Perché parliamo già di una nuova pandemia, la X?

E perché dovrebbe dare avvisaglie a breve, la X, se in passato – quando non ci si lavava le mani e si dormiva con le galline – si presentava una pandemia ogni cento anni?

E perché alcuni professori (Ilaria Capua o Fabrizio Pregliasco per citarne due) sono certi del suo imminente arrivo ma non sanno ancora dirci se la X verrà provocata da una zanzara, da una mucca o da un virus respiratorio?

In base a quali dati si procura allarme a mezzo stampa?

Capua ha profetizzato sicura: “È solo questione di tempo. Non è perché abbiamo avuto quella da Covid che siamo a posto per 200 anni. Non funziona così. Prima o poi la X arriverà e potrebbe essere più aggressiva della Covid”.

Come si fa a sapere che sarà più aggressiva? E come mai uno scienziato si gioca la credibilità spacciando ipotesi che hanno la conseguenza (o lo scopo?) di alimentare la paura collettiva? Forse perché non si gioca la carriera?

E perché non se la gioca, la carriera, visto che deontologicamente si può spaventare solo a ragion veduta e senza dati non vi è certezza?

Qui non si tratta di pensar male o immaginare complotti ma di guardarsi intorno. Davanti, per cominciare.

Il 27 maggio l’Oms chiederà a 194 Paesi di votare un Trattato pandemico cui sta lavorando da anni. Qui.

Voteranno i governi, per noi il ministro Orazio Schillaci. Se un Paese dirà no, all’interno del territorio non varranno i diktat dell’Oms. Diktat? Sì perché con l’approvazione del nuovo Trattato, l’Organizzazione mondiale della Sanità diventerebbe a tutti gli effetti un organo governativo, non più solo consultivo. In materia di sanità, vorrebbe decidere in toto, perlomeno questo chiedono i finanziatori privati, Bill Gates in testa.

Ma non è solo il Trattato, a richiedere attenzione: c’è anche il Regolamento sanitario internazionale (RSI) del 2005 che l’Organizzazione sta provando a modificare con svariati emendamenti, molti dei quali tenuti segreti. L’ultima bozza disponibile risale al 6 febbraio 2023. Mentre l’ultima bozza del Trattato risale al 30 ottobre 2023. Per capire si consulti il documento della Commissione medico scientifica indipendente CMSi.

Il 27 maggio è alle porte.

Lasciare che l’OMS istituisca un governo mondiale della salute è assai pericoloso.

Leggiamo che Oms ha proposto di modificare il Regolamento (art. 3) eliminando le tutele dei diritti umani, libertà e dignità personali, e – dopo le obiezioni- non è chiaro se la proposta finale le vedrà ripristinate.

Leggiamo (art 43, par. 4) che, alla prima pandemia, l’Oms vorrebbe imporre o vietare l’uso di certi farmaci (imporre o vietare, imporre o vietare, imporre o vietare). Le “raccomandazioni” dell’Organizzazione – secondo le sue stesse mire – diventerebbero vincolanti.

Non solo. Gli Stati dovrebbero obbligatoriamente, (obbligatoriamente, obbligatoriamente, obbligatoriamente) costruire biolaboratori, (in Italia uno per regione. Ci si chiede con quali soldi).

“Nonostante non sia ancora assodato se la pandemia da SARS-CoV-2 sia originata dalla fuga da un laboratorio” fa riflettere la CMSi.

Sì perché trasferire campioni e dati di sequenze genetiche da un laboratorio all’altro è pur sempre un rischio.

Insomma, Oms chiede che le si firmi un assegno in bianco per gestire la prevenzione, la risposta pandemica, le cure (e le non cure). E chi si oppone? Al gabbio, of course.

Pensate che nel ruolo che l’Organizzazione mondiale della sanità si vorrebbe assegnare c’è anche quello di censurare la disinformazione, cioè quelle “informazioni ritenute false e inaffidabili perché minacciano la salute pubblica”.

Fa notare la CMSi che “il Trattato affianca la disinformazione all’incitamento all’odio e alla violenza che sarebbero concetti da tenere ben distinti. La disinformazione richiede un confronto dialettico per far prevalere le prove documentali”.

Paradossale poi che nelle 228 pagine di bozza del Trattato non compaia alcun riferimento alla prevenzione primaria, non si parli nè degli stili di vita, nè dell’importanza dell’alimentazione nè dell’attivita fisica, o dell’aggravante del fumo.

Cosa sta succedendo in vista del 27 maggio?

Che diversi medici, comitati e associazioni si stanno impegnando a informare sia i decisori politici che le cittadinanze. E per farlo promuovono svariati incontri aperti invitando anche ospiti internazionali come Maryl Nass, medico internista di Boston, (sospesa per aver prescritto idrossiclorochina ai malati  di Covid) esperta di bioterrorismo e di pandemie. La Nass ha creato il sito Door of Freedom per informare e condividere i documenti.

È stata a Belluno settimana scorsa all’incontro promosso da Contiamoci e dalla stessa CMSi.

Fra i relatori i medici Filippo Dal Molin, radiologo e Alberto Donzelli, specialista in Igiene, presidente della Fondazione Allineare Società e Salute e coordinatore della CMSi.

Il prossimo si terrà a Genova e vedrà anche la partecipazione di Alberto Contri, esperto di comunicazione.

Una riflessione: le votazioni europee saranno a giugno perciò sarà più facile per noi elettori “premiare” quei candidati che si saranno pronunciati  sul tema. Insomma, chi chiede il nostro voto per entrare al parlamento europeo, e sarà chiamato a votare  gli emendamenti nei prossimi mesi, deve assicurarci almeno la tutela degli italiani. E una pandemia X senza obblighi e lockdown.

 

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