14Nov 13
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Dopo averlo difeso più volte, aiutandolo a vincere le ultime elezioni, ora Bill Clinton critica duramente Obama. Lo fa toccando un nervo scoperto del presidente, la riforma della sanità, con la famosa piattaforma online, HealthCare.gov, che ancora non funziona come dovrebbe, creando non poco imbarazzo alla Casa Bianca. Non vuol sentire scuse, Clinton, sui problemi tecnici e manda un messaggio chiaro a Obama: devi mantenere la tua parola anche a costo di modificare l’Obamacare. A cosa si riferisce? Alla promessa, fatta dal presidente, per cui gli americani che già possiedomo un’assicurazione sanitaria la potranno mantenere. C’è però un problema: proprio […]
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09Nov 13
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Si è parlato molto, in Italia, della vittoria di Bill De Blasio a New York. Ma c’è un altro risultato elettorale molto importante in America: la conferma di Chris Christie nella carica di governatore del New Jersey, uno stato tradizionalmente blu (cioè democratico). Cinquantuno anni, avvocato, anche lui di origini italiane (tramite la madre), accetta qualsiasi critica – anche sul suo peso – tranne una: non gli dite mai che è un Rino (Republican in name only– repubblicano solo di nome), potrebbe arrabbiarsi molto. Si considera e si comporta come un repubblicano moderato. E’ un tipo pgragmatico che non ama […]
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06Nov 13
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Un po’ di numeri possono servire a capire meglio cos’è New York: con 8,4 milioni di abitanti (il 37,2% dei quali nati da genitori stranieri) è la città più popolosa degli Stati Uniti. La Grande mela non è solo Manhattan, la lunga e stretta striscia di terra che si estende tra il fiume Hudson e l’East River. Comprende anche altri distretti (borough): Bronx, Queens, Brooklyn e Staten Island. Ed è anche grazie a questi che ha vinto Bill De Blasio, il 52enne italo-americano che, con il 73% dei consensi, ha stracciato il rivale repubblicano Joseph J. Lhota. La vittoria a […]
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02Nov 13
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Solo il 42% degli americani dichiara di apprezzare l’operato del presidente, cinque punti in meno rispetto a un mese fa. Il 51%, invece, afferma di disapprovarlo. Il sondaggio Nbc/Wall Street Journal è impietoso per Barack Obama, che sconta vari problemi: la grande incertezza sulla crisi siriana, lo scontro durissimo sullo shutdown, le polemiche sulle intercettazioni (Nsagate), con decine e decine di leader mondiali finiti sotto controllo (oltre a milioni di computer e telefoni) e l’incredibile flop del sito internet Healthcare.gov, che avrebbe dovuto iniziare a fornire offerte alternative agli americani non coperti da assicurazioni sanitaria. Tutti questi elementi negativi hanno […]
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25Ott 13
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Secondo le rivelazioni del Guardian gli Usa controllavano le telefonate di almeno 35 leader stranieri e di migliaia di cittadini in Europa e nel resto del mondo. L’Europa si sente tradita. Esplode la rabbia di Angela Merkel e, con diversa intensità, degli altri leader europei. Dal Consiglio europeo di Bruxelles i capi di governo del Vecchio Continente avvertono Washington che “una mancanza di fiducia rischia di pregiudicare la lotta al terrorismo”. Francia e Germania hanno chiesto colloqui con gli Usa per arrivare a “un’intesa” per un codice di buona condotta sullo spionaggio. Tutti si scandalizzano (o fanno finta di scandalizzarsi). […]
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21Ott 13
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In America c’è chi non ha preso bene la decisione del partito repubblicano di interrompere la battaglia su shutdown e default. Alcuni parlamentari vicini ai Tea Party hanno deciso di chiudere i rubinetti e non dare più un soldo al Grand Old Party. Secondo i dati della commissione elettorale federale, consultati da Politico.com, non hanno versato soldi almeno otto dei più accesi sostenitori dello shutdown – come Justin Amash, eletto nel Michigan – mentre altri hanno versato poco o niente. Un segno della loro volutamente marcata distanza rispetto all’establishment tradizionale del partito. Una brutta tegola a circa un anno dalle […]
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17Ott 13
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La crisi dello shutdown e lo scontro sul tetto debito “hanno provocato danni non necessari” all’America. Ora è tempo di cambiare pagina, democratici e repubblicani devono saper lavorare assieme per trovare punti d’intesa. È il messaggio che il presidente americano Barack Obama lancia all’indomani dell’accordo in extremis che ha riaperto il governo ed evitato il default. Il presidente ringrazia i parlamentari democratici e i “repubblicani responsabili” che hanno permesso l’accordo, ma sottolinea che “non ci sono vincitori”, perché le “ultime settimane hanno inflitto danni non necessari alla nostra economia” e le “minacce” di un nuovo shutdown e di un nuovo […]
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17Ott 13
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Alla fine il salvataggio è arrivato: il Congresso degli Stati Uniti ha varato un provvedimento d’emergenza che garantisce la riapertura dello Stato federale e innalza il limite di 16mila miliardi di dollari al debito pubblico dello Stato. L’accordo, raggiunto al Senato fra il leader della maggioranza democratica Harry Reid e quello della minoranza repubblicana, Mitch McConnell, ha posto fine a uno stallo che durava da settimane. Poche ore dopo, la maggioranza repubblicana alla Camera ha capitolato, garantendo l’approvazione del provvedimento e il suo invio al presidente per la ratifica. Il “Washington Post” sottolinea che gli Usa hanno ottenuto una mera […]
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16Ott 13
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Democratici e repubblicani hanno trovato il modo per superare lo shutdown ed evitare il default dello Stato: “Abbiamo raggiunto il compromesso per alzare il tetto del debito e riaprire il governo”, ha detto in aula Harry Reid, leader della maggioranza democratica in Senato. Il superamento dello stallo viene confermato anche dall’intenzione, da parte del senatore Ted Cruz (nella foto), uno dei falchi dei Tea Party, di non andare avanti con manovre ostruzionistiche per far saltare l’intesa. L’accordo prevede la riapertura dello Stato federale sino al 15 gennaio e l’innalzamento del debito sino al 7 febbraio. Previste anche alcune modifiche fiscali […]
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15Ott 13
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La Casa Bianca riconosce che ci sono stati dei progressi sullo sblocco dello shutdown e l’innalzamento del tetto del debito, ma siamo ben lontani dall’accordo. A complicare le cose sono le nuovi condizioni poste dalla maggioranza repubblicana alla Camera, che per superare lo stallo fiscale di fatto ha chiesto il rinvio dell’entrata in vigore della riforma sanitaria (Obamacare). Condizione difficilmente accettabile da parte di Obama. Il presidente è pronto a trattare, ma solo dopo l’approvazione delle legge sul budget e l’innalzamento del tetto al debito. D’altro canto, come anticipa la Cnn, la nuova proposta dei repubblicani non ha nemmeno i voti […]
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