Città senza anima: omologazione urbana e perdita del genius loci

              Le città tendono a configurarsi come sistemi caratterizzati da una crescente omogeneizzazione di forme, strutture e simboli. Non è fatto inedito: dinamiche simili si sono ripetute nei secoli. Gli scavi delle città antiche mostrano infatti una sostanziale fedeltà a determinati canoni etici ed estetici.   L’espansione urbana contemporanea ha prodotto megalopoli estese, spesso prive di autentici luoghi di incontro, se non quelli legati a spazi finanziari e commerciali, insieme a infrastrutture logistiche orientate ad accelerare produzione e consumo. Ne deriva un ambiente in cui le relazioni sociali si rarefanno e si approfondisce la […]

  

Una filosofia alla prova della vita

                  Nel percorso intellettuale di Giancristiano Desiderio, il confronto con Benedetto Croce ha ormai assunto un valore decisivo e irrinunciabile. Un dato già evidente nella quantità degli scritti e dei volumi dedicati all’analisi della sua opera, ma che trova la propria ragione più profonda nella consonanza su un punto che pare fondamentale: pensiero e vita non costituiscono dimensioni separate, bensì realtà destinate a incontrarsi continuamente.    Questa impostazione implica una precisa idea della filosofia intesa non come un sistema chiuso, ma come un esercizio critico capace di interrogare l’esperienza, le sue domande […]

  

Nuova schiavitù, vecchi problemi

                Come definire gran parte del mercato del lavoro odierno, se non sotto la dicitura di “schiavismo”? Un sistema in cui la flessibilità si trasforma, troppo spesso, in un meccanismo di oppressione, con salari inadeguati e mancanza di diritti e tutele per i lavoratori. Una fetta consistente della forza lavoro è ormai costretta a vivere in un contesto che non offre certezze, che erode la dignità umana e compromette il benessere fisico e psicologico. E infatti, le risposte a questa condizione sono molteplici: alcuni si rassegnano alla precarietà (che altra scelta avrebbero?), altri […]

  

Lo spettacolo dell’indecenza

E come ogni volta, eccoci qui, tutti incollati allo schermo, pronti a spolpare ogni minimo frammento della vita dei coniugi suicidi, genitori di Claudio Carlomagno. Trasmissioni mattutine e pomeridiane scivolano nel fango della curiosità morbosa, con la scusa del “diritto di cronaca”. E noi, spettatori complici, restiamo a ingurgitare un po’ di trash mascherato da notizia. Ma quale sarà la prossima scoperta sensazionale? La marca del dentifricio usato la sera prima? La carta igienica? L’ultimo pasto? O magari qualche pasticca di Viagra nascosta nel comodino? Funziona sempre allo stesso modo. Ogni dettaglio, per quanto intimo e privo di valore, viene […]

  

I Firmaioli

Esattamente dieci anni fa, dedicai un intero paragrafo de L’ubbidente democratico (pubblicato, tra l’altro, proprio da Idrovolante) ai cosiddetti Firmaioli. Mai avrei pensato – anzi, sì, in verità, lo pensavo – che dopo tutto questo tempo, a causa di quanto sta accadendo alla Fiera del libro di Roma, saremmo ancora qui a discutere di divieti, censura e intellettuali o pseudo tali che firmano appelli. ***     I temi che ho sviluppato in questo libro non avrebbero ragion di esistere se non vi fosse una razza in espansione composta da quelli che Montanelli definiva firmaioli in grado di soggiogare anche […]

  

Angoscia del moderno

                A qualche mese dalla pubblicazione del mio “Ernst Jünger. Vita e opere di un Anarca” (Giubilei Regnani, p.355), ho deciso di condividere un estratto che, per tanti aspetti, offre uno scorcio della narrazione e dei vari temi che esploro nel volume. ***    Nel novembre del 1933 si trasferisce con la famiglia a Goslar, e l’anno successivo nasce il suo secondogenito, Alexander. Nel frattempo, pubblica il saggio Sul dolore (1934), in cui esplora le interrelazioni tra dolore lavoro e tecnica, chiarendo numerosi aspetti che erano rimasti inespressi ne L’Operaio a partire dall’estraneazione […]

  

Into the wild: avventura o fuga?

          La vicenda dei tre bambini della famiglia anglo-australiana, che vivevano in una casa nel bosco in provincia di Chieti e sono stati costretti a lasciare la loro abitazione per trasferirsi in una comunità educativa, dove resteranno con la madre per un periodo di osservazione, mi ha subito richiamato alla mente la storia di Christopher Johnson McCandless, il cui tragico percorso è stato raccontato nel film Into the Wild di Sean Penn. Le somiglianze sono evidenti, così come le differenze. In ogni caso, ripropongo qui di seguito il capitolo che ho a lui dedicato nel volume […]

  

Il Cinema visto da Flaiano. Riflessioni e Stroncature

Le sceneggiature di Ennio Flaiano per i film di Monicelli, Rossellini, Ferreri, Zampa, Antonioni e, soprattutto, Fellini sono un vero miracolo di intelligenza e armonia. Flaiano fu però anche un critico cinematografico di grande acume. Sapeva analizzare una trama senza filtri e, attraverso di essa, raccontare un’Italia che lasciava alle spalle le cicatrici del dopoguerra per entrare nel miracolo economico degli anni ’50. Il suo sguardo acuto, sempre accompagnato da sarcasmo e pungenti allusioni, non concedeva nulla al superfluo: «Per anni ho scritto critiche sui giornali, senza cavarne altro che inimicizie ed errori tipografici». Chiuso per noia, da poco pubblicato […]

  

Rileggere per ritrovarsi

Mi capita spesso, tornando a vecchi libri – romanzi o saggi – di scoprire significati che in passato mi erano sfuggiti, forse per inesperienza o per la naturale immaturità della giovinezza. Sarà una banalità ma credo succeda anche a voi: passaggi che allora parevano marginali oggi si rivelano ricchi di profondità, mentre pagine un tempo considerate decisive ora mi sembrano secondarie, quasi prive di rilievo. In realtà il libro non cambia; cambia il lettore. Ogni nuova età, ogni nuova fase della vita, diventa una lente diversa attraverso cui interpretarlo. Banalità anche questa. Eppure ci sono autori che, fin dal primo […]

  

Il Papa e la politica. L’eredità di de Maistre

                Il giovane Alfredo Cattabiani scelse Joseph de Maistre come tema per la tesi di laurea all’Università di Torino, ma la decisione fu vista come un affronto. Durante la discussione, Norberto Bobbio, controrelatore, compì un gesto plateale: afferrò il lavoro, lo gettò a terra e dichiarò di non voler commentare le idee di un «teorico della schiavitù». L’episodio, frequentemente citato, è paradigmatico perché simboleggia l’ostilità che per decenni ha caratterizzato un autore considerato marginale. Pur apprezzabile per coerenza e rigore, la sua filosofia è infatti sempre percepita come anacronistica. Ridurre tuttavia de Maistre […]

  

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