La formazione aziendale si prepara a una nuova fase, spinta dall’intelligenza artificiale, dalla trasformazione delle professioni e dalla necessità di aggiornare continuamente le competenze. Per affrontare questa sfida, anche le società del settore devono crescere, ampliare la propria offerta e costruire una presenza più solida sul mercato. È in questo scenario che si colloca la scelta di Skilla, specializzata nel digital learning e nella formazione corporate, di partecipare alla creazione di Hekai, un nuovo ecosistema che integra enti formativi e tecnologie per l’apprendimento.

Il progetto nasce con ricavi pro-forma 2025 di circa 25 milioni di euro e punta a mettere in relazione attività complementari: la formazione specialistica e certificata rivolta alle persone, sviluppata da Volta Institute e da realtà verticali come My Beauty Academy, e quella destinata alle imprese, nella quale Skilla porta contenuti, metodologie e piattaforme digitali.

Per la società guidata da Marco e Federico Amicucci, l’operazione rappresenta un passaggio di crescita, ma non una rinuncia alla propria storia. «La continuità di Skilla, del metodo, è garantita da tre fattori. Il primo è che Skilla rimane Skilla, quindi il nostro brand, ma anche la nostra ragione sociale rimane identica», spiega Federico Amicucci, amministratore delegato e ospite di Wall & Street Live.

Anche i fondatori mantengono un coinvolgimento diretto: «Noi, in primis, come Marco e Federico Amicucci, due soci e amministratori delegati, rimaniamo soci e rimaniamo investitori». La logica dell’operazione è quindi ampliare le possibilità di sviluppo facendo leva su una struttura più articolata, senza disperdere le competenze maturate nel digital learning.

La sfida del reskilling nell’era dell’IA

La trasformazione del mercato del lavoro è il principale motore di questa evoluzione. L’intelligenza artificiale modifica attività e processi, mentre i cambiamenti geopolitici e tecnologici impongono alle imprese di ripensare le professionalità di cui hanno bisogno.

«Siamo di fronte alla più grande sfida di reskilling che probabilmente abbiamo visto negli ultimi vent’anni», osserva Amicucci. Non basta più, in altri termini, aggiornare occasionalmente le competenze dei dipendenti: occorre costruire percorsi capaci di accompagnare le persone durante l’intera vita professionale.

Il cambiamento riguarda anche il rapporto tra preparazione tecnica e capacità comportamentali. Problem solving, pensiero critico e abilità relazionali restano fondamentali, ma devono essere affiancati da competenze specialistiche in grado di rispondere alle nuove esigenze produttive.

«Questa sfida di reskilling non può essere affrontata soltanto con quelle che chiamano competenze soft, le competenze comportamentali, il problem solving, il pensiero critico, che sono fondamentali, ma c’è bisogno anche di andare a costruire delle nuove competenze tecniche».

È proprio su questa integrazione che Skilla intende rafforzare la propria proposta all’interno di Hekai, ampliando il ventaglio delle soluzioni disponibili per le aziende.

Dalle soft skill alle competenze tecniche

L’allargamento dell’offerta passa attraverso ambiti come l’Ict, l’intelligenza artificiale e il project management. L’integrazione con Volta Institute permette di affiancare ai percorsi già sviluppati da Skilla una formazione specialistica che comprende anche cybersecurity, design e competenze digitali, con corsi e master che conducono a certificazioni riconosciute a livello internazionale.

«Abbiamo voluto ampliare l’offerta di skill proprio con una serie di competenze tecniche dell’Ict, dell’intelligenza artificiale, del project management, certificate da standard internazionali che poi garantiscano employability, quindi garantiscano anche continuità nel lavoro delle persone e delle aziende con cui lavoriamo», sottolinea Amicucci.

Il punto non è soltanto aggiungere nuove materie al catalogo. L’obiettivo è collegare l’apprendimento alla possibilità concreta di utilizzare le competenze acquisite, affrontare un cambiamento di mansione o trovare nuove opportunità professionali.

In questo quadro, la certificazione assume un valore crescente. «Per noi la certificazione delle competenze diventa un fattore fondamentale, perché ci permette di dare una formazione che garantisce che vengono rispettati determinati standard di qualità e che poi permetta alla persona di avere un’attestazione e una certificazione riconosciuta a livello nazionale e internazionale».

La combinazione tra competenze tecniche e trasversali costituisce anche uno dei tratti distintivi dell’approccio di Skilla: la preparazione professionale non si esaurisce nel saper utilizzare uno strumento o applicare una procedura, ma comprende la capacità di affrontare problemi, collaborare e adattarsi a contesti in evoluzione. Hekai consente di estendere questa impostazione a un’offerta più ampia, rivolta sia alle persone sia alle organizzazioni.

La crescita dimensionale è decisiva

L’aggregazione risponde anche a una precisa dinamica industriale. Nel mercato europeo della formazione digitale, la dimensione degli operatori e la varietà dei servizi offerti sono diventate variabili importanti per sostenere la competizione. Amicucci ricorda che Skilla è stata inserita nella top 25 europea di Fosway 9-Grid, l’analisi di mercato dedicata agli operatori della formazione e delle tecnologie per le risorse umane, nella quale rappresenta, secondo quanto riferito dal manager, l’unica azienda italiana presente in quella fascia.

«La nostra scelta di creare un gruppo più ampio nasce proprio da alcune sollecitazioni che ormai Fosway ci sta facendo da alcuni anni», spiega. La valutazione, racconta, comprende un esame approfondito delle informazioni aziendali e interviste ai clienti. Da questo confronto è emersa la necessità di ampliare il perimetro operativo.

«Nella top 25 noi eravamo rimasti l’unica azienda che non aveva fatto un’operazione di aggregazione, tanto che siamo stati direttamente consigliati da Fosway: proprio per rimanere competitivi e competere ad armi pari nel mercato europeo era necessario allargare il nostro impatto, il nostro perimetro».

La crescita prevista è significativa. «Noi passiamo da un fatturato di 9 milioni a un fatturato di 25 milioni con un’offerta molto più ampia», afferma Amicucci, richiamando il salto dimensionale associato al nuovo progetto. Il dato è coerente con i ricavi pro-forma 2025 di circa 25 milioni indicati per Hekai.

L’aggregazione, peraltro, non rappresenta un’eccezione nel panorama internazionale. «Abbiamo fatto una di quelle operazioni che in gergo vengono chiamate straordinarie, ma che nel nostro settore, se guardo il mercato internazionale, è un’operazione ordinaria». Secondo Amicucci, processi analoghi si sono già affermati in Francia e Spagna, mentre nel Regno Unito e negli Stati Uniti sono presenti da molti anni.

Le aziende cercano più servizi

A rendere più urgente il cambiamento contribuisce anche l’evoluzione della domanda. Dopo le fasi in cui la formazione digitale ha rappresentato una risposta alle esigenze di aggiornamento delle imprese, oggi il mercato potrebbe andare incontro a una maggiore attenzione ai budget e alla selezione degli interventi.

«Oggi le aziende sembrerebbe che vadano a rispondere in due modi: da una parte cercando di fare meno formazione, ma molto più verticale e utile, e dall’altra andando a razionalizzare i fornitori, cercando fornitori che abbiano un’offerta completa e a 360 gradi», osserva il manager.

Per le società del settore, la capacità di rispondere a questa esigenza diventa un fattore competitivo. Le imprese possono preferire interlocutori in grado di combinare piattaforme digitali, corsi specialistici, attività in presenza, webinar ed eventi, anziché rivolgersi a una pluralità di fornitori con competenze circoscritte.

È questa una delle opportunità offerte da Hekai: mettere in relazione specializzazioni differenti per costruire percorsi più articolati, senza limitarsi al solo digital learning. «L’idea di unire a Skilla anche altre capacità prese da altre aziende va proprio in questa direzione, poter offrire un’offerta molto più ampia».

La maggiore dimensione dovrebbe contribuire anche a rafforzare il posizionamento nelle valutazioni di mercato. «Oggi abbiamo una dimensione più importante», rileva Amicucci, spiegando che gli analisti considerano anche l’ampiezza dell’offerta e il numero di clienti raggiunti. L’obiettivo è migliorare questi parametri mantenendo i punti di forza già riconosciuti a Skilla.

Una formazione continua, anche sul campo

La trasformazione riguarda infine il modo in cui le persone imparano. La formazione scolastica e universitaria resta essenziale, ma non può da sola rispondere alla velocità con cui cambiano le competenze richieste dalle imprese.

«La formazione formale, quella offerta dalla scuola, dall’università, è importantissima ma non è più sufficiente in un mondo dove ogni due anni cambiano le competenze», afferma Amicucci.

Accanto ai corsi tradizionali e all’e-learning diventano quindi necessari strumenti che consentano di acquisire conoscenze nel momento in cui servono, direttamente durante l’attività professionale. «Abbiamo bisogno di strumenti e percorsi che ci permettano di acquisire le competenze quando ne abbiamo bisogno e con le strumentazioni che poi proprio al lavoro, quindi di fare una formazione al lavoro che sia affiancata a una formazione che sia d’aula, che sia e-learning».

L’intelligenza artificiale può accelerare questa evoluzione, rendendo possibile una formazione più personalizzata e tempestiva. «Oggi ci sono strumenti di intelligenza artificiale che ci permettono in tempo reale di fare un corso personalizzato per noi proprio al momento in cui abbiamo bisogno».

La direzione è quella di un modello in cui apprendimento, aggiornamento e certificazione non siano momenti separati, ma parti di un processo continuo. È qui che si incontrano la strategia industriale di Hekai e la visione formativa di Skilla: ampliare le dimensioni del gruppo per rispondere a una domanda più articolata e accompagnare imprese e lavoratori in un mercato nel quale la capacità di imparare e adattarsi è diventata una condizione essenziale per restare competitivi.

Gian Maria De Francesco

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