Trump in trincea

Donald Trump non demorde. La rottamazione dell’Obamacare era un suo obiettivo e, nonostante la “sconfitta” (il ritiro della legge per mancanza dei numeri necessari alla Camera) non ha cambiato idea. Si spiega così l’ultima esternazione del presidente, affidata come al solito a Twitter. “La riforma sanitaria di Obama è morta”. L’aveva già detto ai deputati repubblicani lo scorso 17 marzo, ora lo ripete, citando un articolo pubblicato due giorni fa dal New York Times, in cui si ricordava che in certe zone degli States nel 2018 potrebbero non esserci compagnie che forniscano piani assicurativi legati alla riforma. “In altre parole, […]

  

Il credo liberale americano

“Non si può arrivare alla prosperità, scoraggiando l’impresa. Non si può rafforzare il debole, indebolendo il forte. Non si può aiutare chi è piccolo, abbattendo chi è grande. Non si può aiutare il povero, distruggendo il ricco. Non si possono aumentare le paghe, rovinando i datori di lavoro. Non si può progredire serenamente spendendo più del guadagno. Non si può promuovere la fratellanza umana predicando l’odio di classe. Non si può instaurare la sicurezza sociale adoperando denaro imprestato. Non si può formare carattere e coraggio togliendo iniziativa e sicurezza. Non si può aiutare continuamente la gente facendo in sua vece […]

  

Schiaffo a Trump: mancano i numeri e lui ritira la legge contro l’Obamacare

A dare la brutta notizia a Trump è stato lo speaker della Camera, Paul Ryan: “Presidente, non abbiamo i voti sufficienti per far passare la legge per smantellare l’Obamacare”. Ryan è andato alla Casa Bianca per chiedere al Commander in Chief se andare comunque avanti con la votazione, oppure cancellarla. Trump ha scelto di lasciar perdere, almeno per ora. La proposta di riforma sanitaria dunque è stata ritirata. Lo stesso Trump ha chiamato un giornalista del Washington Post per dire che il presidente sostiene comunque Ryan. Vedremo per quanto tempo ancora. Ryan, da parte sua, sottolinea che è “un giorno […]

  

La scienziata bidella mancata

Bellissima la storia di Sabina Berretta, scienziata che dirige l’Harvard Brain Tissue Resource Center del McLean Hospital di Boston. Cinquantasei anni, originaria di Catania, dirige uno dei centri più importanti del mondo in cui si studia il cervello umano. Al quotidiano Repubblica, che l’ha intervistata (leggi qui) racconta che dopo il liceo voleva studiare filosofia: “Ma sapevo che non mi avrebbe permesso di sopravvivere: e siccome ero una sportiva mi iscrissi all’Isef. Insegnando ginnastica, pensai, avrò tempo per studiare filosofia, prendere una seconda laurea. Fu preparando la tesi dell’ultimo anno che scoprii la mia vocazione. Il professore che insegnava fisiologia […]

  

Ecco come cambia l’Obamacare

Per anni i Repubblicani hanno dichiarato guerra all’Obamacare. Trump, durante la campagna elettorale, ha giurato che una volta entrato alla Casa Bianca avrebbe tolto di mezzo la riforma sanitaria fortemente voluta dall’ex presidente. Ma si trattava (e si tratta) di un tema che non può essere affrontato solo con un tratto di penna (ordine esecutivo): serve un intervento legislativo ad hoc. E così, dopo settimane di annunci, finalmente i Repubblicani hanno presentato una bozza di riforma per mandare in soffitta l’Affordable Care Act (il vero nome dell’Obamacare). Vediamo cosa prevede la proposta di legge presentata dai deputati del Gop. Denominata […]

  

Madison, Hamilton e Jay: attuali ancora oggi

Questo post non parla di attualità ma del pensiero (sempre attuale) di tre grandi personaggi della storia americana: James Madison (quarto presidente), Alexander Hamilton (primo segretario del Tesoro) e John Jay, primo presidente della Corte Suprema. A ricordarceli è “Giuditta’s files”, la newsletter dell’onorevole Daniele Capezzone (Conservatori e Riformisti). “Una rilettura obbligata – scrive il deputato – per chiunque voglia riflettere sull’organizzazione di una società, sul rapporto tra stato e cittadino, sul senso di una costituzione e delle leggi, è quella dei “Federalist Papers“, gli ottantacinque articoli (in realtà si tratta di saggi illuminanti) che furono pubblicati con lo pseudonimo […]

  

Se anche la Cnn elogia Trump

Donald Trump ha pronunciato il suo primo intervento sullo stato dell’Unione (leggi l’articolo). Un discorso che ha stupito per i toni pacati e la moderazione. Anche se Trump non ha rinunciato affatto ai temi su cui si era impegnato nella campagna elettorale: lotta all’immigrazione clandestina, giù le tasse a imprese e famiglie, nuovi accordi commerciali per riportare il lavoro negli Usa. Il discorso di Trump è stato apprezzato anche da alcuni organi di stampa spesso molto critici nei suoi confronti. Uno di questi è Van Jones, commentatore politico della Cnn e notoriamente anti-Trump: “Ci sono molte persone che hanno ottimi […]

  

Inizia l’era Trump

Il giorno del suo insediamento alla Casa Bianca di buon mattino Donald Trump saluta tutti con un tweet, confermando che, prima di ogni cosa, intende mantenere un filo diretto coi cittadni, in questo modo veloce e diretto. “The work begins! (“Comincia il lavoro!”) scrive il presidente. “Tutto comincia oggi! Ci vediamo alle 11 per il giuramento. Il movimento va avanti. Comincia il lavoro!”. Archiviata una giornata fitta di impegni, tra giuramento solenne, pranzo, balli e primi incontri istituzionali, Trump si metterà subito al lavoro con il suo staff. Perché è questo ciò che vuole e deve fare. Ed è questo […]

  

Trump-Romney, l’odio diventa amore

La prova del nove che Donald Trump vuole ricucire con il Partito repubblicano è arrivata. Pace fatta con Mitt Romney. E quest’ultimo, archiviate le palate di fango dei mesi scorsi (date e ricevute), afferma che Trump è l’uomo che può imprimere una svolta positiva alla politica americana. Cosa c’è di strano in tutto questo? Durante tutta la campagna elettorale i due si sono massacrati. Romney ce l’ha messa tutta per sbarrare la strada a Trump durante le primarie del Gop. E tra i due sono volate parole pesanti, insulti compresi. Ma con la vittoria di Trump le cose sono cambiate. […]

  

Obama e Trump su Fidel Castro

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama commenta la scomparsa di Fidel Castro in modo sin troppo stringato: “Ha alterato il corso delle vite dei singoli, delle famiglie e della nazione cubana”. Ma nessuna critica, il giudizio per lui è sospeso: “Sarà la storia a registrare e giudicare l’enorme impatto di questa singolare figura sulla gente e sul mondo che lo circondava”. Obama non giudica Castro, né in positivo (sarebbe stato davvero troppo) né in negativo. Si limita a definire questo momento denso di “profonde emozioni” per i cubani di Cuba e per quelli che vivono negli Stati Uniti. Secondo […]

  

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