Babbo Natale è una fake news

Caro Babbo Natale, per queste festività voglio smettere di odiare e imparare ad amare: amare come le Sardine amano i leghisti, come Hamas ama gli israeliani, come gli israeliani amano i palestinesi, come gli islamisti amano gli omosessuali, come i piddini amano la democrazia, come Greta ama i treni regionali di seconda classe e la scuola dell’obbligo. Il mio piccolo contributo partirà dall’azione: pretendo da te un Natale meno cristocentrico, più femminista, terzomondista ed ecosostenibile. Un presepe vivente meno omofobo ed islamofobo, con due Madonne in chador, mamme di un bambin Gesù negretto nato in Finlandia da fecondazione assistita, che […]

  

L’anticapitalismo di destra

L’articolo precedente ha indirettamente stimolato una discussione su capitalismo e liberalismo. Sistema economico e dottrina politica prodotti dalla degenerescenza dell’Illuminismo, eppure percepiti dalle masse come “naturali”. Perché quel fallimento ha trionfato. Non è nelle possibilità di un blog satirico affrontare sistematicamente temi di tale complessità, ma trovo comunque giovevole condividere spunti e offrire contributi. La mia esperienza intellettuale, per quanto angusta, è stata segnata da due epifanie, che trovo a tutt’oggi illuminanti: Dialettica dell’Illuminismo (Max Horkheimer e Theodor Adorno, 1947) e After Virtue (Alasdair MacIntyre, 1981). In epoche diverse, con approcci e acuzie differenti, sono entrambe geniali critiche dell’Illuminismo e […]

  

Mi avete rubato il futuro

Mi avete rubato il futuro. Sì, voi che leggete queste righe stravaccati sulle Ikea Markus da gran dirigenti del mass market più dozzinale! Un tempo avrei preso 100mila lire per questo articolo; ma che dico 100mila lire, un milione di lire! E invece oggi? Mi avete rubato il futuro. Quando ero giovinetto e sognavo di far la vita di De Michelis esibivo erezioni mattutine turgide di ottimismo; oggi penso alla De Micheli e mi serve il defibrillatore. Mi avete rubato il futuro. Voi post-sessantottini smantellatori di ogni autorità, di ogni prammatica, germi solerti nell’infettare il mondo con l’emergenza climatica del […]

  

Creatori di lavoro

Nel serissimo mondo della società totale circola da anni un imperativo cliché, un’impositiva frase fatta, una formula assoluta, che per una volta sarebbe più esatto esprimere nella perfida lingua anglosassone: “incantation”. Un’incantazione che strega le moltitudini con la sua malia auto-evidente ed evidentemente demente: “Bisogna creare posti di lavoro”. Ora, all’uomo pio, al devoto lettore della Bibbia, immantinente salta all’anima la Storia della Creazione in Genesi, in cui Dio vivificò il reale dal nulla. Eppure quando si esorta a creare posti di lavoro, non si capisce bene quale sia la divinità laica di riferimento. Tutti gli economisti più seri e […]

  

Starbucks: Oasi del deserto globale, un anno e mezzo dopo

Non amo molto le autocitazioni, ma la catena di caffetterie Starbucks ha finalmente inaugurato, fra le splendide mura di Palazzo Broggi a Milano, il suo primo negozio italiano; così mi pare pertinente tornare al primo articolo di questo blog (28 febbraio 2017), le cui parole, facilmente profetiche, raccontavano di ciò che sarebbe stato. Farne esperienza diretta si è tuttavia rivelato ancor più avvilente. Poiché è apparso chiaro come l’ostentata valorizzazione della nostra tradizione – messa in scena con uno straordinario impiego di mezzi – sia il cavallo di Troia per la sua vampirizzazione. E noi, a giudicare dalle file necessarie per consumare, […]

  

Micio per macho

L’implacabile attualità, che mette il collare di ferro agli eretici Weinstein e Spacey, mi costringe a tornare sulla questione relativa all’identità dei sessi. L’uomo rapace, etero o gay, oggi rappresenta il nemico pubblico numero uno. Il mostro da prima pagina. E sia. Lungi da me difendere le prevaricazioni e gli abusi, specie quando sono uno stile di vita. Ma il corsivista (blogger no, vi prego) ha il dovere di mettere i fatti in prospettiva e con l’orecchio sui binari anticipare l’arrivo del treno, lasciando spazio a una fantasia eccitata e non placata, una traccia di desiderio, il compiacimento di essere […]

  

Burocrati da supermercato

  In Italia ci si accanisce legittimamente contro la fiacchezza e l’inettitudine della pubblica amministrazione, che spesso rappresenta una insopportabile zavorra per gli uomini d’azione; ma chiunque abbia vissuto anche solo un mese negli Stati Uniti, in Svizzera, o in un qualsiasi Paese di lingua germanica, è consapevole del fatto che nei crocevia più spiccioli del quotidiano la duttilità mentale italiana resta un formidabile contravveleno all’alienazione dell’uomo contemporaneo e aiuta a rendere tutto facile. Come al supermercato, per esempio.   Dopo un pranzo fin troppo generoso, decido, per cena, di prepararmi qualcosa a casa. L’ultima volta che è successo, in […]

  

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