Barack Obama speaks about the Iran nuclear dealIl presidente degli Stati Uniti è molto soddisfatto per l’accordo sul nucleare iraniano, siglato a Vienna tra il Gruppo dei 5+1 e Teheran. “Grazie a questo accordo l’Iran non sarà in grado di sviluppare la bomba atomica”, sottolinea Barack Obama in una dichiarazione rilasciata alle 7 del mattino (ora di Washington). Per il presidente si tratta di una grande vittoria della diplomazia Usa. “Se l’Iran violerà l’accordo tutte le sanzioni saranno ripristinate e ci saranno serie conseguenze”. Obama assicura che  l’accordo “non si basa sulla fiducia, ma sulle verifiche. E precisa che “gli ispettori saranno in grado di accedere a tutti i siti sospetti” e i paesi negoziatori “saranno in grado di verificare” tutto quanto è previsto dall’accordo. E se l’Iran dovesse violare l’accordo tutte le sanzioni saranno ripristinate.

Il presidente si rivolge poi al Congresso, che su iniziativa dei Repubblicani (ma anche per le forti pressioni delle lobby filo israeliane) potrebbe negare la ratifica dell’accordo: “Sarebbe irresponsabile allontanarsi da questo accordo”. E avverte il Campidoglio: “Porrò il veto a qualsiasi legge che si opporrà all’attuazione”. Avendo sforato la scadenza del 9 luglio, il Congresso (a maggioranza repubblicana in entrambe le Camere) ha 60 giorni e non 30 per esaminare l’intesa con Teheran. Giova ricordare che quando il presidente oppone il veto a un disegno di legge licenziato dal Congresso, quest’ultimo ritorna alle Camere che – per farlo promulgare – devono riapprovarlo con la maggioranza qualificata dei due terzi. Ad aprile lo speaker della Camera, il repubblicano John Boehner, aveva fatto capire di non avere i voti necessari per superare un eventuale veto di Obama, nel caso il Congresso si esprimesse contro l’accordo sul nucleare. Ma ai voti repubblicani potrebbero aggiungersi quelli dei democratici non troppo contenti della svolta obamiana e sensibili alle richieste di Nethanyahu, pronto ad avviare una “campagna americana” volta a far respingere l’accordo.

“Credo che la sicurezza nazionale – prosegue Obama – dipenda dall’impedire all’Iran di arrivare ad armi nucleari e sarebbe da irresponsabili abbandonare questo accordo” perché si tratta di “decidere se impedire all’Iran di arrivare alle armi nucleari” o in futuro “usare la forza militare per impedirglierlo”. E ancora: “Molte volte ho deciso di ricorrere alla forza e non esiterei a farlo se si trattasse della sicurezza del nostro Paese”. Precisa che in base all’accordo sul suo programma nucleare l’Iran dovrà eliminare “il 98% delle sue riserve di uranio arricchito“, ha aggiunto, chiarendo che “oggi l’Iran ne ha a sufficienza per fare 10 bombe atomiche, questo sarà ridotto a una sola arma”.

Obama si rivolge infine agli iraniani: “È possibile cambiare. È possibile muoversi in una nuova direzione”.

Nel suo discorso il presidente cita Kennedy. L’accordo con l’Iran, ha detto, “è in linea con una tradizione di leadership americana. Sono passati oltre 50 anni da quando il presidente Kennedy ha detto agli americani non dobbiamo mai negoziare per paura, ma non dobbiamo mai avere paura di negoziare. Stava parlando – ha aggiunto – della necessità delle discussioni tra Stati Uniti e Unione sovietica, che hanno guidato gli sforzi per ridurre la diffusione di armi nucleari”.

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