oggi, “un’opportunità”. Di viaggiare, di conoscere culture differenti, di fare esami in università geograficamente distanti. Una possibilità di sradicamento, in […]

  

Un tornello per nemico

    C’era una volta la sinistra massimalista, quella che per avversario aveva il Capitale. L’eskimo, le canzoni impegnate, Guccini e il 68′, Marcuse, i libri di Lacan, una visione del mondo. Sbagliata, dimostratasi ipocrita, ma un’idea c’era. Le occupazioni, almeno quelle, avevano una base progettuale (assurda per come concepita): la rivoluzione. Oggi, quegli pseudorivoluzionari o almeno molti tra essi, fanno i Professori, specie nelle università. E si lamentano, tanto, dei loro prodotti e sottoprodotti culturali: gli studenti che contestano i tornelli. Come quelli dell’ingresso della biblioteca di Discipline Umanistiche al numero 36 di Via Zamboni: il nemico contemporaneo dell’aitante […]

  

La scuola contro Renzi.

  L’ARRABBIATURA DELLA SCUOLA “Ho tanti rimpianti, uno è la scuola. Abbiamo messo 3 miliardi ma siamo riusciti a fare arrabbiare tutti. Bisogna essere bravi per riuscirci. Evidentemente qualcosa non ha funzionato”. Il rammarico più grande per Matteo Renzi rischia di divenire la scuola pubblica italiana. Nel caso il premier dovesse perdere il referendum previsto per Domenica 4 Dicembre, infatti, diverrebbe rilevante la mancanza di voti provenienti da uno dei bacini storici del centrosinistra. La legge 107 avrebbe dovuto rappresentare una panacea contro la precareità, ma si è tramutata in un enorme caos ed in un inconsueto cementarsi di tutte […]

  

Pasolini aveva ragione

“Caro Gennariello – scrisse Pasolini ad un allievo immaginario – a causa della scuola diseducatrice sei qui davanti a me come un povero idiota, umiliato, anzi degradato, incapace di capire, chiuso in una morsa di meschinità mentale che, fra l’altro, ti angoscia”.Sono le poche righe da cui è scaturita l’idea di dar vita a questo blog. Parole portatrici di una struggente quanto tragica attualità.“Gennariello” fu il destinatario ipotetico cui Pasolini inviò un “trattatello pedagogico” raccolto in Lettere Luterane. Un giovane di quindici anni, napoletano, borghese, amante del calcio. Il prototipo di studente potenzialmente imbevuto dal conformismo. Lo scrittore e regista […]

  

L’ambasciatore del WFC all’Onu che difende la scuola identitaria. Intervista ad Alexey Komov.

Alexey Komov ha 44 anni, padre di 5 figli e nonno di uno. Ha lavorato in molte multinazionali. E’ ora Ambasciatore del WCF (Congresso Mondiale delle Famiglie) all’ ONU e Portavoce della Commissione sulla famiglia del Patriarcato di Mosca. Interviene frequentemente in conferenze internazionali in difesa  della famiglia naturale, della libertà educativa e contro le teorie del gender. L’ho intervistato sulla tematica dell’identità all’interno delle scuole occidentali e di quelle russe.   Lei è solito occuparsi di famiglia. Il tema dell’identità, tuttavia, interessa nella stessa misura l’ambito della scuola, non trova? L’identità, come insieme di caratteristiche di ognuno di noi […]

  

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