Mascherine a scuola? Fottitene e balla…

Fottitene e ballaaaa… Che brutta fine le mascherine. Si è svegliato canticchiando così stamattina. E di solito non canticchia e neanche parla e non vuole assolutamente che qualcuno gli parli per almeno tutto il tempo della colazione quindi finchè non apre la porta di casa, saluta (meno male quello sì) e va a scuola.  Invece c’è stato Speranza, riuscito se non altro nell’impresa di far parlare un adolescente al mattino. “Cioè dai c’è scritto proprio Ffp2? Ancora? A scuola? E invece niente in discoteca o al ristorante”. Risata. Mi sono aggrappata al cucchiaino che girava lo zucchero nella tazza per […]

  

Caro diario

Ci siamo sorpresi entrambi del nostro stupore. E il diario? chiedo io, così come avrei potuto dire hai preso la merenda, hai chiuso la porta, prendi il golf che fa freddo, tutte quelle inutili cose che diciamo noi mamme e che potremmo evitare benissimo (lo sappiamo eccome se lo sappiamo), ma che non riusciamo a non pronunciare salvo poi morderci la lingua una volta dette… È che a volte, anzi spesso, ci troviamo a fare quelle domande che si chiamano «retoriche» proprio perché non hanno bisogno di una risposta: già la conosci. E in questo caso, già lo sai che […]

  

A Milano psicologi gratis per i ragazzi

«Sei un ragazzo o una ragazza e hai voglia di parlare con i tuoi coetanei della situazione difficile che state vivendo? Time for us è il posto giusto». È questo l’invito agli adolescenti milanesi di un team di psicologi legati all’Università Cattolica che si mettono a disposizione, volontariamente e gratuitamente. Solo qualche giorno fa, in Francia, Emmanuel Macron ha annunciato di avere destinato ai bambini un rimborso da parte della Sanità pubblica di 10 sedute da uno psicologo. «Oggi – ha spiegato Macron – abbiamo un problema di salute che riguarda i nostri ragazzi che si aggiunge a quello dell’epidemia». […]

  

Gen Z, la generazione dimenticata

Rick. Tolomeo. Gaja. Matilde. Giulia. Cinque ragazzi per una generazione, la Zeta. L’ultima, quella dei liceali e dei laureandi. Ultima, per età. Ma ultima anche perché fin dall’inizio di questa eterna emergenza Covid, è sempre stata all’ultimo posto. Prima gli anziani, poi i bambini, poi gli adulti, poi i ristoranti, poi i parrucchieri, poi, poi… ma il loro turno non è mai arrivato. Nella prima, seconda e nemmeno nella terza ondata. A loro si chiede, ancora una volta, sempre e solo di stare zitti e buoni. Di non andare a scuola e di non vedere gli amici. Di non protestare. […]

  

Le risse? Siamo ancora alla cultura del duello

Si danno appuntamento sui social. E poi giù botte per regolare i conti. Menando le mani, o anche i piedi e talvolta anche altri arnesi… Sono ragazzini del 2021 eppure è come fossero in un duello dell’800. Ora non ci sono spade e pistole e  il guanto della sfida è di gruppo. Ma quello che c’è dietro è sempre la stessa cosa: la cultura del duello per sanare l’offesa. Ed è lì, che secondo gli esperti, bisogna andare a educare i ragazzi, ancorati tutt’oggi a un modello di uomo o di donna – perché le risse sono anche tra ragazze […]

  

I prof da tastiera

“- Fatti curare – Mandiamola a pulire i bagni – Disagio – Assistenti sociali – Malattia mentale” Chissà cosa avrà pensato Anita (la vedete nella foto) quando ha letto questi commenti, solo per aver osato dire «Preferisco la classe alle vacanze, abbiamo perso troppo tempo». Perchè a dire quelle parole non sono stati quattro bulli della scuola da condannare, redarguire e sospendere, ma dei professori. Sì avete letto bene: professori che, lo ricordiamo, copiando e incollando dalla Treccani,  dal latino  professor-oris, derivato di profiteri (participio passato professus), che oltre al significato di «dichiarare» ha anche quello di «insegnare pubblicamente». Insegnare. […]

  

Il futuro (in foto) nel telefono

Quando li trovo piegati sul cellulare, come Schroeder sul pianoforte (che comunque non è il telefono e quindi è tutta un’altra cosa…), è più forte di me: m’inalbero, per dirla bene. Adesso più di prima, perché adesso li vedo più di prima, e riusciamo incredibilmente ad attraversare  in un nanosecondo tutti gli stati d’animo dell’essere umano, confermando l’intero elenco di sfumature emozionali ritracciate dal team dell’University of California-Berkeley che ne ha classificate ben 27. Ammirazione, disgusto, noia, imbarazzo, orrore, paura, tristezza, simpatia, dolore empatico e via elencando,  fino alla 27esima: rabbia. E aggiungerei anche esplosiva difronte a Schroeder sul cellulare. […]

  

Lettera al futuro ministro

 Raffaele Mantegazza, è docente di pedagogia all’università di Milano Bicocca e autore di numerose pubblicazioni su varie problematiche educative, come «Maturità. Diario di un presidente curioso», dove racconta l’esperienza fatta come presidente di commissione agli esami di maturità dello scorso anno. Quella che leggerete qui sotto è la lettera-appello che ha inviato al prossimo ministro o ministra dell’Istruzione perché ascolti i ragazzi dato che «la scuola è loro». Si riparla di tempo (non)perso. E soprattutto mette al centro loro, i ragazzi, gli studenti. Lui, Mantegazza è un prof e per di più insegna pedagogia, cioè insegna come si fa a […]

  

Dad tempo perso? No grazie

Quando abbiamo sentito che una delle priorità di Draghi era la scuola, c’è stato un boato di esultazione. Finalmente. Quando sono trapelate  quali fossero le prime cose da fare per la scuola, c’è stato un boato di silenzio. Perchè anche il silenzio può essere tremendamente esplosivo, quando la meraviglia è troppa. Sia quella buona che quella negativa. E quello che abbiamo sentito buono non è. Per due motivi. Primo: l’ipotesi di prolungare l’anno scolastico era già stata avanzata dal ministro Azzolina, facendo gridare allo scandalo perché era il ministro Azzolina. Quindi, non è novità. Evvabbè. Secondo:  sentir dire che la […]

  

Piccoli social crescono

La piccola Antonella, Tik Tok, i bambini, i ragazzi, i  social. E noi, gli adulti, il garante, gli psicologi, i genitori spesso stimati professionisti eppure “analfabeti” di questo nuovo linguaggio. Si sono dette e sentite molte cose. Poi alla fine uno va a letto la sera e si chiede  “ma io? posso fare qualcosa, io? Questa è la storia di Emma. Il nome è di fantasia, per il resto è tutto vero. Dalla prima all’ultima riga. Emma ha 14 anni, è di Milano, frequenta una scuola centralissima.  La sua mamma è una professionista e con la comunicazione ci lavora, per […]

  

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