I prof da tastiera

“- Fatti curare – Mandiamola a pulire i bagni – Disagio – Assistenti sociali – Malattia mentale” Chissà cosa avrà pensato Anita (la vedete nella foto) quando ha letto questi commenti, solo per aver osato dire «Preferisco la classe alle vacanze, abbiamo perso troppo tempo». Perchè a dire quelle parole non sono stati quattro bulli della scuola da condannare, redarguire e sospendere, ma dei professori. Sì avete letto bene: professori che, lo ricordiamo, copiando e incollando dalla Treccani,  dal latino  professor-oris, derivato di profiteri (participio passato professus), che oltre al significato di «dichiarare» ha anche quello di «insegnare pubblicamente». Insegnare. […]

  

Dad tempo perso? No grazie

Quando abbiamo sentito che una delle priorità di Draghi era la scuola, c’è stato un boato di esultazione. Finalmente. Quando sono trapelate  quali fossero le prime cose da fare per la scuola, c’è stato un boato di silenzio. Perchè anche il silenzio può essere tremendamente esplosivo, quando la meraviglia è troppa. Sia quella buona che quella negativa. E quello che abbiamo sentito buono non è. Per due motivi. Primo: l’ipotesi di prolungare l’anno scolastico era già stata avanzata dal ministro Azzolina, facendo gridare allo scandalo perché era il ministro Azzolina. Quindi, non è novità. Evvabbè. Secondo:  sentir dire che la […]

  

Scuola? Pronti, partenza, a casa

L’inizio della scuola per noi è stato meraviglioso: l’ebbrezza del primo giorno e il magone dell’ultimo, tutto in 48 ore. Abbiamo fatto giusto in tempo a emozionarci per l’ennesimo riavvio delle lezioni, i compagni, i banchi senza rotelle e persino la verifica e l’interrogazione programmata per celebrare l’incredibile evento, che già due giorni dopo era tutto finito. Camera, computer, pigiama. E bussare prima di entrare. Contatto. Contatto con un positivo. Due parole che fino a un anno esatto fa, erano un’accoppiata totalmente priva di un qualunque senso, ora  sono lo spauracchio delle nostre scuole, dei prof, dei ragazzi che, non […]

  

L’ultima trasgressione

All’uscita dell’ultimo decreto, ero già rimasta indietro con le circolari delle varie scuole: non avevo ancora capito chi-doveva-rientrare-quando. Cioè, era chiaro a tutti che il 7 gennaio scattava il rientro in classe.  Che detto così, è a prova di imbecille. Ma la cosa non era poi così semplice.  La programmazione era questa: una, intesa come figlia o scuola, avrebbe dovuto iniziare il 7 gennaio alle 8  in presenza, poi l’8 gennaio alle 9 ma da casa e l’11 gennaio alle 10 di nuovo a scuola. Ho dovuto ripetere e scrivere e sottolineare la parola gennaio perché altrimenti mi si incrociavano […]

  

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