Educazione civile e filosofia pratica in Giovanni Gentile

Giovanni Gentile impiegò due mesi per scrivere Genesi e struttura della società, il volume che insieme ne chiude traiettoria filosofica e vicenda umana. Presentiva la fine in quell’estate del ’43 e, a qualche amico antifascista col quale ancora manteneva contatti, aveva confessato: «I vostri amici possono uccidermi, se vogliono. Il mio lavoro nella vita è finito». Sette mesi dopo cadde sotto i colpi di un commando comunista e Genesi, pubblicato postumo nel 1946, ne divenne testamento spirituale con intenti chiari sin dall’esergo: «è stato scritto a sollievo dell’animo in giorni angosciosi e per adempiere un dovere civile in vista dell’Italia […]

  

Sulla tradizione filosofica italiana

                Esiste una riconoscibile filosofia italiana e ciò che viene internazionalmente definito come Italian Thought ? Ed esiste una continuità logica e strutturale che possa connettere le personalità di primo piano del nostro tempo a Dante, Vico, Machiavelli o Gramsci, o che innervi in un unico piano analitico gli interpreti più importanti del “pensiero italiano” del passato con pensatori quali Spaventa, Gentile, Garin o Esposito? Ed esiste – pur nelle evidente difformità di azioni e percorsi – un tratto distintivo comune, nazionale e non nazionalistico, internazionale e non globalista? Le risposte a simili […]

  

La rivoluzione del sovranismo sociale

                    Il fenomeno della globalizzazione correlato allo sviluppo tecnologico e alla diffusione pervasiva e su larga scala della comunicazione informatica e della conoscenza porta con sé aspetti ambivalenti la cui piena comprensione è ormai alla portata di ogni singolo individuo. Quando, per esempio, si rammenta il continuo e progressivo depauperamento della classe media si sta affermando una verità largamente condivisa: il trionfo di un Leviatano globale che tutto fagocita e che rimodula e ridefinisce i fondamenti sociali che avevano regolato ogni struttura del recente passato. Tuttavia, è necessario ponderare non soltanto […]

  

Contro la tecnica

  Di seguito, l’intervista che Luca Caddeo mi ha fatto per L’INTELLETTUALE DISSIDENTE   * * * * Critica della ragion tecnica, l’ultimo saggio di Luigi Iannone, rievoca nel titolo il capolavoro di Immanuel Kant. Ma, in un tempo in cui la ragione diventa “tecnica”, è ancora possibile condurla dinnanzi al tribunale di se stessa? La risposta non è scontata e Iannone si confronta con l’arduo problema facendo propria la convinzione di Martin Heidegger secondo cui, nonostante la sua foggia ammaliante e apparentemente rassicurante, la tecnica moderna non sia affatto un mezzo neutrale. I fenomeni che – a dispetto dei […]

  

Aristotele. Scritti politici

                    Negli ultimi tempi risuona con sempre maggior forza – e a tutti i livelli – una furia iconoclasta e un assoluto disprezzo verso la cultura umanistica. Qualche giorno fa, la Howard University di Washington, da cui è uscita la numero due degli Stati Uniti, Kamala Harris, ha smantellato il dipartimento di studi classici adducendo le solite pacchiane giustificazioni. Questa furia sembrava voler mettere sotto tiro solo statue e simboli, in realtà, come testimonia quest’ultimo episodio, il tentativo è quello di cancellare il passato coprendo con una pesantezza plumbea l’intero occidente. […]

  

Abbandono e salvezza. Eliot e la sua terra desolata

                Incrociare T.S. Eliot, il modernista che leviga i canoni letterari tradizionali, significa approntare un percorso ampio, multicolore ma sempre risoluto nei suoi parametri essenziali. Significa incrociare Henri Bergson le cui lezioni seguì alla Sorbona; Ezra Pound che conobbe sempre a Parigi e che mise mano a The Waste Land, quasi come umile redattore («il miglior fabbro»); e poi Dante, guida spirituale che lo conduce tra le fiamme di un mondo moderno in piena decadenza e gli indica i criteri di giudizio e fisionomie di attraversamenti ma che Eliot – furbescamente – lascia […]

  

L’eco della Germania segreta

      La “Germania segreta” «evocata dapprima, sul piano artistico ed estetico, dalla musica di Wagner, quindi esplicitamente riecheggiata in una lirica di George del 1919 e poi celebrata, nel 1933, in opposizione al nazismo, dallo storico di origine ebraica Ernst Kantorowicz quale anima nascosta e rimossa del genius tedesco più nobile, serenamente eroico e creativo» è ancora quel luogo dell’anima e della mente e quella terra misterica e profonda poco sondata e conosciuta dai contemporanei. Questo è quanto scrive Romani Gasparotti nella prefazione all’ultimo libro di Giovanni Sessa, L’eco della Germania segreta. «Si fa di nuovo primavera» (Oaks […]

  

Dio strabenedica gli inglesi

        Da qualche giorno è alle stampe l’ultimo libro di Luca Fumagalli, Dio strabenedica gli inglesi! Note per una storia della letteratura cattolica britannica tra XIX e XX secolo (Edizioni Radio Spada, pp.420). Una raccolta di diversi articoli (ampiamente rielaborati), apparsi sulle pagine culturali del blog Radio Spada, su varie riviste e giornali, con la quale si  tenta di fornire qualche spunto critico sulla storia della letteratura cattolica britannica degli ultimi due secoli (con particolare attenzione all’Inghilterra, ma pure alla Scozia e all’Irlanda). Lavoro che incrocia – tra gli altri – il pensiero di J. H. Newman, […]

  

Nel vortice di Mishima

                      Moravia definì Yukio Mishima «un conservatore decadente». E fu – all’interno di argomentazioni quasi del tutto avverse – una delle determinazioni meno rancorose che la critica italiana riservò nei decenni passati allo scrittore giapponese. Quell’impenetrabile Mishima, sempre in bilico tra la eccellenza di una catarsi spirituale, l’inappuntabilità della compiutezza estetica, la lotta inesauribile contro la degenerazione dei costumi politici e la difesa di una tradizione sempre più inafferrabile ed esile tanto da esser pronta ad esser spazzata via al primo refolo di occidentalismo, fu simbolo e mito di una […]

  

Confessioni sulla pandemia

Da pochi giorni nelle librerie, La vita quotidiana ai tempi del coronavirus (Solfanelli editore, p. 175, euro 12),  l’ultimo libro di Giuseppe De Ninno, saggista e traduttore che, in passato si era cimentato su lavori di taglio storico (Risorgimento e Controrivoluzione) e di critica cinematografica (Piombo, sogni e celluloide) e che, adesso, in un quadro più intimistico, volge la sua attenzione a timori, aspettative, paure provocate da questo anno claustrofobico segnato dalla pandemia globale. Un racconto tra indignazioni e speranze, pubbliche e private, di cui – qui di seguito – anticipiamo le prime pagine.              […]

  

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