Due studiosi della Children’s Health Defence hanno appena testimoniato in Senato. Brian Hooker, PhD, è il direttore scientifico della onlus che dal 2007 si occupa della tutela dei minori, Mary Holland ne è presidente ed è una giurista: entrambi hanno seguito i lavori della Commissione d’inchiesta sulla pandemia promossa dal Congresso americano (conclusasi il 4 dicembre 2024).

Qui potete ascoltare i loro interventi alla Commissione italiana presieduta dal senatore Marco Lisei (FdI).

Grazie all’apporto che alcuni studiosi italiani hanno sempre dato a questo blog – da Stefano Petti a Paolo Bellavite, da Alberto Donzelli a Fabio Franchi da Dario Giacomini a Eugenio Serravalle – ho osservato che alcuni aspetti cruciali evidenziati alla Commissione Usa erano già stati da noi sollevati al momento opportuno.

Ora, dopo sei anni e una commissione d’inchiesta, il Congresso Americano le ha ribadite per iscritto: il Paese che per primo ha diramato le regole anti pandemia ai Paesi Occidentali, la patria principe dell’OMS, dell’Fda, di Anthony Fauci (dimessosi per troppe critiche nell’estate 2022) sta facendo autocritica. E noi?

Pensiamo solo che, dei due deputati dell’opposizione presenti agli interventi di Hooker e Holland (e dunque davanti alle conclusioni cui sono giunti gli Usa), la prima ha abbandonato l’aula, il secondo ha accampato scuse per non ascoltare.

Non mi dilungherò sulle relazioni – e reazioni –  che voi potete ascoltare per intero e con traduzione. Facciamo però alcune considerazioni.

Hooker e Holland hanno presentato al nostro Parlamento studi sottoposti a revisione paritaria contenenti dati ufficiali e testimonianze.

Sui lockdown

La Commissione d’inchiesta statunitense ha concluso che i lockdown hanno causato danni inutili, non solo all’economia e ai diritti fondamentali, ma anche alla salute fisica e mentale, all’istruzione e allo sviluppo infantile.

“Oltre 160.000 aziende hanno chiuso, il 60% delle quali in modo permanente, e i tassi di disoccupazione sono saliti a livelli paragonabili a quelli della Grande Depressione” ha detto Hooker.

Gravi le conseguenze per la salute mentale degli americani, per bambini e ragazzi; impatti sulla salute fisica derivanti da cure ritardate e servizi interrotti, fatti, ainoi, evidenti anche in Italia.

Smentita l’affermazione secondo cui i lockdown abbiano ridotto la mortalità.

I dati  (2020 rispetto al periodo di riferimento 2015-2019) sono stati estrapolati da Our World in Data.

“Non c’è un’analisi che correli i lockdown più rigidi a una minore mortalità totale. Al contrario, in ogni combinazione – globale, Europa più Stati Uniti, per livello di reddito, dimensione della popolazione, densità di popolazione o densità di cittadini anziani – la mortalità in eccesso è rimasta invariata o è aumentata da modestamente a moderatamente” ha aggiunto.

Le chiusure e i confinamenti non hanno salvato vite umane. “In Italia, l’Istat ha registrato decine di migliaia di decessi in eccesso non correlati al Covid a fronte di un forte aumento delle emergenze psichiatriche pediatriche, dei tentativi di suicidio e dei disturbi alimentari. Il costo umano, soprattutto per i bambini e le persone vulnerabili, impone che lo riconosciamo ora, affinché le future emergenze vengano gestite con proporzionalità e nel rispetto dei diritti costituzionali.”

Sulle vaccinazioni

Pensare che un farmaco, specie se nuovo e non sperimentato, non provochi mai e su nessuna persona un evento avverso è pari all’ingenuità di chi crede esistano elfi. Eppure è questa l’informazione che abbiamo ricevuto, in Italia e in gran parte dei Paesi occidentali.

I relatori hanno documentato che la sorveglianza passiva degli eventi avversi, ossia la raccolta delle segnalazioni che arrivano dalle persone che hanno ricevuto la vaccinazione, è stata “catastroficamente inadeguata”.

“Le reazioni sospette sono state sottostimate circa 1.000 volte rispetto alla sorveglianza attiva usata negli studi di registrazione. Persino eventi gravi come la miocardite (diagnosticata secondo i criteri di Brighton) sono stati sottostimati di oltre tre ordini di grandezza. Quando viene segnalato un evento avverso grave, l’algoritmo ufficiale di causalità dell’OMS applica criteri così rigidi da declassare o escludere ulteriormente molti casi probabili correlati al vaccino, portando a una grave sottostima del danno”.

Non entro ora nel merito dei bias, le distorsioni cognitive presupposte dagli studiosi che hanno fatto credere che le vaccinazioni abbiano contribuito a ridurre la mortalità a medio e lungo termine. Con la correzione dei bias emerge il contrario, ma ci torneremo.

 

L’oracolo di Delfi

Si narra che nell’antica Grecia la sacerdotessa Pizia trasmettesse i vaticini del dio Apollo: quei responsi, veri o falsi, o entrambi, hanno poi condizionato la vita politica e le guerre del momento storico.

Il vate dei giorni nostri è Bill Gates e se fossi un senatore della Commissione anti Covid non esiterei a chiamarlo. Ricordiamo che il nostro precedente governo ha “donato” 250 milioni alla fondazione Gavi che si occupa di estendere il numero dei bambini vaccinati nel mondo, (il sostegno è per gli anni 2026-30) e che la fondazione Gates fa parte di Gavi (questo per dire che non dovrebbe essere difficile chiamare il miliardario a testimoniare in parlamento).

Gates potrebbe rispondere a tante domande rimaste sospese, di chi ha perso familiari e amici per le non cure di quel periodo, di chi è stato sospeso dal lavoro, di chi si è gravemente ammalato dopo le vaccinazioni anti Covid.

Perché Gates? Perché il 18 ottobre 2019 ha raccontato al mondo di sapere cosa sarebbe successo a partire dal 2020. Dall’esercitazione 201 – una simulazione di alto livello su come gestire la pandemia – svoltasi al Johns Hopkins Center for Health Security di New York, in collaborazione con il World Economic Forum e la Bill and Melinda Gates Foundation, si comprendono tanti aspetti del… futuro.

Leggiamo:

“La prossima grave pandemia non solo causerà un elevato numero di malattie e perdite di vite umane, ma potrebbe anche innescare importanti ripercussioni economiche e sociali a cascata, con un impatto e una sofferenza globali considerevoli”.

L’esercitazione fu anticipata nel 2018 dalla Shattuck Lecture scritta dallo stesso Gates e pubblicata poi sul New England Journal of Medicine.

Leggiamo: “Tuttavia, la prossima minaccia potrebbe non essere affatto l’influenza. Potrebbe trattarsi di un agente patogeno sconosciuto che osserviamo per la prima volta durante un’epidemia, come è accaduto con la SARS (sindrome respiratoria acuta grave), la MERS (sindrome respiratoria mediorientale) e altre malattie infettive scoperte di recente”.

Bisogna aver doti di preveggenza a ipotizzare che la pandemia tanto attesa (sulla carta) non sarebbe stata provocata da un virus ma da un coronavirus.

Come poteva Gates immaginarlo con quella precisione nel 2018?

Per la serie: creo il problema e poi dò la soluzione…

Andiamo avanti: “Se riusciremo a imparare a utilizzare efficacemente l’RNA o la terapia genica, potremmo non aver bisogno di produrre gli anticorpi in laboratorio. In alternativa, nuovi metodi di terapia genica potrebbero consentire alle nostre stesse cellule di produrre direttamente questi anticorpi. Questi approcci sono promettenti perché la protezione si manifesta letteralmente entro poche ore dall’iniezione degli anticorpi nel braccio”.

Nell’evento 201 del 2019 è anche descritto lo scenario: “L’Evento 201 simula un’epidemia di un nuovo coronavirus zoonotico trasmesso dai pipistrelli ai maiali e poi all’uomo, che alla fine diventa facilmente trasmissibile da persona a persona, portando a una grave pandemia. L’agente patogeno e la malattia che provoca sono modellati in gran parte sulla SARS, ma è più trasmissibile in ambito comunitario da persone con sintomi lievi”.

Alla prova dei fatti il maiale è stato sostituito da un laboratorio a Wuhan, ma la storia del pipistrello è stata l’ipotesi principale per lungo tempo.

Il punto 4 del documento spiega che i governi dovranno “ovviamente” essere in grado di rifornire i Paesi di vaccini in grandi quantità e, “in caso di necessità” ci sono Oms, Cepi e Gavi”, ma “ dovrebbero essere effettuati investimenti in nuove tecnologie e approcci industriali che consentano una produzione distribuita simultanea (è questo il motivo della donazione italiana di 250milioni fatta dal precedente governo?)”. Infine: ciò richiederà, tra le altre cose, di affrontare gli ostacoli legali e normativi”.

Però il problema siamo noi 

Qui il punto 7 del documento per intero (nel 2019 Gates aveva previsto anche il movimento della contro-informazione).

“Prima della prossima pandemia, i governi e il settore privato dovrebbero dare maggiore priorità allo sviluppo di metodi per contrastare la disinformazione e le notizie false. I governi dovranno collaborare con le aziende dei media tradizionali e dei social media per ricercare e sviluppare approcci agili per contrastare la disinformazione. Ciò richiederà la capacità di diffondere rapidamente informazioni accurate e coerenti sui media. Le autorità sanitarie pubbliche dovrebbero collaborare con i datori di lavoro privati ​​e con leader comunitari di fiducia, come i leader religiosi, per diffondere informazioni veritiere a dipendenti e cittadini. I datori di lavoro del settore privato, affidabili e influenti, dovrebbero creare la capacità di potenziare in modo rapido e affidabile i messaggi pubblici, gestire voci e disinformazione e amplificare le informazioni credibili a supporto delle comunicazioni pubbliche in situazioni di emergenza. Le agenzie sanitarie pubbliche nazionali dovrebbero lavorare a stretto contatto con l’OMS per creare la capacità di sviluppare e diffondere rapidamente messaggi sanitari coerenti. Da parte loro, le aziende mediatiche dovrebbero impegnarsi a garantire che i messaggi autorevoli siano prioritari e che i messaggi falsi vengano soppressi, anche attraverso l’uso della tecnologia”.

Sempre made in Gates, ma del 2026,  è il “videogames contro il dubbio” da distribuire ai bambini per non farli cadere nella tentazione della falsa informazione sui vaccini. Cliccate qui.

Speriamo così di aver persuaso la Commissione Covid a chiamare Bill Gates a testimoniare. In veste di oracolo o orchestratore, non sembra ci sia differenza.

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