«Confermiamo il nostro ottimismo sulle possibilità di crescità degli utili societari negli Stati Uniti». Joanna Shatney, capo dell’azionario Usa di Schroders, non si fa spaventare dalla budget sequestration, cioè dalla segregazione del bilancio federale. Dalla scorsa settimana, infatti, è stata avviata una serie automatica di tagli alla spesa pubblica visto il mancato raggiungimento di un accordo tra Democratici e Repubblicani sul budget.

E così da 7 giorni sono partiti le prime decurtazioni dei capitoli di spesa che, senza un’intesa politica, totalizzeranno 85 miliardi di dollari entro fine 2013. Le prime voci da sforbiciare sono la difesa e il programma Medicare (assistenza sanitaria) e, secondo le previsioni allarmistiche del Fondo Monetario Internazionale, potrebbero portare a una revisione al ribasso del pil Usa quest’anno da +2% a +1,5%,

«Ma per quanto i tagli possano impattare – aggiunge Shatney – restiamo fiduciosi che i risultati delle grandi corporate di Wall Street saranno migliori delle attese attutendo l’effetto negativo della sequestration e le probabilità di un ulteriore rialzo del Dow Jones non diminuiranno fintanto che la fiducia delle imprese e dei consumatori non sarà intaccata».

Ma il presidente Barack Obama riuscirà a trovare un accordo con i Repubblicani? «Non nel breve termine, probabilmente nei prossimi mesi».

Wall & Street

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