«Che cosa ho visto?»: Thomas Mann e l’occulto

   L’interesse di Thomas Mann per l’occultismo nacque, secondo quanto dichiarò lo stesso scrittore, da curiosità intellettuale, in un’epoca in cui questi fenomeni attiravano anche ambienti estranei all’esoterismo. Per altri artisti e intellettuali, tuttavia, l’occulto rappresentava qualcosa di più: una ricerca spirituale o il tentativo di esplorare dimensioni dell’esistenza sottratte alla ragione. Dopo aver raggiunto il suo apogeo nell’Ottocento, tale interesse continuò infatti a coinvolgere, nel secolo successivo, ambienti scientifici, artistici e letterari, per poi attenuarsi gradualmente. Mann vi si accostò senza farne una disciplina né una via di indagine interiore; eppure, l’humus culturale e simbolico dell’occultismo affiora in alcune […]

  

Da Narciso a Telemaco: una possibile via d’uscita

   Il mito di Narciso, che si strugge nel proprio riflesso, ha attraversato ogni territorio del sapere, dalla psicologia di Freud e Lacan alla filosofia e alla letteratura. In esso l’uomo ha riconosciuto il proprio rapporto con sé e con gli altri.    Oggi lo interroga Danilo Breschi nel suo Alba e tramonto dell’io occidentale (Luni, pp. 380), saggio rigoroso che ne segue la parabola nel cinema, nella narrativa, nella filosofia politica e in molte altre discipline.    L‘individualismo è un tratto dell’età contemporanea, e non nasce come un male: lo è diventato col tempo. Lo attesta san Paolo: il […]

  

Il diritto della spada

               Il duello, nelle forme in cui i secoli ce lo hanno consegnato, è soltanto la follia di un istante o un rito romantico e fascinoso ma irrimediabilmente appartenuto a un’altra età? Oppure è l’invocazione del Caso e, per implicito, di un Dio chiamato a pronunciare un verdetto che gli uomini non sono in grado di emettere? Da questi due versanti prende le mosse C’era una volta il duello (Edizioni Le Lucerne, pp. 190), l’ultimo libro di Riccardo Rubino, per poi spingersi oltre e scavare in territori più remoti. Gli interrogativi di partenza, in […]

  

Molti conservatori, poco conservatorismo

                Non c’è nessuna infatuazione tardiva o conversione di comodo nell’ultimo libro di Gennaro Malgieri, Il conservatore. Viaggio in un’Italia senz’anima (Edizioni Straborghese, p.210). Dietro queste pagine c’è un cammino intellettuale documentabile, fatto di scelte editoriali concrete e di un lavoro che prosegue. Un quarto di secolo fa fondò Percorsi, che divenne il principale laboratorio teorico del conservatorismo italiano, offrendo asilo a una tradizione di pensiero trascurata dal dibattito dominante di allora. Non era il primo progetto di questo tipo di cui si facesse promotore. Alla guida del Secolo d’Italia aveva reso le […]

  

Prezzolini e Amendola, la “concordia dei discordi”

                La Voce si distinse dalle precedenti esperienze editoriali de Il Regno e del Leonardo per una vocazione militante sul piano sociale, testimoniata ad esempio da inchieste su famiglia, divorzio ed educazione sessuale. La pluralità degli interessi rese tuttavia difficile una linea editoriale unitaria. Quando le divergenze interne ne misero a rischio la continuità, Amendola si batté perché la rivista proseguisse, pur incarnando egli stesso le tensioni e la complessità che la attraversavano. A distanza di anni, Prezzolini avrebbe ricordato con ironia questa vicenda: «Il disaccordo con Amendola era una nota di quella […]

  

Il Giappone incantato di Lafcadio Hearn

              La narrazione occidentale del Giappone si è spesso costruita sulla contrapposizione tra un mondo grottescamente ancorato alla propria tradizione e l’irrompere della modernità tecnologica. Un’immagine fondata su elementi reali, ma non di rado filtrata da semplificazioni e stereotipi. Lafcadio Hearn (1850-1904), giunto a Yokohama nell’aprile del 1890 come corrispondente, ruolo svolto solo marginalmente, è tra i pochi a sottrarsi sin da subito a questa lettura. L’esperienza, raccontata ne Il mio primo giorno in Giappone (Adelphi, p. 74), assume i tratti di una vera epifania. Un incanto che si manifesta attraverso paesaggi, gesti, simboli […]

  

Il woke cambia pelle, non anima!

              C’è da prendere sul serio il riposizionamento della sinistra mondiale sul tema del woke? La battuta di Alexandria Ocasio-Cortez — «Woke 1 was crazy» — è stata interpretata da molti come il segnale della fine di una stagione caratterizzata da eccessi, contraddizioni, forzature e vere e proprie follie da menti bacate… perché, in molti casi, di quello si tratta. Sarebbe però opportuno mantenere una certa cautela; anzi, diffidare da letture troppo semplicistiche. Se infatti si analizzano con attenzione le sue dichiarazioni, non si nota una sconfessione radicale. Al contrario, Ocasio-Cortez ha definito molte […]

  

Città senza anima: omologazione urbana e perdita del genius loci

              Le città tendono a configurarsi come sistemi caratterizzati da una crescente omogeneizzazione di forme, strutture e simboli. Non è fatto inedito: dinamiche simili si sono ripetute nei secoli. Gli scavi delle città antiche mostrano infatti una sostanziale fedeltà a determinati canoni etici ed estetici.   L’espansione urbana contemporanea ha prodotto megalopoli estese, spesso prive di autentici luoghi di incontro, se non quelli legati a spazi finanziari e commerciali, insieme a infrastrutture logistiche orientate ad accelerare produzione e consumo. Ne deriva un ambiente in cui le relazioni sociali si rarefanno e si approfondisce la […]

  

Una filosofia alla prova della vita

                  Nel percorso intellettuale di Giancristiano Desiderio, il confronto con Benedetto Croce ha ormai assunto un valore decisivo e irrinunciabile. Un dato già evidente nella quantità degli scritti e dei volumi dedicati all’analisi della sua opera, ma che trova la propria ragione più profonda nella consonanza su un punto che pare fondamentale: pensiero e vita non costituiscono dimensioni separate, bensì realtà destinate a incontrarsi continuamente.    Questa impostazione implica una precisa idea della filosofia intesa non come un sistema chiuso, ma come un esercizio critico capace di interrogare l’esperienza, le sue domande […]

  

Potere esecutivo e democrazia: perché Schmitt torna al centro del dibattito

    La riedizione di uno dei classici di Carl Schmitt, Il custode della Costituzione (Quodlibet, p. 288), riporta al centro del dibattito uno dei nodi più controversi della filosofia politica del Novecento, spesso presente in modo sottile nelle discussioni pubbliche contemporanee ma raramente analizzato con rigore teorico: il rapporto tra diritto e politica.     In un mondo segnato da instabilità internazionale, l’idea di rafforzare il potere esecutivo, con un ruolo centrale del Capo dello Stato, appare sempre più diffusa. Tuttavia, si tratta di un rafforzamento non di rado percepito come al di sopra della legge stessa e che […]

  

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