Netta vittoria di Donald Trump anche in South Carolina, nelle primarie del Partito repubblicano. Era lo stato dove la rivale Nikki Haley era stata governatrice. Questi i numeri: Trump ha preso il 59,8& (451.905 voti), Haley si è fermata al 39,5% (298.681 voti). “È una giornata fantastica. È stata una vittoria migliore delle attese. Non ho mai visto il partito repubblicano così unito”, ha detto Trump. E proiettandosi alle elezioni generali del 5 novembre ha aggiunto: “A novembre guarderò dritto negli occhi di Joe Biden e gli dirò, sei licenziato!”. Una chiara citazione del suo noto show televisivo “The Apprentice“, dove una alla volta eliminava tutti i concorrenti. Haley, però, dice di voler continuare a correre: “Oggi non è la fine della nostra storia. Il 40% non è un gruppo così piccolo, ci sono importanti numeri di elettori alle primarie repubblicane che dicono di volere una alternativa. Non abbandonerò la lotta quando c’è una maggioranza di americani che disapprovano sia Donald Trump che Joe Biden”.

Ovviamente rientra nei suoi diritti proseguire la corsa fino alla fine, o almeno fino a quando la matematica (il numero di delegati) non consegnerà ufficialmente la vittoria a Trump. Qualcuno ipotizza che il “gioco” di Haley sia questo: tirare a campare il più possibile, approfittando di qualche spiacevole scivolone giudiziario di Trump. Ma, se ciò dovesse avvenire, non è scritto da nessuna parte che la convention del Gop di Milwaukee (15-18 luglio) dovrebbe candidare lei al posto di Trump per le elezioni di novembre.

Ma c’è anche un’altra ipotesi: Haley potrebbe ambire a farsi scegliere come candidata alla vicepresidenza. Dopo averlo attaccato così tanto? Certo, proprio per questo, e dopo aver fatto spendere soldi ed energie a Trump seppellirebbe l’ascia di guerra e “sposerebbe” l’ex presidente nella nuova corsa per la Casa Bianca. Fantapolitica? Staremo a vedere. Anche se per il ruolo di vice stanno salendo le quotazioni di Tim Scott (foto sopra), l’unico senatore repubblicano afroamericano.

Grande attesa, a questo punto, per il 5 marzo, il famoso “Super Tuesday“, quando le primarie si svolgeranno in Alabama, Alaska, Arkansas, California, Colorado, Maine, Massachusetts, Minnesota, North Carolina, Oklahoma, Tennessee, Texas, Utah, Vermont, Virginia e le Samoa americane. A quel punto probabilmente i giochi si chiuderanno.

 

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