Il Simulacro della Democrazia

Ogni mercoledì, su La 7, Aldo Cazzullo ci intrattiene con la sua “Giornata particolare”, un approfondimento dal tono mellifluo e astutamente partigiano, in cui racconta eventi cruciali della storia attraverso le esperienze dei protagonisti. Ebbene, partendo da due foto, proviamo a trasferire la stessa operazione a quanto accaduto nelle ultime 24 ore, non a un soggetto fisico, ma alla democrazia italiana.
La prima foto mostra alcune associazioni che, esprimendo il loro radicale dissenso contro l’immigrazione, organizzano una conferenza stampa alla Camera dei deputati che, in meno di un minuto, si è vista costretta ad annullarla per motivi di ordine pubblico. Cosa è realmente successo? Beh, quanto di più prevedibile… l’opposizione ha occupato la sala, intonando “Bella Ciao” e poi, con i soliti toni oscillanti tra moralismo e saccenza, ha evocato il fantasma del fascismo. Per chi non indossa paraocchi, appare chiara una forma di violenza contro la democrazia, ma paradossalmente da parte di chi dichiara di volerla difendere. Pur non condividendo le idee degli altri, anche quando ritenute pericolose o sbagliate, la democrazia impone che tutti possano esprimersi liberamente. Eppure, oggi è quasi considerata una blasfemia ripetere un concetto tanto banale.
La seconda foto mostra manifestanti che, come accade sempre più frequentemente, ricorrono alla violenza contro le forze dell’ordine. Sebbene sia legittimo esercitare la libertà di manifestare, il comportamento di chi aggredisce fisicamente i poliziotti non è accettabile e il refrain: “La libertà di espressione è fondamentale, ma la violenza non può mai essere giustificata”, ripetuto in modo stantio, nasconde la reale natura di certa politica e risulta oramai disturbante. Qui emerge, infatti, un passaggio ancora più pericoloso: per molti, oramai, non è solo difficile comprendere i confini della democrazia, ma anche cosa essa rappresenti in termini di valori e contenuti. Questo accade perché negli anni si è creato ad arte un simulacro di democrazia, modellato sulle esperienze personali ma sopratutto sulla propria militanza politica, cercando poi di imporlo agli altri come se fosse l’unica interpretazione legittima. Un paradosso che, a quanto pare, continua a funzionare!
