La Terra dei Fuochi calabrese che avvelena persino la coscienza

È presto per capire se dietro all’inchiesta Mala Pigna si nasconda davvero una Terra dei Fuochi in salsa calabra, ma i presupposti ci sono tutti. Ripeto quello che scrissi ormai sei anni fa senza timore di smentita: se è così sarebbe l’inizio della fine della ‘ndrangheta. Ce lo insegna l’epilogo della camorra, iniziato quando ha avvelenato pezzi della Campania infarcendoli di scorie radioattive e rifiuti tossici. Di fronte a questo sfregio la mafia campana ha perso il rispetto di chi, con il suo silenzio e la sua rassegnazione fatalista tipica del Meridione, ha accettato che la camorra risolvesse i problemi […]

  

Meglio un Salvaggio morto che un De Stefano a spasso?

Chissà qual è stato l’ultimo pensiero passato per la mente del 60enne siciliano Paolo Salvaggio prima della pallottola che gli ha spappolato il cervello. Il presunto boss 60enne era stato condannato per droga a farsi altri 10 anni di galera, invece li scontava ai domiciliari dal 2018 per un tumore al polmone. Ieri spensierato andava in bicicletta a fare colazione in un bar-gelateria in piazza San Biagio a Buccinasco, cintura di Milano. Per l’ultima volta. Si sarà accorto del killer? Forse pensava alla figlia che lascia, forse alla moglie, forse a chi ha armato la mano del suo killer che […]

  

Anche la Cgia di Mestre si è accorta del Prodotto Interno Sporco

La tesi del mio libro Prodotto interno sporco (qui il link per comprarlo su Amazon) trova sempre più conferme. L’economia sommersa produce Pil. In particolare, secondo gli esperti della Cgia di Mestre, il lavoro nero presente in Italia vale ben 77,8 miliardi di euro di valore aggiunto. Maglia nera, non c’è bisogno di dirlo, è ancora una volta la Calabria: il tasso di irregolarità è del 22 per cento e l’incidenza dell’economia prodotta dal sommerso sul totale regionale ammonta al 9,8 per cento. Nessun’altra realtà territoriale presenta una performance così negativa. Esiste dunque un’economia parallela, fatta di lavoro nero ma […]

  

Il Supremo, storia del boss che ha insanguinato la mia adolescenza

Una vita al servizio di un padrone, poi la ribellione e la successione. Il sangue degli ex amici sulle mani, la latitanza con la paura fottuta che quelli con cui dividevi anche il pane ti ammazzino. Letture colte e un fiuto per le persone. Segreti da custodire, luoghi inaccessibili come nascondiglio, vita grama e un potere di vita e di morte sterminato. Chi come me non conosceva fino in fondo la storia del boss di ’ndrangheta Pasquale Condello si divorerà il libro Il Supremo – Ascesa e caduta di un comandante del male di Andrea Ian Galli del Corriere della […]

  

La brutta bellezza che salverà Reggio

La morte del re dei videpoker Gioacchino Campolo, una figura paradigmatica della cosiddetta zona grigia della ‘ndrangheta, non può lasciarmi indifferente. Come ho scritto su Prodotto interno sporco, «la sua sala giochi a Reggio Clabria, l’Orchidea rossa tra la via Marina e il Cordon Bleu, per anni è stato il mio rifugio quando ero ragazzo. Che i suoi videopoker fossero truccati era un segreto di Pulcinella. Erano illegali, e lo sapevano tutti, anche gli sbirri che ogni tanto vedevo giocarsi lo stipendio». Ho anche letto la lettera della figlia Adriana, e comprendo ma non giustifico il suo sfogo. Nei giorni […]

  

Il volto feroce della ‘ndrangheta (che dà fastidio ai boss)

Ho appena finito di leggere I killer della ‘ndrangheta di Klaus Davi e ho avuto i brividi. Mi sono ricordato di quando, da ragazzo, seguivamo le ambulanze in motorino a cercare il prossimo morto ammazzato. Me ne ricordo una dozzina,  quattro o cinque me li ricordo in modo vivido, particolare. Quello al Bar Malavenda a Piazza de Nava, per esempio. Io me la ricordo così. È il 22 aprile del 1988. Una serata come tante. Il tempo è clemente, almeno quello, in una città senza più la grazia di dio. E come ogni sera la piazza si sta riempiendo di […]

  

Quel che resta della verità

Parafrasando Oscar Wilde, la verità non è una e non è semplice. Che cosa sta succedendo in Calabria? Tutto e niente, come al solito. Mentre la Regione Calabria è impegnata a cancellare i vitalizi vergogna da un giorno (tenendosi stretti quelli che costano 600mila euro al mese e che spesso finiscono a politici nei guai con la giustizia), gli strascichi del Palamaragate arrivano in riva allo Stretto e travolgono tutto. Proprio mentre la politica calabrese, di destra e di sinistra, viene bersagliata da scandali e inchieste. E la ‘ndrangheta, come dico spesso, se la ride. Facciamo un po’ di chiarezza. […]

  

Boss sanguinario o semplice cittadino: Cosimo Commisso, chi era costui?

Lo avevamo già scritto, ci sono sentenze sulla ‘ndrangheta che si smentiscono l’una con l’altra. Oggi la Cassazione ha scarcerato Cosimo Commisso, presunto boss della ‘ndrangheta di Siderno, assolto dall’accusa di essere il capo del clan mafioso. Dopo 26 anni di carcere. Ripeto, 26 anni. La motivazione? «Non aver commesso il fatto». E come si è capito, dopo 26 anni, che l’uomo accusato di essere il boss “dei due mondi” non era un capomafia? Perché la sentenza definitiva del processo scaturito dall’inchiesta Crimine avrebbe riscritto l’organigramma delle cosche. E si è scoperto che gli omicidi addebitati a Cosimo Commisso non sarebbero […]

  

Perché le mafie si sconfiggono anche leggendo un libro

In Calabria torna come ogni anno l’appuntamento con Trame, il Festival di Lametia Terme dedicato ai libri sulle mafie. Siamo all’edizione numero 9,  stavolta si comincia il 19 giugno e si finisce il 23 giugno. Negli anni scorsi sul palco si sono esibiti tutti i big dell’antimafia di casa nostra, giudici e politici, giornalisti e scrittori, esponenti della società civile.Quest’anno c’è una novità: sul sito del Festival si può contribuire suggerendo #IdeePerTrame, proponendo un ospite o segnalando un libro, un film o uno spettacolo teatrale e, perché no, anche questo sito – dato che il libro da cui prende il […]

  

Un fucile può riscrivere la storia dei rapporti mafia-ndrangheta

Mafia, ’ndrangheta, trattative con lo Stato e servizi segreti. Tutto ruota e si salda attorno all’omicidio del giudice Antonino Scopelliti, il sostituto procuratore generale in Cassazione che il 9 agosto 1991 era la pubblica accusa nell’ambito del primo maxi processo contro Cosa Nostra. Il magistrato venne ucciso nella sua auto alla periferia di campo Calabro, il suo paese, da due colpi d’arma da fuoco. Fu l’ennesimo delitto eccellente della guerra di ’ndrangheta che aveva insanguinato Reggio Calabria dal 1986 con una media di 100 morti all’anno. La sua morte, voluta dalla mafia ed eseguita dalla ’ndangheta sancì la pax mafiosa […]

  

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