Caro Facchinetti

la abbiamo sentita al circo della chiacchiera in Tv  a disquisire di padel. “L’uomo ama l’agonismo del padel, l’uomo pensa a giocare,  mentre la…la (balbetta)  donna in qualche modo… secondo me pensa più a trovare…” . Non ha finito la frase e lì le sono saltate tutte addosso, Caterina Balivo in testa. “Battuta sessista!” su quel non detto .

E sì, caro Facchinetti, ha proprio ragione. A padel noi donne ci andiamo “per trovare”. La quarta, per giocare per esempio. Di solito un’altra donna, peraltro,  che non disdica venti minuti prima. Un campo libero all’ora giusta del giorno giusto che trovi tutte e quattro d’accordo. Una compagna che chiami le palle. Quelle gialle. Capirà, quindi, perchè tra tutte queste urgenze, trovare un uomo possa scivolare parecchio in fondo alla lista. Trovare un uomo, in confronto, non solo è un problema organizzativo secondario, e se vuole, anche molto molto meno complicato.

Ci andiamo per trovare qualcuno che ci capisca, questo sì. Soprattutto quando gridiamo, mai troppo forte (perchè siamo donne e tendiamo a fare meno casino) “MIA!” e pretendiamo che, specie se il compagno è uomo, stia nella sua posizione. E, specie se è uomo, quasi mai ci riesce. Perchè, ha ragione, l’uomo ama l’agonismo. Così tanto che spesso la sua metà campo non gli è sufficiente.

Perchè, caro Facchinetti, effettivamente in quanto al padel abbiamo un’agenda sentimentale fittissima: siamo innamorate del punto. E toh, ci piace vincere. Pure a noi, che siamo donne.

Però deve essere rassicurante immaginare che una donna sudata fradicia, furiosa per una bandeja sbagliata e l’ennesimo smash che s’infrange contro il vetro, con il gomito perennemente dolorante, fasciata di manicotti e ginocchiere per riuscire a giocare il più possibile, sia lì, in campo, per conoscere proprio voi. Uomini.  Che tutta quella fatica, tutti quei soldi spesi in lezioni, singole, triple e poi ancora triple e singole, le partite e la racchetta nuova siano un costosissimo ed elaboratissimo sistema per farsi chiedere “Vieni spesso a giocare qui?”.

Quindi, caro Facchinetti,  se una donna la guarda insistentemente dall’altra parte della rete, mi viene da consigliarle di aspettare di sentirsi corteggiato. Magari  sta solo cercando di capire una semplicissima cosa: qual è il suo punto debole. E lei pare  ne abbia parecchi.

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