Ndò cojo, cojo

Ho letto sul Corriere della Sera un articolo di Federico Rampini, ma c’è qualcosa che non mi torna. Ho il dubbio di trovarmi davanti a due personalità distinte: Rampini e GianRampini. Nel suo articolo del 27 Settembre, Rampini sottolinea come la Cina di Xi Jinping voglia esser percepita pacifista, ma allo stesso tempo alimenti i conflitti in Ucraina e Iran. In questa versione del suo pensiero, alla Cina non serve una vittoria iraniana, ma fornisce armi all’Iran per logorare l’America. Eppure, in un articolo dell’1 Marzo 2026, il suo alter ego GianRampini aveva ricordato che la Cina acquistava sia petrolio […]

  

L’Ucraina e il suo Coso

E’ un guaio quando una donna prende per oro colato il complimento di un uomo a cui non si è mai concessa. Un giorno l’ascolto decantare una qualità celestiale del proprio carattere che mi era sempre sfuggita. «E questa da dove arriva?», chiedo. Risposta: «Me l’ha detto Coso». Nella geopolitica europea, Coso è l’Occidente che dalla fine della guerra fredda corteggia l’Ucraina non perchè ne sia veramente innamorato, ma per dare fastidio all’orso russo che accampa pretese su di lei. Ascoltare lo storico Timothy Snyder parlare di Ucraina è un’esperienza conturbante (qui). Le mitiche Amazzoni erano le donne guerriere degli […]

  

L’ultimo piolo

Qualcuno consigliò di diffidare dei boomer di una certa età che parlano di intelligenza artificiale, quindi prometto di esprimere in questo articolo solo l’opinione di persone molto più giovani di me e che ne sanno. Io non ci metto becco, tranne nell’ultimo paragrafo. Ho ascoltato l’avvincente intervista di Tucker Carlson a Nate Soares (qui) e poi mi sono divorato il suo libro (qui) scritto insieme a Eliezer Yudkowsky. Il libro tratta del pericolo mortale che corre l’umanità se l’intelligenza artificiale (AI) si trasforma in superintelligenza (ASI) molto superiore a qualsiasi essere umano. La corsa alla superintelligenza è come arrampicarsi al buio […]

  

L’effetto di una farfalla del 2015

Quattro mesi fa avevo proposto nei commenti di questo blog un’interpretazione forse azzardata: una brutta figura rimediata dalla cancelliera Angela Merkel nell’estate 2015 (qui) influì in maniera decisiva sulla sua decisione, poche settimane più tardi, di aprire le frontiere ai migranti siriani. Non avevo trovato altrove questo collegamento. Ora, Romano Ferrari Zumbini su Limes segue lo stesso filo del Gomitolo. In un video della rivista (qui), lo storico rievoca la gaffe televisiva del Luglio 2015, quando l’allora capa del governo fece piangere una profuga palestinese, stroncando le sue speranze di restare in Germania. Merkel fu duramente criticata. A fine Agosto […]

  

Anguria geopolitica

I primi di Agosto ho scoperto che all’Esselunga tre tranci di anguria da pochi etti costavano quasi come l’anguria tutta intera. Oltre una certa quantità l’anguria perde valore: si paga il trancio non perchè contiene più anguria, ma perchè ne contiene meno. Voglio pensare che dietro la scelta ci sia stata una tempesta di cervelli, anche perchè non esiste un prodotto analogo. Sarebbe complicato portarsi a casa una forma di parmigiano, ma non costerà mai come una vaschetta da pochi etti. In quella tempesta paradossale di cervelli c’è finito un po’ di tutto. Età mediana italiana a cinquant’anni. Schiene stanche […]

  

I globuli rossi e la zona grigia del corteggiamento

Nel libro “Un colpevole quasi perfetto”, Pascal Bruckner descrive le lame rotanti della cultura woke applicate all’amore e al corteggiamento. Nell’ultimo decennio del secolo scorso, la liberalizzazione sessuale degli anni Sessanta ha cominciato a sviluppare una sua «complessità giuridica», scrive Bruckner. Tutto cominciò al college Antioch in Ohio: in seguito alle molte cause legali di presunte violenze sessuali, per evitare di perdere i finanziamenti fu inventata una specie di avvocato-virtuale-portatile-sempre-appresso, denominato “affirmative consent”: una fitta trama di domande e risposte articolate prima e durante ogni rapporto sessuale tra studenti fu inizialmente consigliata, e poi diventò la norma. L’amore da quel […]

  

La ragione appisolata

In un precedente articolo avevo già citato una frase labirinto trovata in un libro, e a leggerla mi viene ancora il mal di testa: «È raro che sia sveglia quando Danny sta ancora dormendo». E’ evidente che qualcosa si è perso nella traduzione dall’inglese. Qualcuno l’ha definita una frase “grammaticalmente semplicissima ma cognitivamente costosa”. Rigirarsela nel cervello ogni tanto serve per stimolare sinapsi pigre. Eppure in questi ultimi tempi questo genere di scioglilingua mentale si presenta quasi quotidianamente sui nostri giornali. Il 14 Ottobre 2024 mi ero segnato una frase di Pierluigi Battista sul Corriere della Sera, a proposito dell’attacco […]

  

L’uomo senza nome

Andy Warhol, dopo un’apparizione in TV, aveva calcolato il tempo della fama in base al riconoscimento delle persone per strada: «La televisione ti rende famoso per un giorno, poi svanisce» (1). Se invece vieni ucciso e fatto a pezzi nel consolato del tuo Paese, otto anni potrebbero essere il tempo giusto perchè si cominci a citare l’omicidio senza più nominare te. E’ successo sul Financial Times del 10 Agosto, quando Abigail Hauslohner ha citato «l’omicidio, nel 2018, di un importante giornalista da parte di agenti sauditi», senza nominare lui. Il 2 Ottobre 2018, le intercettazioni dei servizi turchi registrarono l’omicidio […]

  

Non era Pedro

La pagina 11 del Corriere della Sera del 6 Agosto è dedicata ai migranti di Ceuta. Nel taglio basso compare questa impaginazione: Titolo virgolettato: «Matrice geopolitica, ma è ingiusto rifiutarli Anche noi siamo stati una terra di migranti». Sottotitolo: Sánchez: «In Europa necessari gli stranieri». La maggior parte dei lettori si ferma lì, e deduce che si tratti del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez. Solo chi legge tutto l’articolo si accorge che non è lui, ma Clara Sánchez. Il 22 Settembre uscirà in Italia il suo nuovo romanzo “La stanza delle verità”. Il Corriere si è portato avanti. Provo a […]

  

Bianconiglio nero su sfondo nero

Sono rimasto colpito da un articolo di Janan Ganesh sul Financial Times di qualche giorno fa: «Una nazione trae beneficio, se non dalla guerra in sé, quantomeno dal trovarsi sul piede di guerra. Non c’è nulla come una minaccia esterna comune per unire i cittadini» (qui). C’è qualcuno nell’Europa occidentale che creda a un nemico esterno che dopo quattro anni non è nemmeno riuscito a prendersi tutto il Donbas? Non siamo più gli europei carne da cannone della prima guerra mondiale. Spesso il popolino ne sa di più dei presunti maîtres à penser. Un lettore qualsiasi può perfino ricordare che […]

  

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