I prof da tastiera

“- Fatti curare – Mandiamola a pulire i bagni – Disagio – Assistenti sociali – Malattia mentale” Chissà cosa avrà pensato Anita (la vedete nella foto) quando ha letto questi commenti, solo per aver osato dire «Preferisco la classe alle vacanze, abbiamo perso troppo tempo». Perchè a dire quelle parole non sono stati quattro bulli della scuola da condannare, redarguire e sospendere, ma dei professori. Sì avete letto bene: professori che, lo ricordiamo, copiando e incollando dalla Treccani,  dal latino  professor-oris, derivato di profiteri (participio passato professus), che oltre al significato di «dichiarare» ha anche quello di «insegnare pubblicamente». Insegnare. […]

  

Il futuro (in foto) nel telefono

Quando li trovo piegati sul cellulare, come Schroeder sul pianoforte (che comunque non è il telefono e quindi è tutta un’altra cosa…), è più forte di me: m’inalbero, per dirla bene. Adesso più di prima, perché adesso li vedo più di prima, e riusciamo incredibilmente ad attraversare  in un nanosecondo tutti gli stati d’animo dell’essere umano, confermando l’intero elenco di sfumature emozionali ritracciate dal team dell’University of California-Berkeley che ne ha classificate ben 27. Ammirazione, disgusto, noia, imbarazzo, orrore, paura, tristezza, simpatia, dolore empatico e via elencando,  fino alla 27esima: rabbia. E aggiungerei anche esplosiva difronte a Schroeder sul cellulare. […]

  

Lettera al futuro ministro

 Raffaele Mantegazza, è docente di pedagogia all’università di Milano Bicocca e autore di numerose pubblicazioni su varie problematiche educative, come «Maturità. Diario di un presidente curioso», dove racconta l’esperienza fatta come presidente di commissione agli esami di maturità dello scorso anno. Quella che leggerete qui sotto è la lettera-appello che ha inviato al prossimo ministro o ministra dell’Istruzione perché ascolti i ragazzi dato che «la scuola è loro». Si riparla di tempo (non)perso. E soprattutto mette al centro loro, i ragazzi, gli studenti. Lui, Mantegazza è un prof e per di più insegna pedagogia, cioè insegna come si fa a […]

  

Dad tempo perso? No grazie

Quando abbiamo sentito che una delle priorità di Draghi era la scuola, c’è stato un boato di esultazione. Finalmente. Quando sono trapelate  quali fossero le prime cose da fare per la scuola, c’è stato un boato di silenzio. Perchè anche il silenzio può essere tremendamente esplosivo, quando la meraviglia è troppa. Sia quella buona che quella negativa. E quello che abbiamo sentito buono non è. Per due motivi. Primo: l’ipotesi di prolungare l’anno scolastico era già stata avanzata dal ministro Azzolina, facendo gridare allo scandalo perché era il ministro Azzolina. Quindi, non è novità. Evvabbè. Secondo:  sentir dire che la […]

  

Piccoli social crescono

La piccola Antonella, Tik Tok, i bambini, i ragazzi, i  social. E noi, gli adulti, il garante, gli psicologi, i genitori spesso stimati professionisti eppure “analfabeti” di questo nuovo linguaggio. Si sono dette e sentite molte cose. Poi alla fine uno va a letto la sera e si chiede  “ma io? posso fare qualcosa, io? Questa è la storia di Emma. Il nome è di fantasia, per il resto è tutto vero. Dalla prima all’ultima riga. Emma ha 14 anni, è di Milano, frequenta una scuola centralissima.  La sua mamma è una professionista e con la comunicazione ci lavora, per […]

  

L’ultima trasgressione

All’uscita dell’ultimo decreto, ero già rimasta indietro con le circolari delle varie scuole: non avevo ancora capito chi-doveva-rientrare-quando. Cioè, era chiaro a tutti che il 7 gennaio scattava il rientro in classe.  Che detto così, è a prova di imbecille. Ma la cosa non era poi così semplice.  La programmazione era questa: una, intesa come figlia o scuola, avrebbe dovuto iniziare il 7 gennaio alle 8  in presenza, poi l’8 gennaio alle 9 ma da casa e l’11 gennaio alle 10 di nuovo a scuola. Ho dovuto ripetere e scrivere e sottolineare la parola gennaio perché altrimenti mi si incrociavano […]

  

Fase 2, ma gli adolescenti non sono bambini

Per la legge sono come i bambini. Minori. Il discrimine starebbe nell’avere la maggiore età. Ma per il resto – in teoria – dovrebbero uscire accompagnati. Anche se hanno 16 o 17 anni. Lo hanno detto e ripetuto in tanti: gli adolescenti sono stati esemplari. Nessuno si è curato di loro,  ma loro ti rispondevano che c’era «qualcosa e qualcuno a cui dare più importanza che a noi adolescenti». Responsabili? Fin troppo. Ubbidienti? Fino allo stremo. E ora? Ora che è cominciata la Fase 2 si parla ancora di tutto.  Ma gli adolescenti restano invisibili. Cosa possono o non possono […]

  

La rivincita degli sdraiati

Alza lo sguardo dal cellulare e mi pianta gli occhi addosso. Mi sento nell’angolo, con lo  spazio che si stringe come dentro un bel golfino di cachemire appena uscito da un lavaggio sbagliato. “Ma-sai- quante-ore-di-utilizzo-mi-dà?”. L’adolescente in pigiama h24 sorride e scandisce le parole bene bene. Aspetta una risposta.  Vorrei gridare no, che non lo voglio sapere, per favore per favore non me lo dire. Ma non grido. Più che altro per i vicini. E non dico neanche niente perchè tutti gli psicologi hanno detto e ripetuto di cercare di allentare le inevitabili  tensioni da convivenza forzata facendo finta  di […]

  

Coronavirus. Pellai: cari ragazzi restate a casa

Cari figli per favore ascoltateci… restate  in casa per favore. La lettera che Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva, scrive ai ragazzi, agli adolescenti, a tutti i nostri figli è da leggere e da far leggere a loro. Il Coronavirus ci porta a cambiare la nostra vita. E ci porta a chiedere ai nostri giovani qualcosa che va contro la natura stessa della loro età. Evitare la socialità. Chiudersi in casa. Niente scuola, niente sport, niente amici. Troppo niente. Troppo vuoto. Troppo silenzio. Troppi spazi stretti per chi ha bisogno di volare., alto e veloce. Pellai ci regala due parole: responsabilità […]

  

Anno nuovo, scuola vecchia

Tragico non è il risultato degli Invalsi.  Di tragico c’è questo sistema arcaico che ha l’obiettivo di fare tornare la scuola indietro di un secolo. Daniele Novara   Ignoranti. Analfabeti. Incapaci di capire un testo. Scarsi in matematica. Disastrosi nell’inglese. Capre, capretti o caproni a seconda dell’età. Hanno finito così la scuola gli studenti italiani di ogni ordine e grado. Colpa dei (pessimi) risultati delle prove Invalsi, i test somministrati (manco fossero una medicina…) per la prima volta anche ai maturandi. La scia è nota. Titoli e titoli sui giornali, con commenti a mo’ di eco ad allungare sempre di […]

  

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