Gira la ruota Matteo

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Riuscire a prevedere quanto possa raccogliere un partito che non esisteva il giorno prima è da sempre un compito arduo all’interno dell’arduo compito di fare delle stime elettorali realistiche. Tuttavia l’uscita della truppa capitanata da Matteo Renzi dalla casa del PD, impone a tutti i principali “sondaggiari” di esprimere un’opinione. Quindi quest’oggi si trovano stime che oscillano tra il 3% e l’8%. Secondo il sottoscritto siamo alla metà della soglia inferiore se non di meno, ma non per partito preso, ma proprio perchè di partito e di dirigenti non si sa ancora nulla. E allora va bene essere “fedeli” ad […]

  

Sondaggio umano est

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La crisi del Governo punta i riflettori sui sondaggi che cercano di intuire al intenzioni di voto degli italiani. Chi lavora in questo settore sa (e se dice di non sapere… mente) che in agosto gli istituti di ricerca tendono a non effettuare interviste, tanto meno per sondare gli umori elettorali. E non ci vuole un genio per capire il perchè: in agosto l’Italia si “ferma” e va in vacanza. Chi lo fa fisicamente e chi solo mentalmente, ma tra caldo, turisti che invadono lo stivale e programmazione di eventi di vario tipo, l’italiano medio (sempre che esista questa figura […]

  

Di Mai o DiBatti sta batosta

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I giochi di parole non sono il mio forte, ma i risultati delle elezioni europee 2019 potrebbero essere riassunti così dalle parti dei pentastellati. È probabilmente la prima vera grande sconfitta elettorale che viene registrata dal movimento che fu concepito da Grillo/Casaleggio per scalzare la “vecchia” politica. E allora c’è da chiedersi se nel vertice del M5S può reggere la giustificazione dell’astensionismo al Sud (che non è “colpa” degli altri partiti) oppure si pensa seriamente al fallimento (temporaneo) del leader di questi mesi (dalle primarie interne in poi). In molti hanno visto il passo laterale di Di Battista come un […]

  

Lezioni di stile da Zuckerberg? No, grazie

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La proprietà di whatsapp, che altro non è che il Mark Zuckerberg di Facebook, ha diffuso una mail a dir poco irritante su “Come usare WhatsApp in modo responsabile” con particolare riferimento alle Elezioni Europee. Si tratta di una sorta di decalogo che con uno stile paternalistico invita gli utenti a riflettere su quello che “trasmettono” ai propri contatti. Qualcuno ha voluto vedere in questa operazione una sensibilizzazione verso il fenomeno delle Fake News. Altri hanno ravvisato la totale inutilità di questo messaggio dato che i produttori di Fake News devono essere individuati e colpiti nell’inizio della diffusione e non […]

  

Voto a sopresa per le Europee 2019

Circolano molti sondaggi che tentano di prevedere il voto delle imminenti Elezioni Europee, che da sempre in Italia, hanno rappresentato un test anche per chi governa il Belpaese. Come non ricordare lo sfondamento del 40% da parte del PD targato Renzi di cinque anni fa? Renzi chi? Potrebbe dire qualcuno alla vigilia di questo rinnovo del parlamento europeo… Tuttavia le stime fin qui viste scontano un fenomeno noto e di sempre più difficile perscrutabilità: l’indecisione pre-voto e soprattutto la dimensione dell’astensionismo. Dando un’occhiata ad alcuni dati raccolti ed elaborati da Demos, l’istituto di sondaggi elettorali che fa capo al prof. […]

  

Renxit milionario per PD

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Gira tra gli addetti ai lavori un’ipotesi che riguarderebbe un nuovo assetto del PD futuro. Che impatto avrebbe la Renxit sui consensi elettorali del secondo partito che nelle recenti elezioni di marzo ha raccolto poco più di 6 milioni di voti alla Camera (6.134.727 ) e poco meno al Senato (5.769.955). E soprattutto ne ha persi 2.613.891 rispetto alle precedenti politiche quando alla guida sedeva Pierluigi Bersani. Una parte della base (nelle sezioni di antica memoria) non fa più mistero del fatto che spiegare la débâcle con l’uscita della fronda interna verso LeU (proprio Bersani con alcuni altri esponenti di punta), […]

  

Un leader “Vergine” a Palazzo Chigi

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Nel 2018 l’Italia sarà presumibilmente guidata da un nuovo leader espressione del voto delle imminenti Elezioni Politiche. Tuttavia esistono anche le condizioni perchè le elezioni restituiscano un’ingovernabilità che costringerà il paese a rivotare per trovare una soluzione che assicuri una maggioranza. Tra le proposte di leadership (che peraltro per l’attuale sistema elettorale sono “virtuali” rispetto al voto espresso nell’urna) va considerato un aspetto importante: l’essere stati già primo ministro in Italia porta con sé un marchio di fabbrica nel consenso. Sebbene sia un tratto comune nelle società occidentali, la differenza nella fiducia verso un primo ministro tende a decadere in […]

  

Punti di (s)vista referendari

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Le analisi del voto al Referendum si susseguono e dicono tutto e il contrario di tutto. Come accade ovunque, e ancor di più quando l’appartenenza politica e/o ideologica la fa da padrone rispetto ad una competizione elettorale. In questo caso specifico forse ancor di più, sia per la rilevanza mediatica che nel Belpaese ha ossessionato la campagna elettorale, sia per la caratteristica dell’espressione del voto: una scelta dicotomica rispetto a una riforma complessa e multitematica. In alcuni studi qualitativi condotti in questi mesi è emersa un’interpretazione via via differente da parte degli elettori: in primo luogo la rilevanza di alcuni […]

  

il cimitero e l’apnea

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Ad una settimana dall’esito del Referendum Costituzionale inizia l’apnea da parte di entrambi gli schieramenti. Dopo risse, insulti e contrapposizioni di ogni sorta si lancia lo sprint senza concedersi il lusso di respirare. Ed in campo stanno scendendo, come ampiamente previsto, anche attori che sembrano dei marziani (o forse a mal pensare dei portatori di interessi mal celati). L’ultimo in ordine di tempo è stato il Financial Times che gufa sul probabile fallimento di ben 8 banche italiane nel caso di vittoria del No. Come se l’equazione “espressione del voto popolare” = “guai ai vincitori” pendesse da una sola parte. […]

  

Il futuro in mano a chi non hai scelto

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I Millennials Statunitensi hanno scelto, secondo le analisi post voto, in maggioranza il candidato sconfitto, ovvero H. Clinton. Se nelle elezioni precedenti che avevano portato e confermato B. Obama alla presidenza il loro voto era stato decisivo per l’elezione, per la Clinton le percentuali sono scese di quel tanto da non risultare più un fattore così d’impatto: era il 60% per Obama, è stato il 54% per la Clinton. I prossimi quattro anni (o otto in caso di rielezione) vedranno quindi il nuovo presidente alle prese con lo sviluppo di politiche che nel suo programma prevedono una marcata discontinuità con […]

  

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