Gen Z, la generazione dimenticata

Rick. Tolomeo. Gaja. Matilde. Giulia. Cinque ragazzi per una generazione, la Zeta. L’ultima, quella dei liceali e dei laureandi. Ultima, per età. Ma ultima anche perché fin dall’inizio di questa eterna emergenza Covid, è sempre stata all’ultimo posto. Prima gli anziani, poi i bambini, poi gli adulti, poi i ristoranti, poi i parrucchieri, poi, poi… ma il loro turno non è mai arrivato. Nella prima, seconda e nemmeno nella terza ondata. A loro si chiede, ancora una volta, sempre e solo di stare zitti e buoni. Di non andare a scuola e di non vedere gli amici. Di non protestare. […]

  

Le risse? Siamo ancora alla cultura del duello

Si danno appuntamento sui social. E poi giù botte per regolare i conti. Menando le mani, o anche i piedi e talvolta anche altri arnesi… Sono ragazzini del 2021 eppure è come fossero in un duello dell’800. Ora non ci sono spade e pistole e  il guanto della sfida è di gruppo. Ma quello che c’è dietro è sempre la stessa cosa: la cultura del duello per sanare l’offesa. Ed è lì, che secondo gli esperti, bisogna andare a educare i ragazzi, ancorati tutt’oggi a un modello di uomo o di donna – perché le risse sono anche tra ragazze […]

  

DanteDì, il Sommo Poeta (spiegato ai bambini)

Ci sono persone che fanno cose eccezionali. Io ho avuto la fortuna di intervistarne due. Laura Vaioli  laurea in filosofia e oggi direttrice della TheSIGN – Comics & Arts Academy a Firenze e Mirko Volpi,  insegna Storia della lingua italiana all’Università di Pavia. Cosa hanno in comune? Hanno scritto un libro, insieme a Giacomo Guccinelli ci ha messo il suo tratto. Risultato: bellissimo. Si intitola «I mostri di Dante» (Salani, 140 pag) e visto che oggi è il DanteDì più DanteDì di sempre (perché sono passati 700 anni dalla morte) è la giornata giusta per parlarne. Un libro per bambini, quindi […]

  

Mamma lavoratrice. E papà lavoratore?

Mentre mi scorrono nella testa i fiumi di parole e righe di giornali e interviste e controinterviste su quanto sia opportuno e giusto e offensivo e antistorico oppure, viceversa, inutile e paradossale (e potrei andare avanti senza un punto e una virgola per righe e righe anche io ma sono già senza fiato…) che un direttore d’orchestra donna possa chiamarsi (non “essere” ovviamente) direttrice, tanto che alla fine mi sembra che abbiano ragione e un po’ torto tutti, non so più se devo stare attaccata e ben salda al gambetto di quella «a» o lasciarmi scivolare giù, su un altro […]

  

“Scuola, la chiusura è una decisione politica non sanitaria”

«La chiusura delle scuole? Il governo l’ha lasciata ai presidenti delle Regioni.  Sono quindi decisioni politiche, non sono di carattere sanitario. Non è il Cts che sta decidendo. Sono i governatori. E questo lo dobbiamo dire…» Daniele Novara, pedagogista, fondatore del Cpp, centro psicopedagogico per l’educazione, non ha tentennamenti. E quindi? «… e quindi si tratta di decisioni dove la demagogia può farla da padrone, ossia “facciamo vedere che facciamo qualcosa“. I bambini non votano, i ragazzi neppure. Colpire loro  è la cosa più semplice, più banale. Non hanno influenzano la decisione politica». I loro genitori sì. Ma? «I loro […]

  

I prof da tastiera

“- Fatti curare – Mandiamola a pulire i bagni – Disagio – Assistenti sociali – Malattia mentale” Chissà cosa avrà pensato Anita (la vedete nella foto) quando ha letto questi commenti, solo per aver osato dire «Preferisco la classe alle vacanze, abbiamo perso troppo tempo». Perchè a dire quelle parole non sono stati quattro bulli della scuola da condannare, redarguire e sospendere, ma dei professori. Sì avete letto bene: professori che, lo ricordiamo, copiando e incollando dalla Treccani,  dal latino  professor-oris, derivato di profiteri (participio passato professus), che oltre al significato di «dichiarare» ha anche quello di «insegnare pubblicamente». Insegnare. […]

  

Il futuro (in foto) nel telefono

Quando li trovo piegati sul cellulare, come Schroeder sul pianoforte (che comunque non è il telefono e quindi è tutta un’altra cosa…), è più forte di me: m’inalbero, per dirla bene. Adesso più di prima, perché adesso li vedo più di prima, e riusciamo incredibilmente ad attraversare  in un nanosecondo tutti gli stati d’animo dell’essere umano, confermando l’intero elenco di sfumature emozionali ritracciate dal team dell’University of California-Berkeley che ne ha classificate ben 27. Ammirazione, disgusto, noia, imbarazzo, orrore, paura, tristezza, simpatia, dolore empatico e via elencando,  fino alla 27esima: rabbia. E aggiungerei anche esplosiva difronte a Schroeder sul cellulare. […]

  

Lettera al futuro ministro

 Raffaele Mantegazza, è docente di pedagogia all’università di Milano Bicocca e autore di numerose pubblicazioni su varie problematiche educative, come «Maturità. Diario di un presidente curioso», dove racconta l’esperienza fatta come presidente di commissione agli esami di maturità dello scorso anno. Quella che leggerete qui sotto è la lettera-appello che ha inviato al prossimo ministro o ministra dell’Istruzione perché ascolti i ragazzi dato che «la scuola è loro». Si riparla di tempo (non)perso. E soprattutto mette al centro loro, i ragazzi, gli studenti. Lui, Mantegazza è un prof e per di più insegna pedagogia, cioè insegna come si fa a […]

  

Dad tempo perso? No grazie

Quando abbiamo sentito che una delle priorità di Draghi era la scuola, c’è stato un boato di esultazione. Finalmente. Quando sono trapelate  quali fossero le prime cose da fare per la scuola, c’è stato un boato di silenzio. Perchè anche il silenzio può essere tremendamente esplosivo, quando la meraviglia è troppa. Sia quella buona che quella negativa. E quello che abbiamo sentito buono non è. Per due motivi. Primo: l’ipotesi di prolungare l’anno scolastico era già stata avanzata dal ministro Azzolina, facendo gridare allo scandalo perché era il ministro Azzolina. Quindi, non è novità. Evvabbè. Secondo:  sentir dire che la […]

  

Scuola? Pronti, partenza, a casa

L’inizio della scuola per noi è stato meraviglioso: l’ebbrezza del primo giorno e il magone dell’ultimo, tutto in 48 ore. Abbiamo fatto giusto in tempo a emozionarci per l’ennesimo riavvio delle lezioni, i compagni, i banchi senza rotelle e persino la verifica e l’interrogazione programmata per celebrare l’incredibile evento, che già due giorni dopo era tutto finito. Camera, computer, pigiama. E bussare prima di entrare. Contatto. Contatto con un positivo. Due parole che fino a un anno esatto fa, erano un’accoppiata totalmente priva di un qualunque senso, ora  sono lo spauracchio delle nostre scuole, dei prof, dei ragazzi che, non […]

  

Il blog di Serena Coppetti © 2021
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