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05Feb 26
Come un “Rocco” in Tangenziale
Oggi narro un piccolo dramma privato. Poi potremo tornare a discutere del “trauma” di Salvini, del “tradimento” di Vannacci e della “perfidia” di Luca Zaia, che così commenta lo spazio concesso all’ex generale nella Lega: «Salvini ha dimostrato di essere inclusivo e corretto».
Quando esco di casa, il mio cane Rocco sa sempre esattamente dove sto andando. Lo capisce dagli oggetti che porto con me, dalle azioni che compio, dalle attenzioni che dedico al suo benessere: i croccantini nella ciotola, l’acqua fresca.
Ieri non so cosa gli sia passato per la testa, ma quando sono partito per Torino (che dista un’ottantina di chilometri) ha deciso di seguirmi. A quattro zampe. Sotto la pioggia battente.
In passato, quando scappava dal giardino, non si era mai avventurato su strade troppo trafficate. Ieri invece, per un motivo per me imperscrutabile, ha percorso tutti e quattro i chilometri che separano il cocuzzolo della collina dalla tangenziale. Poi l’ha imboccata. Per pura fortuna, prima che combinasse disastri, è stato intercettato dal personale addetto alla sicurezza autostradale.
Nelle ore successive ho avuto l’ennesima conferma di quanto spesso la vita dei nostri animali diventi un veicolo di umanità che, per il resto, fatica a emergere in questa società di narcisi.
Da una telefonata al canile di Asti sono risalito a una serie di pagine Facebook, con decine di condivisioni, che segnalavano la presenza di un cane da caccia nero focato «che correva in tangenziale all’altezza di Isola… se qualcuno lo riconosce».
Certo che lo riconosco. È Rocco, cazzo.
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