Sondaggio sui sondaggi

Chi di voi, affezionatissimi, è stato assoggettato a un sondaggio demoscopico? Vi hanno interpellato? 1. Sì, più volte 2. Sì, una volta 3. Mai 4. Non so, non ricordo 5. Salvini fomenta l’odio. Siete un campione affidabile, per numerosità e rappresentatività, perché fra di voi ci sono anche comunisti e interisti. Ve lo domando perché personalmente nessuno mi ha mai pungolato in 20anni abbondanti di comprendonio… eppure siamo sommersi da deliberazioni sondaggistiche, caratterizzate da un infaticabile zelo conoscitivo, calate dall’alto di avamposti accademici di inoppugnabile terzietà: Euromedia Research, diretta da Alessandra Ghisleri; l’onnipresente e vagamente iettatorio Nando Pagnoncelli di Ipsos […]

  

Repubblica cieca

«Caro Di Maio, non abbiamo paura: continueremo a raccontare la verità». Questo il titolo del poderoso editoriale firmato Mario Calabresi. La cui parafrasi è: «Detestato Di Maio, ci stiamo cacando in braca: continueremo a taroccare la verità». La letterina di richiamo del direttore di Repubblica al leader dei 5Stelle metterebbe tenerezza, non facesse ribrezzo. Il dettato è infallibilmente pedestre, la cifra stilistica malconcia, e quanto ai contenuti vale ciò che già avevamo segnalato in passato: un genuino compendio della depravazione intellettuale e morale dei galoppini di un regime boccheggiante, chiamati con una pernacchia a fottere l’opinione pubblica e oggi furenti, […]

  

Il sol dell’Avvenire

Mentre scrivo queste righe non so se la prima pagina di oggi del quotidiano Avvenire sarà rimasta la stessa: “Vergogniamoci”. Immagino di sì, vista la toppa di ieri. “Chi guarda il volto di Daisy Osakue può fare solo una cosa: vergognarsi. Perché quel volto segnato, è certamente il volto di una cittadina italiana dalla pelle nera, una giovane donna e atleta bersagliata solo e soltanto per la sua inermità e diversità”, ha messo di colore su bianco il direttore Marco Tarquinio, inserendo un segno di interpunzione fra soggetto e verbo degno del tratto di corda. Oggi si sa che il […]

  

Leopolda 8: laboratorio di sfigati

Uno dei più grandi crucci della semantica lessicale italiana degli ultimi decenni è stato quello di definire lo “sfigato”. Tipo umano facile da riconoscere, difficile da delineare. Se l’étymos del lemma è “senza figa” – di cui denunciamo convintamente il ributtante sessismo – molti avvertiti linguisti si trovano d’accordo sul minimo comun denominatore lato sensu, identificabile nella mancanza di autoironia: lo sfigato si prende sul serio, «ci crede». Personalmente, ho sempre riscontrato una sfumatura più sottile nell’accezione e trovo risieda nello spirito gregario che si immagina indipendente. Lo sfigato incarna chi è retroguardia ritenendosi avanguardia; chi è schiavo e si […]

  

The real cazzaro

Questa sera, di martedì, Matteo Renzi ci ha aperto la porta del suo cuore. Orfano di Luigi Di Maio, eppure benvoluto nel salotto di Giovanni Floris, l’ex premier ha confessato che dopo la bruciante sconfitta del referendum costituzionale, coerentemente con quanto promesso, voleva andarsene. Lasciare la politica. Il suo proposito era fermo, solido come la quercia della sua parola. Poi arrivò una mail. Sì, una mail, che lo supplicava di restare. Quindi un’altra. E un’altra ancora. Ventiseimila mail che lo imploravano di non mollare. Così ha ceduto. Ha capito che voler mantenere la parola data contro i desideri dei cittadini […]

  

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