Pessoa = Politica + Profezia

«Il più pericoloso (o il meno estetico) dei divertimenti inutili»: così, con una battuta lapidaria, Fernando Pessoa liquidò la politica, quella politicante, per capirci, ma avrebbe potuto riferirsi benissimo anche a quella culturale, che distribuisce patentini ideologici a destra e a manca, più preoccupata di operare selezioni all’ingresso del pantheon della cosiddetta “cultura ufficiale” che indagare il senso nascosto di poeti e artisti. In Italia, nel corso dei decenni, Pessoa non è sfuggito a puntigliose “riletture” e a odiosi “distinguo”, operati da chi è incapace di cogliere l’unità dietro la frammentarietà di un carattere. Un esercizio molto utile per disintossicarsi […]

  

Il barone Ungern e il cuore di tenebra dell’Asia

Ripercorrere la vita del barone Ungern von Šternberg è un po’ come risalire il fiume alla ricerca del Kurtz di Cuore di tenebra. A unire il «Dio della guerra» e il colonnello conradiano è tutta una visione del mondo, l’idea di sperimentare un piano del reale differente interrogando la sorte, combattendo una personalissima guerra anche nei ranghi altrui, a muto convegno di forze ancestrali che, come la lava al di sotto della crosta terrestre, periodicamente riaffiorano, sussurrandoci quanto sia vano e scialbo il concetto di “civiltà”. Ad accomunare Kurtz e Ungern è questo timor panico, nonché l’idea di un destino […]

  

Aleksandr Dugin: «Evola, il populismo e la Quarta Teoria Politica»

Uno dei tratti del nostro disgraziato tempo consiste nella facilità con cui si dispensano etichette, a intellettuali così come a correnti e fenomeni politici. Di destra o di sinistra, populisti o elitisti, progressisti o conservatori… Nella realtà dei fatti, tuttavia, l’unico discrimine è quello che oppone intellettuali passatisti e altri che preferiscono essere contemporanei del futuro. Il secondo gruppo (non poi così nutrito, a dire il vero) comprende spiriti nati in anticipo di qualche decennio – se non addirittura di secoli, come Nietzsche – sulla tabella di marcia della Storia, avanguardie di una realtà in procinto di dispiegarsi nella sua […]

  

L.-F. Céline, eretico e profeta dell’Apocalisse

Il 1° luglio 1961 si spegneva Louis-Ferdinand Céline, maestro di stile e “medico dei poveri”, pacifista e sferzante fustigatore dell’uomo occidentale, autore di capolavori della letteratura europea e di quei pamphlet che gli avevano valso in vita l’emarginazione letteraria. Al funerale di questo disincantato testimone del Novecento – di cui conobbe, visse e a volte subì le maschere – c’erano pochissime persone. Una trentina, in tutto, tra cui Lucien Rebatet, Roger Nimier, Marcel Aymé, Robert Poulet e Claude Gallimard. È dai diari del primo che abbiamo qualche notizia su quel che accadde subito dopo la sua morte. Lucette Almanzor, compagna […]

  

D’Annunzio, la Città Sacra, le Stelle e il Serpente

Grazie all’impegno della casa editrice Odoya, a più di novant’anni dalla sua prima pubblicazione e a ottanta dalla scomparsa di Gabriele d’Annunzio, torna in libreria Chez d’Annunzio di Marcel Boulenger, le cui pagine raffinate scandagliando un capitolo della storia italiana unico nel suo genere. Il libro, a cura di Alex Pietrogiacomi e introdotto da Giordano Bruno Guerri, verrà presentato venerdì 30 marzo alle ore 18,30 alla Libreria Cultora di Milano. «Non lo si crederebbe, eppure c’erano persone che non amavano Venezia. Per non creare scandalo non lo dicevano ad alta voce, ma si annoiavano nella città Anadiomène». Anadiomène (“sorta dal […]

  

Il crollo delle élite e le maschere della democrazia

Élites. Un termine che oggi sa di zolfo, sinonimo di snobismo e arroganza, evocato nel dibattito pubblico solo per squalificare l’avversario. Nondimeno – ed è uno dei paradossi del nostro tempo – oggi, come in passato, le élites esistono. Sarà dunque il caso di cominciare a familiarizzare con il concetto, magari partendo da qualcuna delle recenti pubblicazioni dedicate al tema. Quella parolina tanto odiata e vilipesa costituisce il titolo di un libro pubblicato nel 2016 da Circolo Proudhon, poi ristampato da Gog, sua metamorfosi editoriale. Il sottotitolo di Élites – che contiene scritti di Gaetano Mosca, Vilfredo Pareto, Roberto Michels […]

  

IANVA: Viaggio al termine dell’Europa

«Il Canone è qua»: si chiude così la traccia che dà il titolo all’ultimo lavoro dei genovesi IANVA, tra le realtà musicali più interessanti e complete dell’ultimo decennio italiano. Se diciamo complete è perché, in un’epoca d’imperante cachistocrazia e deculturazione artistica, ad un livello qualitativo musicale assai elevato IANVA aggiungono testi eccellenti, i quali sondano in profondità una civiltà intera, nelle sue luci così come nelle ombre. Canone Europeo è il loro ultimo album, preceduto dal dannunziano Disobbedisco! (2006), Italia Ultimo Atto (2009) e La Mano Di Gloria (2012). Canone Europeo costituisce in qualche modo la summa dei precedenti, raggiungendo […]

  

Il futurismo esoterico dei cosmisti russi

Più che un territorio, la Russia è una visione del mondo, la corrispondenza formulata da Nikolaj Aleksandrovič Berdjaev tra geografia fisica e geografia spirituale, la vittoria dell’immensità, della vaghezza e dell’imponenza, Giano bifronte tra un paganesimo dionisiaco e l’ortodossia. La Russia è un mistero custodito nei monasteri e nei deserti notturni, è l’enigma stesso di questa congiunzione, che si riverbera a livello antropologico così come politico-sociale. Da un lato, scriveva Berdjaev, «dispotismo e ipertrofia dello Stato, dall’altro anarchismo e sregolatezza; da una parte crudeltà e inclinazione alla violenza, dall’altra benevolenza e umanità; da una parte individualismo e consapevolezza elevata della […]

  

Contro moralismo e immoralismo

Facile fare la morale, difficile crearne una diceva il vecchio Schopenhauer. In effetti, non si è mai parlato così tanto di etica come da quando è scomparsa dai nostri orizzonti quotidiani. Da un lato abbiamo un diffuso immoralismo rampante, fenomeno endemico proprio di un sistema che ha fondato tutto sul profitto, sacrificando al rendimento e alla prestazione individuale ogni altro valore. Dall’altro, invece, anneghiamo in un buonismo e un perbenismo senza pari. I monumenti della nostra epoca sono il self-made-man e il moralizzatore, la predica e l’anatema spregiudicato, il capitalismo più bieco e il “politicamente corretto”. Tutto costruito “intorno a […]

  

Ernst Jünger: «Frammenti di un diario» (1965-1968)

Delle opere di Ernst Jünger ormai il lettore italiano dispone di parecchie edizioni. Del contemplatore solitario sono stati tradotti pressoché tutti i libri. Con qualche eccezione, tuttavia: a parte scritti di occasione, brani di pubblicistica e saggistica, mancano completamente i diari cui affidò le proprie riflessioni tra il 1965 e il 1996 (due anni prima di spegnersi), pubblicati in tedesco negli anni Novanta con il titolo di Siebzig Verweht (Passati i sessanta). In questa monumentale mole di scritti, autentici zibaldoni di pensieri ed esperienze, carteggi e incontri, possiamo seguire in presa diretta la stesura delle sue opere, nonché l’evoluzione del […]

  

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