Litigare fa bene. Se sai come farlo

Litigare fa bene. Basta saperlo fare. Il problema è che se non si è imparato a litigare bene da bambini, sarà difficile farlo da adulti. E il problema-dei-problemi è che da piccoli non ti fanno litigare. Chi è stato? Chi ha cominciato? Sei sempre il solito… Le ragioni dei bambini si scontrano con la ricerca del colpevole tipica dell’adulto e quello che potrebbe risolversi in un minuto (il dato è neuroscientifico) diventa un pericoloso precedente. Le scuole dove si impara a litigare bene L’inversione di rotta deve partire presto e qualcuno ci prova. Succede a Palermo dove, in una scuola […]

  

DanteDì, il Sommo Poeta (spiegato ai bambini)

Ci sono persone che fanno cose eccezionali. Io ho avuto la fortuna di intervistarne due. Laura Vaioli  laurea in filosofia e oggi direttrice della TheSIGN – Comics & Arts Academy a Firenze e Mirko Volpi,  insegna Storia della lingua italiana all’Università di Pavia. Cosa hanno in comune? Hanno scritto un libro, insieme a Giacomo Guccinelli ci ha messo il suo tratto. Risultato: bellissimo. Si intitola «I mostri di Dante» (Salani, 140 pag) e visto che oggi è il DanteDì più DanteDì di sempre (perché sono passati 700 anni dalla morte) è la giornata giusta per parlarne. Un libro per bambini, quindi […]

  

Il futuro (in foto) nel telefono

Quando li trovo piegati sul cellulare, come Schroeder sul pianoforte (che comunque non è il telefono e quindi è tutta un’altra cosa…), è più forte di me: m’inalbero, per dirla bene. Adesso più di prima, perché adesso li vedo più di prima, e riusciamo incredibilmente ad attraversare  in un nanosecondo tutti gli stati d’animo dell’essere umano, confermando l’intero elenco di sfumature emozionali ritracciate dal team dell’University of California-Berkeley che ne ha classificate ben 27. Ammirazione, disgusto, noia, imbarazzo, orrore, paura, tristezza, simpatia, dolore empatico e via elencando,  fino alla 27esima: rabbia. E aggiungerei anche esplosiva difronte a Schroeder sul cellulare. […]

  

Scuola? Pronti, partenza, a casa

L’inizio della scuola per noi è stato meraviglioso: l’ebbrezza del primo giorno e il magone dell’ultimo, tutto in 48 ore. Abbiamo fatto giusto in tempo a emozionarci per l’ennesimo riavvio delle lezioni, i compagni, i banchi senza rotelle e persino la verifica e l’interrogazione programmata per celebrare l’incredibile evento, che già due giorni dopo era tutto finito. Camera, computer, pigiama. E bussare prima di entrare. Contatto. Contatto con un positivo. Due parole che fino a un anno esatto fa, erano un’accoppiata totalmente priva di un qualunque senso, ora  sono lo spauracchio delle nostre scuole, dei prof, dei ragazzi che, non […]

  

“Giallo” a cognomi alternati

Quando ieri sono girate ancora una volta le  fotografie con gli “assembramenti”  (nel dopo Covid spero ci sia qualcuno che faccia una battaglia per eliminare questa parola dal vocabolario…) e le relative bacchettate di chi bollava la massa nel fermo immagine come branco di imbecilli, devo confessare che mi sono sentita a disagio. Più guardavo le immagini e più guardavo i commenti a quelle immagini e più non riuscivo a mettermi né dalla parte degli “assembrati” (si potrà dire?) né dalla parte di chi s’indignava sui social, in strada, al telefono, da solo o in cuor suo: vergogna, sarà colpa […]

  

Seconde case, sì ma anche no…

Breve favola inutile di una ridicola Italia C’era una volta una milanese onesta. Sempre attenta a non sgarrare, incastrava i dpcm e i colori con le circolari della scuola e i «Disperati a distanza» dei figli, la spesa con le uscite, le entrate degli amici col numero dei parenti … vabbè insomma tutte quelle cose alle quali ormai ci siamo abituati in questa vita tristemente parallela. L’onesta milanese scopre con l’ultimo decreto che è nelle sue facoltà poter uscire dalla regione. Quasi un miracolo se non fosse che Natale è già passato… Lì per lì c’è chi dice sì c’è […]

  

Il prof DAvenia: “E se i ragazzi facessero gli scrutini a noi?”

“E se i ragazzi facessero gli scrutini a noi?” A chiederselo è un professore. Alessandro D’Avenia, insegnante di italiano al liceo che gira l’invito ai suoi colleghi. Lui, il prof che riempie i teatri parlando di Leopardi. Che incanta  gli adolescenti narrando l’Odissea, che sa dare i 4 e parlare d’amore si mette in gioco in prima persona. E invita i colleghi a fare altrettanto. “Ho approntato un test con tre voci da valutare numericamente e due spazi da riempire con commenti relativi  punti deboli e punti forti, suggerimenti e consigli. In questo modo posso guardarmi con occhi diversi e cercare di […]

  

La sfida di Happy Dolphin a Blu Whale comincia da #Iovalgo

C’è un Delfino Felice che sta nuotando nello stesso mare della Balena blu. Lei tira giù, sempre più in basso verso gli abissi. Lui innalza verso l’alto. Con l’hashtag  #happydolphin e #sfidadei30giorni ha cominciato a muoversi da una settimana nella rete sperando di restare imbrigliato il più possibile tra i contatti degli adolescenti che hanno voglia di sfide sì ma tutte positive. L’idea è di due psicologhe che lavorano a Milano a Napoli, Ilaria Riviera e Roberta de Angelis che da anni lavorano con gli adolescenti. “Abbiamo voluto fare qualcosa di concreto per contrastare la Blu Whale”, spiega Ilaria Riviera. […]

  

Piccoli uomini crescono, rispettando le donne

Padri, fatevi avanti. Ma non solo per giocare. Non solo per fare gli amiconi. Fate i “padri paterni che mettono i limiti, incentivano l’autonomia e il coraggio, stimolano l’esplorazione della vita e la fatica creativa”. Il rispetto per le donne si impara da piccoli. E per i maschi si impara soprattutto dai padri. Lo spiega Daniele Novara pedagogista direttore del CPP (Centro Psicopedagogico Per la pace e la gestione dei conflitti) che si è interrogato su cosa possono fare i genitori per educare i figli maschi al rispetto delle donne. I dati. 58 donne uccise dal proprio partner solo quest’anno, […]

  

Quando “Scusa” e “Permesso” si imparavano a scuola

 La prima parola è “Permesso”. Poi “Grazie!“ col punto esclamativo (che non è un dettaglio). A seguire “Prego“, “Scusa“, “Buongiorno“ e “Buonasera“. Sei paroline con le quali oggi si è persa un po’ di dimestichezza. Quella che vedete a fianco è la pagina di un vecchio Sussidiario, che un sito ha preso e rilanciato in rete. E’ un libro dei primi anni delle elementari, uno di quelli sui quali noi tutti un po’ datati abbiamo imparato a leggere e a scrivere. Ma non solo. A scuola, come dimostra questa vecchia paginetta, si condivideva l’abc dell’educazione. Forse appena una  manciata di regole […]

  

Il blog di Serena Coppetti © 2021
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