L’ultima onda di Petru Popescu

Che il modaiolo naturalismo odierno sia un fenomeno tutt’altro che “naturale” è cosa piuttosto evidente. È il prodotto tardivo di una civiltà che ha fatto dello sradicamento la propria madrelingua, salvo poi proporre improbabili e compensatori “ritorni alla natura” tra il turistico e il romantico, adottando pseudo-spiritualità e filosofie fai-da-te che suggellano uno strappo già avvenuto. Per ricucirlo non basterà abbracciare due o tre alberi o andarsi a guardare filmetti americani di ragazzini viziati o settantenni in cerca di nuove giovinezze nella wilderness. Se n’era già accorto Julius Evola, che il 20 aprile 1957 aveva scritto sul Roma un articolo […]

  

Libri che uccidono, alchimia ed energia atomica

La sera del 21 marzo 1919, a Parigi viene presentato un singolare poema in prosa dadaista, dal titolo Voyages en Kaléidoskope. Pubblicato cinque mesi prima dalla casa editrice di Georges Cres e tutt’ora inedito in italiano, è firmato da Irene Hillel-Erlanger, poetessa ebrea già autrice di varie antologie con lo pseudonimo di Claude Lorrey nonché collaboratrice di Germaine Dulac, regista del cinema muto francese. Nata il 30 giugno 1878, era tra le promotrici del neonato movimento dadaista, amica di Breton e Aragon (si vocifera, tra l’altro, che il racconto erotico, firmato dal secondo, Le con d’Irène, fosse dedicato proprio a […]

  

Mircea Eliade: «Pauwels, Bergier e il Pianeta dei maghi»

Quando, nel 1960, le librerie furono invase dalla prima edizione de Il mattino dei maghi, i suoi due autori – Louis Pauwels e Jacques Bergier – pensarono subito di dargli un seguito, come si può leggere nelle pagine del volume, edito da Gallimard: «Noi vorremmo, se un giorno disponessimo di un po’ di denaro, procurato qua o là, creare e animare una specie di istituto in cui si proseguissero gli studi iniziati in questo libro». Così fu lanciata la rivista «Planète», poi strutturata – vuole la leggenda – da Pauwels, di ritorno da Lille, dove era andato a tenere una […]

  

Due secoli di misteri

«Il mondo, oggi, è senza mistero!» esclamava Marcellin Berthelot ne Les origines de l’alchimie, celebrando i trionfi del razionalismo ottocentesco. Era il 1885. Solo un anno prima, nel capolavoro L’antico regime e la rivoluzione, Alexis de Tocqueville diceva qualcosa di ben diverso: «I tempi in cui tutte le scienze divengono più positive è quello stesso in cui tutto ciò che è più vago, inspiegabile, meno fondato sull’esperienza e sulla ragione si sviluppa e turba maggiormente gli animi». Gli stessi toni usati dal romanziere Joris-Karl Huysmans nel 1881, in Là-bas: «Quando il materialismo impera, risorge la magia». Composte a una manciata […]

  

Julius Evola: «Note di filosofia Dada»

È appena uscita, per Edizioni Mediterranee, Teoria e pratica dell’arte d’avanguardia, la raccolta completa di tutti gli scritti di Julius Evola dedicati al dadaismo, di cui egli fu uno dei pochi rappresentanti in Italia, prima di dedicarsi alle attività per cui è tutt’ora noto. Un volume che colma una lacuna, raccogliendo per la prima volta il suo carteggio con Tristan Tzara, varie rarità bibliografiche, i manifesti teorici, gli articoli e i saggi, una selezione di opere pittoriche e le poesie (inclusi la raccolta Raâga Blanda e il poema a quattro voci La parole obscure du paysage intérieur). Insieme, ovviamente a […]

  

Vienna, 21 gennaio 1945: intervista ad Argento («Spite Extreme Wing)

È il 21 gennaio 1945, sono circa le due del pomeriggio. Negli ultimi atti della più feroce tra le guerre civili, «in cui l’Europa commise suicidio» (Piero Buscaroli), Vienna subisce l’ennesimo bombardamento. Julius Evola si trova nella capitale austriaca, ha appena finito di pranzare e, mentre si scatena la tempesta di fuoco, decide di uscire di casa. In Schwarzenbergplatz una bomba gli cade accanto, sbalzandolo contro un palchetto di legno situato al centro della piazza (circostanza che, stando alla testimonianza di Placido Procesi, probabilmente gli salvò la vita). Si sveglia poche ore dopo, in ospedale. Stupefatto, si guarda intorno: la […]

  

L’estetica dell’invisibile di Pavel Florenskij

Se Pavel Aleksandrovič Florenskij è stato chiamato “il Leonardo russo”, una ragione c’è: come definire altrimenti un uomo che nell’arco di una sola vita si è occupato, tra le altre cose, di matematica e fisica, elettrodinamica ed esoterismo, folklore e teologia, filosofia e biologia? Probabilmente, uno specialista risponderebbe che ci troviamo di fronte a uno schizofrenico o a un bizzarro studioso dagli interessi curiosamente eterogenei, da liquidare con un sopracciglio inarcato. Ma le cose stanno diversamente: non fu (solo) un’insaziabile curiosità a spingere il protagonista di questa storia in domini tanto disparati, quanto una visione del mondo poliedrica, capace di […]

  

Futurismo e occultismo

Come ha scritto il politologo Giorgio Galli, in Occidente il culto illuminista della Dea Ragione ha rappresentato una cesura senza precedenti, mettendo al bando una serie di componenti alternative, tra cui il cosiddetto “occultismo”. Chiusa la primavera rinascimentale, che vide scienziati e matematici occuparsi di alchimia e astrologia, la modernità ha scelto un’altra via, materialista e meccanicista. Ma qualcosa non va: sembra che questo rimosso non voglia proprio saperne di essere tale, ed eccolo infatti ricomparire negli ambiti più disparati, come un fiume sotterraneo che periodicamente riaffiora. La politica ne è un esempio assai eloquente. Non c’è formula istituzionale immune […]

  

Il barone Ungern e il cuore di tenebra dell’Asia

Ripercorrere la vita del barone Ungern von Šternberg è un po’ come risalire il fiume alla ricerca del Kurtz di Cuore di tenebra. A unire il «Dio della guerra» e il colonnello conradiano è tutta una visione del mondo, l’idea di sperimentare un piano del reale differente interrogando la sorte, combattendo una personalissima guerra anche nei ranghi altrui, a muto convegno di forze ancestrali che, come la lava al di sotto della crosta terrestre, periodicamente riaffiorano, sussurrandoci quanto sia vano e scialbo il concetto di “civiltà”. Ad accomunare Kurtz e Ungern è questo timor panico, nonché l’idea di un destino […]

  

Fernando Pessoa e Aleister Crowley: incontri pericolosi

2 settembre 1930, quattro meno un quarto: al porto di Lisbona attracca l’Alcantara, giunto da Southampton; ha un ritardo di ventiquattro ore, dovuto a una fitta nebbia al largo di Vigo. Dal piroscafo scende una figura notturna, dagli occhi accesi, avvolta in un mantello nero, che raggiunge un uomo sul molo. Timido e leggermente inquieto, l’uomo – che, diciamolo francamente, vorrebbe trovarsi altrove – porge la mano alla figura ammantata, che esclama, anticipando le presentazioni: «Orbene, che idea è stata mai questa d’inviarmi una nebbia lassù?». Inizia così il breve soggiorno di Aleister Crowley a Lisbona. È giunto nella Città […]

  

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