1984_filmL’ultima clamorosa protesta contro Donald Trump (per qualcuno solo velleitaria e stucchevole) va di scena al cinema. In diverse sale di tutto il mondo oggi viene proiettato “1984“, il film diretto da Michael Radford tratto dal famoso romanzo di George Orwell. La storia, com’è noto, parla di un regime il cui capo indiscusso è il Grande Fratello, che invade la vita delle persone sbucando dai teleschermi delle tv e comparendo sui manifesti di propaganda. Il protagonista della storia, Winston Smith, che lavora come impiegato al Ministero della Verità, conduce una vita triste. Ogni giorno riscrive alcune pagine dei libri di storia, seguendo gli ordini impartiti dai suoi superiori. Episodi più o meno grandi, che contribuiscono ad alterare la realtà dei fatti. Winston, sempre più deluso della propria esistenza, si sfoga tenendo un diario segreto. Ma questa scelta di libertà gli fa compiere uno “psicoreato”: lo commette qualunque cittadino elabori, anche solo nella propria mente, pensieri o parole che vanno contro le teorie del Grande Fratello. Per punire gli psicoreati opera la la Psicopolizia. Chi viene incriminato è punito con la “vaporizzazione”: dopo l’arresto una serie di torture e umiliazioni lavano il cervello e inculcano l’amore per il Partito (e ovviamente per il Grande Fratello). Poi, risolto il problema, un colpo di pistola alla nuca chiude ogni discorso.

Trump_1984Surreali gli slogan con cui il Partito diffonde la propria ideologia: “La guerra è pace. La libertà è schiavitù. L’ignoranza è forza”. Oppure “Chi controlla il passato, controlla il futuro: chi controlla il presente, controlla il passato”. Frasi che fanno sorridere, ma anche riflettere. Nella società dominata dal Grande Fratello imperano dunque, in modo clamoroso, i “fatti alternativi“. Maliziosamente qualcuno accosta la politica del tycoon al capolavoro di Orwell (l’elezione del tycoon ha fatto registrare un picco nelle vendite del romanzo). Oggi l’ondata anti Trump va di scena nei cinema con l’iniziativa “The National Screening Day”, ideata da Dylan Skolnick, direttore del Cinema Arts Centre di Long Island, e Adam Birnbaum, direttore della programmazione dell’Avon Theatre Film Centre in Connecticut. Hanno aderito all’iniziativa prevalentemente sale cinematografiche americane, ma anche alcune in Gran Bretagna, Canada, Croazia e Svezia.

“Nessuno vuole suggerire che viviamo nel mondo di Orwell – assicura Skolnick – ma la strada verso quel mondo è fatta di persone che diventano disimpegnate e permettono ai loro governi di fare quello che vogliono”. Sottolinea poi come gli elementi centrali della distopia di Orwell, “la messa in discussione della realtà dei fatti e la demonizzazione dei nemici stranieri” ricordino in modo preoccupante i tratti dell’amministrazione Trump.

1984-book-coverMa perché proprio oggi la manifestazione? Non è un caso: nel romanzo di Orwell il 4 aprile è il giorno in cui il protagonista, Winston Smith, inizia la sua resistenza contro il Grande Fratello e il suo Partito Interno.

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