Da Benito a Beppe, tutte le bugie sul Debito
Quello che vedete qui sopra è un grafico del rapporto debito/pil in Italia dal 1900 a oggi. Lo ha pubblicato Bloomberg per ricordarci, ove mai ce ne fosse bisogno, che a fine 2012 l’Italia ha raggiunto un nuovo record con un rapporto al 127%, il più alto dai tempi di Benito Mussolini. Anzi, a essere precisi dal biennio 1924-1925 quando – tra elezioni e successiva legiferazione dittatoriale – il Duce conquistò il potere assoluto nel Paese. A quei tempi il debito/pil viaggiava attorno al 160 per cento. Ma erano altri tempi…
Quello che però a Bloomberg interessa molto meno è il fatto che la curva del debito sia scesa a partire dal 1926 per riportarsi verso il 100% in un battibaleno. Che cosa successe? Il ministro delle Finanze, Conte Giuseppe Volpi di Misurata, su impulso del presidente del Consiglio Benito Mussolini, decise il consolidamento del debito pubblico: i titoli di Stato furono resi inconvertibili per 10 anni e furono sostituiti da obbligazioni trentennali al 5 per cento. Ecco svelato il trucco, che per i risparmiatori italiani si tradusse in una vera e propria «mazzata».
Ed ora eccovi alcune dichiarazioni rese dal personaggio politico del momento: il (non) leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo:
«L’Italia non ha più chances se non quella di rinegoziare il suo debito. Nel giro di sei mesi i partiti non potranno più pagare le pensioni, né gli stipendi pubblici e se gli interessi sul debito ammontano a 100 miliardi di euro all’anno, siamo morti».
«Se non cambiano le condizioni l’Italia deve lasciare l’euro e tornare alla lira. Ritrattare il debito pubblico con le banche è una delle prime urgenze».
Insomma, a leggere bene (e le parole non lasciano molto spazio alle interpretazioni) pare proprio che la ricetta di Beppe Grillo – tenuto conto che un referendum online sull’euro è un periodo ipotetico dell’irrealtà – non sia molto dissimile da quella del Conte Volpi di Misurata (e del suo dante causa).
Ci sono però, alcuni fattori di cui tener conto.
Nel 1926, per quanto il mondo non fosse ancora «globalizzato», l’Italia compiendo la scelta della ristrutturazione del debito si precluse per molti anni l’accesso al mercato internazionale del debito. In pratica, i titoli italiani non avevano più mercato perché il nostro Paese era ritenuto inaffidabile. Questo è il motivo per il quale nel 1982, in pieno dramma da debito, né Guido Carli né Bruno Visentini decisero di non ristrutturare pur avendo vagliato quell’ipotesi in quanto – come si vede dal grafico stesso – i governi di centrosinistra, quelli di solidarietà nazionale e infine quelli del pentapartito avevano fatto esplodere la massa del debito a causa di spese dissennate (baby pensioni in primis).
Il ragionamento di Grillo è molto lineare: il debito costa 90-100 miliardi all’anno, le banche estere ne detengono una gran quantità, è ingiusto che per onorare gli interessi l’Italia debba compiere rinunce assai dolorose. Grillo, però, non tiene conto che su circa 1.700 miliardi di titoli di Stato in circolazione (gli altri 300 miliardi di debito pubblico sono sotto altre forme), più o meno 1.000 miliardi sono qui in Italia. Per la precisione, guardando i dati di Bankitalia, 650 miliardi sono nei portafogli dei nostri connazionali e 350 miliardi sono in «pancia» alle nostre banche (che ormai sono diventate degli hedge fund che speculano sui Btp usando la liquidità a buon mercato della Bce, purtroppo questa per loro è diventata l’unica fonte di guadagno). Se ristrutturassimo, i primi a essere colpiti saremmo noi stessi…
Per concludere, osserviamo la parte più trascurata (e purtroppo dimenticata) del grafico di Bloomberg. Come si vede, dopo la Seconda Guerra Mondiale il debito/pil italiano, cresciuto durante il conflitto, decrebbe in maniera molto rapida portandosi dal 120% circa al 24 per cento. Tutto merito di Luigi Einaudi, uno dei pochi veri (e grandi) liberali italiani. Non volendo istituire un’imposta patrimoniale per sopperire fiscalmente allo sbilancio, decise di lasciare libera l’inflazione di fluttuare: il debito pubblico italiano si svalutò immediatamente e con una politica economica accorta già all’inizio degli anni ’50 l’Italia era uno dei Paesi più virtuosi che ci fossero nell’occidente industrializzato. Lo choc inflazionistico si riassorbì molto presto e da lì partirono le basi del boom economico.
Oggi questa ricetta sarebbe impossibile da applicare perché il principale compito della Bce è proprio quello di difendere l’Eurozona dall’inflazione. Quest’ultima, infatti, è il principale nemico della Germania che ricorda come un incubo i tempi della Repubblica di Weimar. E se non si può seguire l’esempio di Einaudi, è chiaro che la voce di Grillo (e quella del suo antesignano) risuoni molto più forte.
Wall & Street


Altra COSUCCIA che dimenticate sempre:
l’esplosione del debito pubblico italiano degli anni ottanta non è dovuta alla “politica spendacciona” bensi al tanto famoso quanto sconosciuto ai più D I V O R Z I O T R A M I N I S T E R O D E L T E S O R O E B A N C A D I I T A L I A nel 1981 ad opera (attraverso uno scambio di lettere) tra Andreatta e Ciampi.
Informare di una manovra tecnica che ha comportato conseguenze drammatiche (HA SIGNIFICATO LA PERDITA TECNICA DELLA SOVRANITA’ MONETARIA) per Loro…era troppo sconveniente.
Meglio attribuirne le colpe alla solita politica spendacciona.
FATELE QUESTE PRECISAZIONI, GRAZIE!
Dimenticate sempre di dire una cosuccia:
e cioè che non essendo più da un pezzo in regime di Gold Standard (non essendoci vincoli di convertibilità) …
nessuno stato a MONETA SOVRANA (non l’euro)
ripeto: N E S S U N O S T A T O A M O N E T A S O V R A N A presenta problemi di SOLVIBILITA’ o SOSTENIBILITA’ del debito.
Per esso, per dirla con le parole di Andrea Terzi:
“altro non è che la registrazione contabile del risparmio finanziario del settore privato”.
FATELE QUESTE PRECISAZIONI, GRAZIE!
650 miliardi sono nei portafogli dei nostri connazionali e 350 miliardi sono in «pancia» alle nostre banche ? ma allora siamo dEbitori di noi stessi, o meglio, dei furbi connazionali banchieri e cittadini che speculano sulle spalle degli altri connazionali,e, a loro volta, debitori di se stessi? Beh, allora scusate, ma CHISSENEFREGA?????
Teoria interessante. Continui a seguirci. Presto novità sulle «eresie» anti-euro.
Purtroppo non sono scomputabili e, dunque, i necessari aiuti a Grecia e Spagna peggiorano il ostro debito pubblico.
Non sono d’accordo. La Germania è sempre un paese democratico anche se non ha mai abbandonato velleità di leadership incontrastata in Europa.
Non è un paragone. È un fatto che l’unico personaggio politico che abbia proposto e poi realizzato il ripudio del debito sia stato Benito Mussolini. Quest’ultimo è stato condannato dalla storia, Grillo invece ne è ancora protagonista. Non vedo perché dovremmo vergognarci di riportare fatti e non opinioni.
NON MI SEMBRA CHE NELL’ARTICOLO SI VALUTI LA SITUAZIONE AL NETTO DEI CONTRIBUTI AL FONDO EUROPEO PRESTATI DALL’ITALIA PER UN GROSSO AMMONTARE TOLTI QUELLI LA SITUAZIONE E’ MOLTO MIGLIORE
A Grisostomo il 6 marzo 2013 alle 15:54:
Magari potessimo svalutare, ma la vera chance per noi, sarebbe applicare l’art. 50 del Trattato di Lisbona ed uscire dall’euro.
Il referendum non serve, è solo consultivo, un sondaggio, visto che la Costituzione vieta referendum sui trattati int.li…
Ci vogliono fuori dall’euro?
Magari,carissimo, magari !!!
Ma attenzione, occorre farlo nel migliore dei modi.
Se esci, non devi fare come nel 92, quando uscimmo semplicemente dallo SME, ma Amato dovette intervenire svendendo a destra e a manca e tassando il tassabile (la svalutazione competitiva aiutò, le svendite invece ci deprimettero).
Questa volta nazionalizziamo la Banca d’Italia, cancelliamo quel 16% (300 miliardi) di debito da essa detenuto con un clic (lo Stato non paga sé stesso), così passiamo in un secondo da 2000 a 1700 miliardi, dal 126% al 106% del PIL, in un secondo, sei volte il Fiscal Compact.
Da quel momento, stampando la moneta a credito, invece di prenderla a prestito da una banca privata, non dobbiamo pagare interessi di sorta.
Sono da 80 a 120 miliardi l’anno secondo lo spread ed i tassi relativi.
Facciamo il minimo?
Sono 80 miliardi l’anno, più altrettanti di riduzioni della spesa della macchina statale, visto che tutti lo dicono possibile.
Stampi il necessario a fare gli investimenti tutti in Italia, creando il lavoro, senza creare l’inflazione. Si parla di circa 600 miliardi in 5 anni.
A questo punto, hai la seguente situazione.
PIL nel 2018: 1550 + 600= 2050 (non tengo nemmeno conto dell’indotto privato)
Debito nel 2018: 2000 – 300 subito= 1700 – (160*5)= 900 miliardi.
Rapporto debito/PIL = 900/2050= 0,43%
Il tutto, saldando il debito estero, senza considerare l’aumento ulteriore del PIL dovuto ai consumi e produzione privati, e le maggiori entrate, anche con minore tassazione, dovute agli investimenti fatti.
Cordialità.
dr. Ermes Uguccioni
Movimento Politico Indipendente “La Nuova Italia” (alleato con “Io Amo l’Italia”)
Candidato per l’Emilia Romagna con Io Amo l’Italia. (Sì, c’erano Movimenti che volevano questo, ma sa com’è, farlo sapere poteva essere dannoso per la salute degli elettori, meglio farci parlare alla luna 5 minuti alle 2 di notte)
PS: In applicazione della Lex Monetae, approvata in tutto il mondo, la conversione è fatta con cambio 1 a 1, a prezzi bloccati.
I pagamenti, sono fatti in Lire, mentre i depositi, li lasci in euro, che è valuta straniera.
Ne conseguono due cose.
Se svaluti ad esempio del 25% i tuoi 1000 € in banca, immediatamente diventano 1250 Lire.
Quando poi vai a pagare o prelevare, di fatto stai vendendo euro in cambio di lire.
Questo riallinea velocemente, di solito un anno, le due valute.
Nel frattempo, se devo pagare un miliardo di titoli, io Stato per la Lex Monetae pago un miliardo di titoli in lire e non in euro (il 98% di tutti i contratti, sono di diritto italiano).
Ne consegue che, in Italia, non cambia nulla, ma chi invece ha i pacchetti del debito estero, circa il 25%-30% del totale, riceve 1 miliardo di lire, che in Europa valgono 750 milioni di euro, a meno che aspettino il riallineamento e la rivalutazione per cambiarli.
6° TENTATIVO….
la notizia che il Ministro delle Finanze Conte Volpi ha firmato un contratto con la banca J.P.Morgan & Co.per un prestito allo stato italiano di 100 milioni di dollari della durata di 25 anni…>
FANTASTICO !!!!!!!
e vai con il 5° Tentativo:<New York,19 mattino-Oggi ci è giunta per telegramma del Prasidente del Consiglio,on.Mussolini,la notizia che
Niente da fare neanche questa volta !!!
Altro che CENSURA , visto che scrivete per un giornale “liberale” comprendo che abbiate la “libertà” di pubblicare , o meno, quello che preferite. Ma visto che ho tempo e voglia di divertirmi e di vedere fin dove volete arrivare, rispedisco nuovamente l’articolo (che poi sono solo 3/4 righette…)
Caspiterina!!! Continua a non essere pubblicato l’articolo della Stampa del 20.11.25
Spero sia solo un problema tecnico, perchè altrimenti dovrei ricordarvi che la CENSURA è un fenomeno tipicamente FASCISTA !Non vorrete rubarmi il mestiere ? eh eh eh !!!
Comunque insisto e vediamo se questa volta riuscite a pubblicare il seguente articolo de La Stampa del 20.11.25
E’ “democraticamente ??” sparito un pezzo.
Riprendiamo dall’articolo della Stampa del 20/11/25
“..IL NOSTRO PAESE ERA RITENUTO INAFFIDABILE…”
veramenteeeeee ?????
Il Conte Volpi,subentrato nelle Finanze a De Stefani, riuscì a regolare con tagli e lunghe rateazioni le partite dei conti di guerra.Sennonchè,proseguendo l’espansione Italiana,la speculazione internazionale si accanì contro la lira.Per porvi argine,a novembre 1925,Mussolini inviò il Ministro Volpi a New York,sia per risolvere il debito di guerra con gli Stati Uniti,che per rinforzare la lira.
in data 20/11/1925 “La Stampa” riportava in prima pagina la seguente notizia:
Così,il prestito per l’Italia,offerto quella stessa mattina,venerdì alle ore 10.00,suddiviso da 923 banche e banchieri associati alla J.P.Morgan & Co., fu larghissimamente coperto in DUE ORE;dopo di che la sottoscrizione venne chiusa a mezzogiorno preciso.
TANTA E’ LA FIDUCIA CHE RISCUOTE IL GOVERNO ITALIANO NEGLI STATI UNITI CHE MAI ( e ripeto MAI !!!) FU CONCESSO UN PRESTITO(con tasso del 7% ed effettivo del 7,48%)DI UGUALE MISURA A QUALSIASI ALTRO GOVERNO EUROPEO !!!!!
Invece di fare dei grafici, studiatevi la STORIA,quella VERA,e non la cronaca che, sappiamo scritta, dai vincitori !
E, se vi può interessare, vi spiegherò anche come l’Italia riuscì a pagare, in brevissimo tempo, il debito di 100milioni di dollari alla J.P.Morgan & Co.
…un’ultima osservazione, un pò di indipendenza intellettuale e di valutazione rispetto ai “supertecnici” centrali e non credo che sia opportuna, il sistema capitalistico ha una dinamica interna socioeconomica estremamente complessa e un pò di modelli matematici che hanno sempre come presupposto teorie in gran parte ideologiche e non dimostrate hanno qualche affidabilità parziale solo in condizioni “normali” e ciò che stiamo attraversando non è del tutto “normale”… il metodo “spanninger” cioè il buon senso che sembra scomparso è una guida migliore… Questi non sanno cosa accadrà tra sei mesi, se va bene fra un mese…
Osservare la data:
Despite the ongoing adjustments in the housing sector, overall economic
prospects for households remain good. Household finances appear generally
solid, and delinquency rates on most types of consumer loans and residential
mortgages remain low.
The labor market is expected to stay healthy, and real incomes should
continue to rise, although the pace of employment gains may be slower than
that to which we have become accustomed in recent years. In part, slower
average job growth may simply reflect the moderation of economic activity.
With fewer jobseekers entering the labor force, the rate of job creation
associated with the maintenance of stable conditions in the labor market will
decline. All told, consumer expenditures appear likely to expand solidly in
coming quarters.
The business sector remains in excellent financial condition, with
strong growth in profits, liquid balance sheets, and corporate leverage
near historical lows. Last year, those factors helped to support continued
advances in business capital expenditures.
BEN BERNANKE… February 14, 2007 testimony before Congress.
…ricordo anche che non abbiamo più la sovranità monetaria e finanziaria e c’è pure il MES… e che è demenziale avere un’unica banca centrale con economie tanto diversificate… comunque se uno è masochista… oppure invece che vivere nell’economia reale gode della torre d’avorio di casta politically correct… va sempre tutto bene… possiamo continaure tranquillamente a farci espropriare del sistema produttivo, mangiarci il capitale costruito col sudore e sangue dei nostri padri e diventare solo un mercato degli altri… fino a quando c’è capitale… poi si vede.
Sapete come funziona ed è funzionato no? Io sono una multinazionale, acquisisco una nostra impresa per quattro soldi, trasferisco fuori know-how e anche impianti dove mi conviene e mi tengo solo la quota di mercato.
Sono gli stessi che con economisti a seguito sono iperliberisti a casa degli altri e monopolisti a casa loro quando ce la hanno.
Non si manda avanti una politica economica con le ideologie, liberisti dove serve, protezionisti dove serve. Si contratta… è tanto difficile?
No noi siamo quelli intelligenti.
Ottimo articolo!
Potreste spiegare meglio come fece Einaudi a diminuire il debito otre che a far correre la svalutazione? Quale tipo di scenario politico internazionale sarebbe necessario per fare qualcosa di simile? Una cosa simile non la fece anche la Repubblica di Weimar per pagare le riparazioni di guerra, provocando però iper-inflazione? Potreste anche spiegare meglio cosa fece Mussolini per consolidare il debito?
Grazie
Ma infatti la svalutazione libera sarebbe l’unica salvezza. Non capisco proprio perchè non si possa abbandonare l’euro e lasciare che la nuova moneta fluttui liberamente. Come fece Einaudi. Il politico che avrà il coraggio di muoversi in questo senso, dando agli italiani sogni e speranze per il futuro, collegando magari l’Italia con i grandi stati europei mediterranei (una fascia cristiana di difesa contro l’Islam, tra l’altro), questo politico passerà alla storia.
Tra l’altro la depressione italiana, se la capisco bene -e se mi capisco bene, perchè la provo sulla mia pelle-, è quella di un pugile che deve combattere con una mano legata dietro la schiena. Per questo tutti un po’ sperano in Renzi: speriamo che non ci deluda e che ascolti solo il cuore e se stesso. Non è più questione di destra o sinistra: un popolo meraviglioso come il popolo italiano non può stare lì in un angolo. Tutti insieme, tutti insieme e tutti insieme: per il lavoro, per la famiglia, per i figli e per tornare a ridere dei tedeschi.
Salve,
Vorrei solo chiedere agli autori di questo articolo ed alla maggior parte dei commentatori dello stesso, se non vi vergognate ad associare Beppe Grillo a Benito Mussolini, o per meglio dire un movimento, come il 5 stelle, al partito fascista. Nessuno, e sottolineo nessuno, che abbia una minima conoscenza degli eventi storici, sociali e politici che intercorrono tra la prima e la seconda guerra mondiale, potrebbe mai farlo. Rivalutare quel periodo storico, perché questo emerge dai vostri commenti, o ancor meglio paragonarlo al M5s per svalutare quest’ultimo, è un crimine increscioso per chi scrive e per chi legge queste notizie. Mussolini avrà di sicuro fatto qualcosa di positivo, come anche la peggiore delle persone esistenti, ma resta pur sempre un dittatore che ha provocato milioni di vittime e che ha trascinato ad un suicidio, quello della guerra, il nostro Paese, per il quale hanno combattuto e sono morti tantissimi fratelli Italiani.
Grazie dello spazio per poter scrivere la mia opinione.
Ricordo che all’epoca di Einaudi non esisteva ancora la “finanza creativa”… e le monete fino al 1971 non erano propriamente fiat e c’erano dei limiti a farci quel c. che si voleva…
Grazie per la segnalazione, correzione effettuata.
Gli aiuti del piano Marshall sono stati soprattutto utilizzati per spese in conto capitale, cioè investimenti. È chiaro che lo Stato italiano nel 1948 non avrebbe potuto permettersi gli oneri della ricostruzione e le sovvenzioni statunitensi hanno alleggerito il fardello della Repubblica, ma la riduzione del debito è da ascrivere a merito della saggia politica economica di Luigi Einaudi,
Il problema principale del Paese è la competitività.
I report come il Global Competitiveness Report http://www.weforum.org/issues/global-competitiveness (tramite i link è possibile navigarlo interattiva mente o scaricarlo in pdf) sono impietosi. Incertezza dl diritto, burocrazia, poteri di blocco, costo dell’energia e tassazione impediscono gli investimenti da parte degli imprenditori nazionali e l’arrivo in Italia di imprenditori stranieri. Non c’è spazio per investire in Italia e senza investimenti addio ricerca ed innovazione di prodotto e di processo. Purtroppo mole PMI non hanno neppure i soldi per sostenere il marketing dei loro prodotto. In sintesi, stimo dicendo addio al made in italy.
Con un grave processo si deindustrializzazione in corso è assurdo pensare allo sviluppo economico ed a riequilibrare il rapporto debito/PIL. L’idea di ridurre il debito pubblico mediante la cessione di partecipazioni ed immobili pubblici cozza contro la reale possibilità di impiego dei beni da parte dei potenziali acquirenti a causa dell’incertezza del diritto. Le politiche ultrarestrittive di Monti hanno peggiorato la situazione della finanza pubblica proiettando il debito pubblico oltre la soglia dei 2.000 miliardi a cui si devono aggiungere i miliardi dovuti alle imprese da parte delle Amministrazioni centrali e periferiche. Il debito pubblico che si avrebbe pagando i fornitori nei tempi previsti si aggira “spannometricamente” attorno ai 2.200 miliardi.
La risposta del M5S a questo sconsolante quadro è la gestione della decrescita, ipotizzando un modo “ecosostenibile” che appartiene alla categoria dei sogni. Il programma del M5S ( http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Programma-Movimento-5-Stelle.pdf ) è esplicito: tutti i punti relativi all’energia, all’economia, ai trasporti, sono orientati a fare dell’Italia un Paese medioevale. Manca un capitolo “lavoro” e gli altri capitoli comporterebbero un incremento della spesa pubblica insostenibile per una nazione straricca. La questione finanziaria e degli assetti bancari viene elusa se non per 3 punti fortemente ispirati al populismo bolivarista.
Il consolidamento del debito estero comporterebbe di fatto anche una serie di sanzioni economiche oltre alla penalizzazione di un’inflazione pesantissima. Addio export!
Scegliere la strada dell’uscita dall’euro comporterebbe anch’essa una drammatica inflazione a due cifre per diversi anni. Se l’autarchia era un’autoflagellazione ai tempi del Duce, nell’economia globalizzata rappresenta un doloroso suicidio, più o meno come inocularsi il virus ebola.
Purtroppo il PD ha come obbiettivo la demolizione fisica del centro destra e di tutte le forze di ispirazione liberale. Preferisce aprire alla demagogia di Grillo (vedere 8 punti di Bersani) ben sapendo che Casalleggio ed il comico che ripete se stesso da 25 anni stanno alzando la voce solo per alzare il prezzo. Il PD non ha alcun problema a pagare un prezzo spropositato; tanto il prezzo lo paghiamo noi, esattamente come paghiamo per lo scandalo dell’ex presidente dell’ABI Mussari.
Che brutto fare il cittadino italiano, soprattutto quando si appartiene ad una fascia di età troppo matura per pensare ad espatriare.
la repubblica di weimar cadde perché i tedeschi, come tutti gli europei allora, erano contrarissimi alla repubblica e non accettavano questa imposizione degli stati vincitori della prima guerra mondiale.
la repubblica di weimar si reggeva solo grazie agli stati uniti che cadendo nel 29 dettero all’assoluta maggioranza dei tedeschi la possibilità di abbattere la repubblica e tornare alla monarchia militaresca di sempre. che ovviamente sfociò in una dittatura.
chi stampò soldi lo fece per reggere weimar nel tentativo disperato di evitare appunto di perdere il potere.
ma non fu l’inflazione a far cadere la repubblica di weimar, fu la maggioranza assoluta contraria alla repubblica stessa.
se non si fosse stampato troppo,weimar invece di cadere per inflazione sarebbe caduta per deflazione e tesaurizzazione.
questo dimostra che sarebbe caduta lo stesso per il semplice motivo che era stata imposta e nessuno voleva la repubblica.
per accettare la repubblica l’europa ha dovuto perdere 2 guerre mondiali e autodistruggersi prima di abbassare la cresta.
e oggi dovrà abbassare la cresta al libero mercato che ancora oggi continua a non voler accettare.
i tedeschi non hanno paura dell’inflazione. hanno paura che una europa veramente democratica, per ovvi motivi di maggioranze numeriche, porterà al comando dell’europa stessa i paesi del sud e non quelli del nord.
una cosa che affosserà ovvviamente i paesi del nord europa.
Nella frase “Grillo, però, non tiene conto che su circa 1.700 miliardi di titoli di Stato in circolazione (gli altri 300 miliardi di debito pubblico sono sotto altre forme), più o meno un miliardo è qui in Italia.” ci deve essere un errore. Penso occorra correggere con “più o meno mille miliardi sono qui in Italia.”
Purtroppo l’assimilazione di Grillo a Mussolini non si limita ai provvedimenti sul debito pubblico; e si riscontra invece sul metodo – identico, anche per Chavez, e ancorchè in circostanze totalmente diverse – di far leva sull’insoddisfazione di gran parte dei cittadini per effetto della crisi e dell’insufficiente sua gestione. Ma il metodo dello zac-zac, che è quello dei mozzaorecchi da Pretura, non conduce lontano. Meglio operosità, pazienza e sostegno a politiche di lungo termine. Grillo & C. (Chavez, per fortuna, è andato a riunirsi a Simon Bolivar) debbono essere lasciati al varietà.
ahahahahaha l’economia secondo il giornale!!!!!!! Il debito pubblico rasato al suolo dal liberismo di Einaudi? forse il piano marshall ha ridotto il debito, che dite? eh???
http://it.wikipedia.org/wiki/Piano_Marshall
L’ultimo governo Berlusconi ha dovuto confrontarsi con un quadro recessivo che ha comportato l’aumento del rapporto debito/pil. Decrescendo il prodotto interno lordo e aumentando per inerzia il debito pubblico, il rapporto è aumentato. Comunque sia, tutte le principali scuole economiche sostengono che la riduzione del debito non si opera in un periodo di recessione, ma sarebbe da attuare durante le fasi di sviluppo. Circostanza che i governi Berlusconi, per loro sfortuna, hanno incrociato raramente…
Consiglio «Fatherland» a tutti i lettori del nostro blog. Quanto al post non si tratta di fervida fantasia, ma di cifre.
Presumo che questo sia un commento grillino. E me ne dispiaccio…
Come si vede, nella parte iniziale degli anni 2000 il debito stava scendendo e non c’erano stati solo governi di centrosinistra. La discesa del biennio 2006-2007 si può essenzialmente ascrivere al miglioramento del ciclo economico, cioè c’era crescita prodotta per la maggior parte dal governo Berlusconi. Ma dicendo questo non vorrei apparire fazioso perché sono dati di fatto.
Il concetto nell’articolo è stato un po’ sintetizzato. Grillo, nei suoi interventi, ha sempre fatto riferimento al fatto che in Germania ci sono 500 miliardi di debito italiano e in Francia 200 miliardi. Secondo Grillo, è troppo oneroso pagare gli interessi alle banche estere. A parte il fatto che ha dimenticato la tendenza degli istituti stranieri a vendere i bond italiani (ma questo è un altro discorso), è impensabile che una ristrutturazione del debito – date le attuali condizioni – sia effettuabile circoscrivendola ai soli detentori finanziari. Vorrebbe dire aver già chiesto l’intervento della Troika…
Ottimo articolo!
Potreste spiegarmi meglio come fece Einaudi ad abbassare il debito? Oltre a far correre l’ inflazione che politiche intraprese? Inoltre non fece qualcosa di simile la Repubblica di Weimar per pagare le esorbitanti riparazioni di guerra provocando ipersvalutazione? Potreste anche spiegarmi meglio le misure adottate da Mussolini?
Grazie
Un paragone che dimostra una fervida fantasia da perte dello scrittore. Indirizzerei queste indubbie capacità su un settore letterario specifico: potrebbe scrivere il seguito di “Fatherland”. Invece lascerei perdere questi accostamenti a M5S se intende essere preso sul serio.
È bello vedere l’ impennata durante il regno del caimano, per fortuna è spacciato.
C’è anche il link alla pagina di Bloomberg che per sua comodità qui riportiamo…
http://www.bloomberg.com/news/2013-03-03/italy-s-debt-highest-since-dictator-mussolini-chart.html
non ce la puoi fare. sarai travolto anche tu e ti ritroverai sul marciapiede con lo scatolone in mano.
Una bella analisi. Peccato solo che abbiate dimenticato di evidenziare come il debito pubblico fosse tornato a valori prossimo al 100%. A causa dell’attuale crisi e della pessima gestione delle finanze pubbliche da parte della destra che siamo tornati al 127%.
e intanto si sono già fregati un bel pacco di soldi per essere quelli che erano contro il sistema non hanno perso tempo a mettersi alla pari di idv, udc e pd.
Avete capito prorpio bene! Grillo vuole il crack finanziario e del paese per conquistare il potere! (per sé e la rovina per gli atri).
Lo stesso scenario della salita al potere oltre che di Mussolini anche di Hitler.
Buongiorno,
ho letto con interesse il suo articolo, ma mi sfugge qualcosa. Non riesco a capire dove sia il nesso tra ” titoli di Stato furono resi inconvertibili per 10 anni e furono sostituiti da obbligazioni trentennali al 5 per cento” e “Ritrattare il debito pubblico con le banche”. A mio modestissimo avviso sono cose ben diverse.
Potete dire quello che volete ma quando Mussolini ha preso in mano l’Italia non c’era piü gente che moriva di fame.Non c’erano furbi che rubavano e non c’era debito pubblico. È normale che se vuoi affrontare una guerra, servono soldi e l’Italia ha fatto un sacco di guerre… Ma dal 1945 fino a oggi non ci sono state guerre. Come mai abbiamo un debito pubblico così alto?
Scusate intanto complimenti perché siete di destra, ma fate analisi più precise dei miei sciagurati gionali di sinistra. Sentir parlare male di Mussolini qui dentro fa un certo effetto, anche perché proprio lui fu l’uomo che risolse la crisi del ’29 in Italia prima che arrivasse e inaugurò prima degli americani il “dirigismo”, per la semplice ragione che era un nazionalista e un socialista, che se letto assieme fa un po’ impressione. Visto che non si può svalutare o si esce dall’euro o si ristruttura il debito, no? Il punto è che se agli italiani si chiede un sacrificio ma si dà loro una speranza, una via di fuga ha un senso. Monti ci ha chiesto un sacrificio (il primo) dei tanti e ci ha affossato. Io che voglio essere socialista e nazionale (invertendo suona meglio), spero che qualcuno ci faccia uscire dall’euro. Perché se svalutiamo noi perde il Nord Europa. Serve ritornare alle monete nazionali.
L’immagine si vede male e seguendo il link si arriva a una pagina di errore.