“Non portate la kippah”. Milano si arrende alla paura

«Non portate la kippah». Meglio non indossarla, o almeno nasconderla sotto un cappello. È la Comunità ebraica, in fondo, che lo consiglia per ragioni di sicurezza e incolumità. Una «regola non scritta», una raccomandazione da far valere praticamente in tutta la città, salvo quel fazzoletto di strade che oggi viene considerato il quartiere ebraico. Impensabile attraversare certe vie, basti pensare a San Siro o via Padova, ma mostrare il tradizionale copricapo ebraico è sconsigliato in generale. «Per un ebreo è importante avere il capo coperto. Va bene anche un cappello: è un segno di umiltà, è vero però che la […]

  

«Contro il terrorismo e per Israele». Ma Pd e 5 Stelle non votano

Non partecipare al voto di una mozione pro Israele e contro il terrorismo. È riuscita a fare perfino questo la sinistra lombarda, di nuovo indistinguibile dai «soliti» 5 Stelle. Ci è riuscita ieri, in Consiglio regionale, ma la mozione del leghista Gianmarco Senna (nella foto), grande amico di Israele e della Comunità ebraica, è passata comunque e ora impegna la giunta ad attivarsi verso Roma su diversi obiettivi, tutti importanti. Primo: chiedere che il governo dia esecuzione agli impegni assunti con l’adozione della definizione operativa di antisemitismo dell’Ihra (una definizione ampia cui il mondo ebraico tiene molto, giustamente). Altro obiettivo […]

  

L’equazione oscena di Di Battista

Alessandro Di Battista ha avuto l’onore, ieri, di essere citato da Al Jazeera, che con tanto di foto ha riportato compiaciuta un “ragionamento” dell’ex deputato dei 5 Stelle, campione dell’ala movimentista e terzomondista (e chissà cos’altro) dei grillini, adesso in rotta con Luigi Di Maio e il resto del Movimento, divenuto nel frattempo governativo e governista. Il “Dibba”, solo pochi giorni prima dell’inizio della guerra aveva escluso risolutamente un attacco russo. La previsione è durata poche ore ed è valsa un discreto imbarazzo, non a lui, però, visto che continua imperterrito a elargire previsioni e valutazioni le più disinvolte, per […]

  

“Non tutte regolari”

“Si presume che i luoghi di preghiera siano circa 25, non tutti regolari”. Così oggi, su Repubblica, si descrive le situazione dei luoghi di culto islamico a Milano. “Non tutte regolari” dice il pezzo, comparso nelle pagine di cronaca e intitolato “La comunità islamica punta al bando del Comune per avere due nuove moschee: “Servono più luoghi di culto”. “Milano non ha ancora un edificio con cupola e minareto e oggi  si prega in 25 sedi, non tutte regolari”, questo si legge già nel “catenaccio”. Non tutte. E poi, ancora nel pezzo, il concetto è ripetuto ed esplicato: “A Milano non […]

  

In arrivo la moschea di Firenze, sì in commissione

Palazzo Vecchio fa posto a una moschea. In Comune è arrivato un altro sì importante. Quello della commissione Territorio, urbanistica, infrastrutture e patrimonio del Consiglio. La commissione, presieduta da Renzo Pampaloni, ha approvato la mozione presentata dai consiglieri del Pd – sottoscritta anche dal capogruppo del Movimento 5 Stelle De Blasi – per riconfermare la disponibilità dell’Amministrazione comunale a valutare le proposte della Comunità islamica fiorentina per individuare un luogo adeguato alla realizzazione di una moschea. ”La realizzazione di un luogo di culto – spiega il presidente della Commissione Renzo Pampaloni – deve essere sempre vista come un’opportunità per la città. […]

  

Al G 20 delle religioni, Draghi cita i sapienti islamici

Guide religiose da 70 paesi impegnate per tre giorni in 32 sessioni di lavoro. Aspettando il “G20” tra i capi di Stato – appuntamento a Roma a fine ottobre – a Bologna si è riunito il G20 delle religioni, Interfaith Forum. “Il fatto che il premier Mario Draghi sia intervenuto di persona ad un evento dedicato al dialogo interreligioso mi sembra un segno rilevante di una sensibilità istituzionale per nulla scontata del nostro Governo verso il dialogo e la conoscenza tra religioni” ha affermato il presidente della Coreis, imam Yahya Pallavicini, a margine di un incontro con Draghi a cui ha preso parte […]

  

L’Iran impicca un dissidente. E nessuno provi a fiatare

Il regime teocratico iraniano ha giustiziato, anzi ha ucciso, anzi ha impiccato il giornalista dissidente Ruhollah Zam. E non ci sono reazioni, non ci sono proteste, non ci sono post su facebook. Nessuna indignazione particolare da parte dei sinceri democratici del mondo: dall’Onu all’ultimo degli influencer, sono tutti troppo impegnati a biasimare la volgare destra di Netanyahu, Trump, Johnson ecc. Anzi, l’Iran fa la voce grossa. Il ministero degli Esteri iraniano ha convocato oggi l’ambasciatore tedesco a Teheran, Hans-Udo Muzel, e quello della Francia, Philippe Thiebaud per le critiche dell’Unione europea (Ue) sull’esecuzione di Zam. Al massimo si è registrato […]

  

Paul Newman e la Brigata ebraica

“Signor Ben Canaan, anche se otterrete la spartizione e uno Stato libero ebraico, gli arabi non ve lo lasceranno: 500mila ebrei contro 50milioni di arabi? Non potete vincere”. “Beh, tenteremo”. Siamo a Cipro, nell’immediato secondo dopoguerra. Salita sul ponte di comando della “Olympia”, l’infermiera americana Kitty Fremont tenta di dissuadere dal suo proposito, apparentemente folle, un “ufficiale” dell’Haganah impegnato nella missione più importante: salvare 600 ebrei conducendoli da Famagosta all’unico posto in cui possono essere liberi: la Terra promessa. E’ uno dei dialoghi centrali fra i protagonisti di un kolossal che proprio in questi giorni compie idealmente 60 anni: Exodus. […]

  

Quella foto del 1932 e le luci che vincono le tenebre

Questa immagine è stata pubblicata lo scorso anno dal World Jewish Congress ed è diventata un simbolo. Si tratta della foto scattata a Kiel da Rachel, moglie del rabbino Akiva Posner. Siamo a Kiel, e una Chanukkiah appare sul davanzale della finestra, mentre sullo sfondo c’è una bandiera nazista. Era il 1932, un mese prima dell’ascesa di Adolf Hitler. In tedesco, Rachel scrisse sul retro: “Morte a Yehudà, dice la bandiera; Yehudà vivrà per sempre, rispondono le luci”. La vicenda, ricostruita dallo Yad Vashem, è riportata da Moked: il rabbino filosofo guidò la comunità di Kiel ancora per un anno, […]

  

Il manifesto pro-life (rimosso) è un caso. “Censurato chi difende la vita”

Il tema è delicatissimo e spesso rimosso dalla pubblica opinione. E molti sono gli approcci e le sfumature possibili quando si parla di vita e di interruzione di gravidanza. Molti, dal fronte pro-life, interpretano il loro impegno come una concreta azione a sostegno delle donne che (non) intendono ricorrere all’aborto. Altri, con stile e approccio del tutto diverso, preferiscono azioni che colpiscono, che suscitano discussione e polemiche. Un caso paradigmatico è quello del manifesto comparso nei giorni scorsi a Milano e poi rimosso. Un’immagine forte, che evocando la favola di Biancaneve equipara la pillola abortiva Ru486 a una mela avvelenata. […]

  

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