“Scuola, la chiusura è una decisione politica non sanitaria”

«La chiusura delle scuole? Il governo l’ha lasciata ai presidenti delle Regioni.  Sono quindi decisioni politiche, non sono di carattere sanitario. Non è il Cts che sta decidendo. Sono i governatori. E questo lo dobbiamo dire…» Daniele Novara, pedagogista, fondatore del Cpp, centro psicopedagogico per l’educazione, non ha tentennamenti. E quindi? «… e quindi si tratta di decisioni dove la demagogia può farla da padrone, ossia “facciamo vedere che facciamo qualcosa“. I bambini non votano, i ragazzi neppure. Colpire loro  è la cosa più semplice, più banale. Non hanno influenzano la decisione politica». I loro genitori sì. Ma? «I loro […]

  

Il futuro (in foto) nel telefono

Quando li trovo piegati sul cellulare, come Schroeder sul pianoforte (che comunque non è il telefono e quindi è tutta un’altra cosa…), è più forte di me: m’inalbero, per dirla bene. Adesso più di prima, perché adesso li vedo più di prima, e riusciamo incredibilmente ad attraversare  in un nanosecondo tutti gli stati d’animo dell’essere umano, confermando l’intero elenco di sfumature emozionali ritracciate dal team dell’University of California-Berkeley che ne ha classificate ben 27. Ammirazione, disgusto, noia, imbarazzo, orrore, paura, tristezza, simpatia, dolore empatico e via elencando,  fino alla 27esima: rabbia. E aggiungerei anche esplosiva difronte a Schroeder sul cellulare. […]

  

Scuola? Pronti, partenza, a casa

L’inizio della scuola per noi è stato meraviglioso: l’ebbrezza del primo giorno e il magone dell’ultimo, tutto in 48 ore. Abbiamo fatto giusto in tempo a emozionarci per l’ennesimo riavvio delle lezioni, i compagni, i banchi senza rotelle e persino la verifica e l’interrogazione programmata per celebrare l’incredibile evento, che già due giorni dopo era tutto finito. Camera, computer, pigiama. E bussare prima di entrare. Contatto. Contatto con un positivo. Due parole che fino a un anno esatto fa, erano un’accoppiata totalmente priva di un qualunque senso, ora  sono lo spauracchio delle nostre scuole, dei prof, dei ragazzi che, non […]

  

“Giallo” a cognomi alternati

Quando ieri sono girate ancora una volta le  fotografie con gli “assembramenti”  (nel dopo Covid spero ci sia qualcuno che faccia una battaglia per eliminare questa parola dal vocabolario…) e le relative bacchettate di chi bollava la massa nel fermo immagine come branco di imbecilli, devo confessare che mi sono sentita a disagio. Più guardavo le immagini e più guardavo i commenti a quelle immagini e più non riuscivo a mettermi né dalla parte degli “assembrati” (si potrà dire?) né dalla parte di chi s’indignava sui social, in strada, al telefono, da solo o in cuor suo: vergogna, sarà colpa […]

  

L’ultima trasgressione

All’uscita dell’ultimo decreto, ero già rimasta indietro con le circolari delle varie scuole: non avevo ancora capito chi-doveva-rientrare-quando. Cioè, era chiaro a tutti che il 7 gennaio scattava il rientro in classe.  Che detto così, è a prova di imbecille. Ma la cosa non era poi così semplice.  La programmazione era questa: una, intesa come figlia o scuola, avrebbe dovuto iniziare il 7 gennaio alle 8  in presenza, poi l’8 gennaio alle 9 ma da casa e l’11 gennaio alle 10 di nuovo a scuola. Ho dovuto ripetere e scrivere e sottolineare la parola gennaio perché altrimenti mi si incrociavano […]

  

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