Il boia e la carne elettrica

Il boia si chiama Howard Hordinary e da quando è andato in pensione per colpa dell’iniezione letale si muove nel mondo come un vedovo in adorazione della sua amata compagna di vita (o di morte). Quello che lui rimpiange infatti è la sedia elettrica, strumento di lavoro, ossessione, simbolo divino, rappresentante della vendetta in terra. Howard è convinto di essere nato dalla relazione tra Houdini e Charmain London, moglie di jack e sogna di tornare ai gloriosi momenti in cui dispensava giustizia. Gli basta sedersi sulla sedia, nella sua cantina, originare la scossa e lasciare che la sedia stessa racconti […]

  

Storie da un Festival delle storie

Sono le ultime ore della notte, sulla valle cade una nebbia bassa e a vederla da qui, da quella che ad Alvito chiamiamo da sempre la piazza, anche se per il resto del mondo è una terrazza lunga e stretta affacciata all’orizzonte, ti sembra davvero di stare nella terra di mezzo, quella di Tolkien, degli hobbit, lontano da tutto, quasi in un’altra era. Ti guardi intorno e vedi ragazzi con gli occhi stanchi, con la faccia distrutta da nove giorni senza sonno, quasi tutti hanno un po’ bevuto, nessuno è ubriaco, ma porta in faccia quello sguardo incantato, dove brilla […]

  

La Pink Floyd Band di Farmindustria

Le note potrebbero essere quelle di Comfortably Numb, ma non ne sei neppure sicuro. La chitarra non è certo quella di David Gilmour, quella Fender Stratocaster da cui, dicono, uscivano lacrime, rabbia e dolore. Il chitarrista però non è male. Il Gilda è un pezzo di anni ’80 che resiste nelle notti di Roma. Non ci passavi da un secolo. L’idea di stare qui ad ascoltare una cover band dei Pink Floyd ti sembra strana. Non hai più l’età. Oltretutto è un 29 febbraio, giorno strambo, una sorta di recupero crediti del calendario. Questa volta comunque ne vale la pena. […]

  

L’arte di vivere (e sopravvivere) in difesa

Alle sue spalle c’è solo il portiere, intorno il vuoto. C’è un momento in cui lui e la pulce si sono guardati negli occhi, solo un attimo, quello che sta avvenendo è a una velocità quasi non umana. La pulce è il più forte giocatore al mondo. Non è di questa dimensione. E’ arrivato sulla terra probabilmente da un videogame o da un vecchio manga alla Holly&Benji, piccolo, rapido, con la palla sempre attaccata al piede, cinico, imprendibile, geniale come il peggiore degli argentini. Lui, come certi eroi sconfitti, ha ancora sulle spalle la maglia numero 13. E’ stato un […]

  

Quella notte a Onna

Questa sera la voce del navigatore satellitare ha qualcosa di strano. È tesa e snervante, più del solito. Aldo Scimia è stato piuttosto vago: «Vieni prima che faccia buio, con la penombra. E vedrai tutto, anche quello che non c’è più». L’appuntamento è al crepuscolo. Lei, la voce, da un momento all’altro potrebbe mettersi a urlare: attenzione, è stata registrata una scossa di tre virgola nove di magnitudo. A questo punto tutto è possibile e invece si limita a dire «fra settanta metri girare a destra». Eccola. È laggiù. Quella era Onna. Qui la strada si interrompe, proprio dove c’è […]

  

I Decalamus e il canto dei pastori erranti

[photopress:decalamus_390x320_2.jpg,full,centered]Canti alla stesa. Non li avevo mai ascoltati. E’ capitato quasi per caso, con un gruppo di musica popolare che ha vinto le selezioni per il “Folkest” di Spilimbergo, un festival dedicato alla musica di tutte le culture del mondo. Si chiamano i Decalamus, ossia i dieci di Calamus, gruppo fondato da Massimo Antonelli e raccontano storie di briganti, di pastori e transumanza. Eccolo. Arriva questo suono di ciaramelle e tamburelli, una voce che parte da lontano e si allunga per arrivare fino a te. Sembra un lamento, come se un uomo cercasse di fuggire dalla sua solitudine e quel […]

  

Baggio, l’inarrivabile icona di un sogno

L’uomo ha ormai quasi tutti i capelli bianchi. Non è un vecchio, ma il talento ti consuma in fretta. Anche la barba è brizzolata. È nel suo laboratorio, qualcosa che qui nel Nord Est ha la stessa sacralità delle chiese. Da quando ha smesso lavora con le mani. Sta restaurando una vecchia gabbia per uccelli. Le colleziona. Ne ha più di trecento. Su una parete c’è anche uno strano museo per cacciatori: specchietti per allodole, richiami, anatre di legno. Quattro erano di Giacomo Puccini, le ha trovate sul lago di Massacciuccoli. Da qualche parte c’è anche un baule pieno di […]

  

L’invenzione della notte

Chi ha inventato la notte? E quando è accaduto? Non la notte come fenomeno naturale, ma la notte come spazio sociale, come spettacolo, incontro, come ore strappate al sonno. La risposta è in un libro appena pubblicato in Inghilterra. Si chiama Evening’s Empire e l’autore è Craig Koslofsky. E’ un saggio storico piuttosto corposo e segue fin dalle origini lo sviluppo di quella che lui chiama “notturnalizzazione”, ovvero la continua espansione dell’uso sociale e simbolico della notte. C’è stato un momento, lungo un secolo, in cui l’uomo ha cominciato a strappare la notte al sonno. E il merito è dell’aristocrazia […]

  

Il mito di Piperno? Arcadio Spinozzi

Per chi tifano gli scrittori? Ecco un argomento di cui prima o poi tornerò a scrivere. Alessandro Piperno su Nuovi Argomenti raccontava la sua lazialità. Teoria e pratica di una fede biancazzurra. Scriveva: “Possedevo collezioni complete delle divise della Lazio, ma anche le tute di allenamento, per non parlare delle maglie dei portieri. In quegli anni la Lazio era una squadra disgraziata, derubata, degradata (un’allitterazione che vale perfettamente quel dramma). Ma a me piaceva così. Anzi, avevo il vezzo di acquistare la maglia dei giocatori più mediocri. Mi si poteva incontrare per Roma con la maglia di Arcadio Spinozzi, un […]

  

Inverno

E’ quasi sera e la strada sale con troppe curve. L’unico rumore è il motore di questa monovolume grigioazzurra che arranca e tossisce a ogni cambio di marcia. La terra è dura, fredda, zolle sfregiate da cicatrici profonde, qui dove la pianura finisce e comincia la montagna. Adelina deve avere quasi 70 anni. E’ un’ombra, piccola, piegata, gambe storte. Un fazzoletto le copre la testa, come un velo senza religione. E’ vecchia e non ha alcuna ragione per nasconderlo. Torna dalla fatica, con un vestito marrone che non si trova più in nessun mercato, calze scure e spesse 50 denari. […]

  

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