La materia grigia del pesce rosso

All’inizio della guerra noi Occidentali illuminati ci eravamo raccontati che non fosse il caso di chiudere Vladimir Putin in un angolo, come lui aveva fatto in gioventù con il topo che poi gli era saltato in testa. Ora a che punto siamo? Esattamente lì. Il mare che si ritira con grande risucchio da una spiaggia indonesiana può significare che è in arrivo uno tsunami, e sarebbe il caso di mettersi in salvo sulla collina. Similmente, le truppe russe in Ucraina stanno ritirandosi, e noi Occidentali è come se fossimo fermi in spiaggia a scrutare l’orizzonte prima dell’onda anomala. La collina […]

  

Ridi, pagliaccio!

C’è un simbolismo perverso tra l’assassinio di Shinzo Abe e la contemporanea fine dell’allegra politica monetaria mondiale. Nei 12 anni tra il 2008 e il 2020, la Federal Reserve americana ha creato dal nulla l’equivalente di 600 anni di moneta rispetto agli standard del secolo precedente, ma anche l’ex premier giapponese è stato un importante interprete di quel tipo di politica monetaria, tanto che solo per lui fu coniato un termine: Abenomics. Non è stata l’oceanica liquidità mondiale a provocare l’attuale inflazione (in Giappone l’inflazione per ora è sotto controllo, con e senza Abenomics), ma quella politica di “kick the […]

  

A che punto è la donna?

Su un volo di linea New York Londra, due persone adulte bevono qualche bicchiere di Champagne, e poi decidono di avere un rapporto sessuale. Prima di arrivare a destinazione, lei si pente e denuncia di essere stata stuprata. Dopo l’atterraggio l’uomo trova la polizia ad arrestarlo. In Puglia una donna è ospite nella stanza di albergo di un noto regista, ma quando lui dopo tre giorni la riaccompagna all’aeroporto, lei lo denuncia per stupro. Il regista ora è agli arresti domiciliari, mentre la notizia della sua eventuale assoluzione comparirà in un trafiletto a pagina 35 dei giornali del 2032. Nel […]

  

Donne che odiano le donne

In un’intervista del 2004, il maestro di scacchi Bruce Pandolfini descriveva la diversità tra maschi e femmine nella sua esperienza didattica: «Fino ai 6 anni non c’é differenza di potenziale tra un bambino e una bambina, ma a 6 anni succede qualcosa: il bambino si chiede che cosa può attaccare, mentre la bambina é portata a chiedersi che cosa deve difendere. Non so se questo sia un tratto biologico o culturale». Se continuiamo a seguire il modello Grande Morbo del politicamente corretto, questa preziosa testimonianza in futuro non potrà più essere raccontata, perchè sta diventando inopportuno basare una tesi sulla […]

  

Anatomia del complottista

Mentre il taxi mi porta a destinazione, ascolto con un orecchio la geopolitica del tassista. Condivido abbastanza il suo punto di vista, ma quando siamo quasi arrivati, mi accorgo che il “dittatore” contro il quale ha inveito per tredici minuti non è Putin, ma Draghi. Per educazione, per ipocrisia e per una sorta di timore reverenziale nei confronti del tassametro, non lo mando a stendere. Il paradosso della democrazia equiparata alla dittatura affascina persone di tutte le estrazioni sociali, livello di consapevolezza e intelligenza, non solo gli acchiappa-garbugli che attingono il loro “sapere” su siti complottisti-uno-punto-zero. C’è un movimento di […]

  

Guerra in Ucraina: la saggezza grezza del Kasalingo di Voghera

Non ci rendiamo conto di quanto sia nocivo che il capo di stato di un Paese in guerra venga elevato a Grande Fratello, proiettandolo in formato gigante dentro parlamenti democratici che avrebbero il dovere di deliberare con la testa, non col quore. Per spezzare questo incantesimo, insieme a Volodymyr Zelensky bisognerebbe invitare anche il Kasalingo di Voghera, non necessariamente originario di quella città, quella regione, o anche questo Stato. Le democrazie occidentali sono così fiere delle loro élite: la cultura, cinque lauree ciascuno, sette lingue parlate, ma incapaci a volte di raccontare la verità più semplice, proprio perchè banale. Chi […]

  

Una confederazione europea nella Nato

Criticare la Nato con persone che si sono formate durante la guerra fredda, è come strappare via la coperta di Linus. Una guerra polarizza come una calamìta: poli positivi di qua, negativi di là. Chi cerca di mantenere una posizione equilibrata diventa il vero estremista, se osservato da uno dei due schieramenti. Sulla carta stampata e su un blog è più facile fare a meno del narcisismo che in televisione banalizza tutte le opinioni. Il professor Orsini può anche avere cose intelligenti da dire, ma appena entra nella lavatrice televisiva, il primo a diventare una macchietta è lui. L’esposizione scritta […]

  

Kung Fu Panda

Oggi racconto un piccolo ma significativo evento personale. Dal cocuzzolo della collina dove abito, ieri sono andato in bicicletta in città che dista una decina di chilometri. In una via particolarmente trafficata, un’automobile ha fatto una manovra azzardata, e io l’ho mandata a quel paese. Proprio solo un gesto con la mano. Non il dito, per intenderci. L’auto mi ha sorpassato sgommando, per poi fermarsi poco più avanti. Quando l’ho raggiunta, una bella donna sui trentacinque anni, e imbufalita, mi ha lanciato il guanto di sfida: «Se vuole, scendo!» ha urlato minacciosa con la portiera già aperta. Credo di averla […]

  

Ucraina, siamo ancora qua

Dopo un mese di guerra, gli ucraini resistono, e non si sono liquefatti, segno che i geopolitici nudi e crudi hanno un loro perché a bocce ferme. In tempo di guerra, la geopolitica entra in placche tettoniche che ridisegnano la superficie terrestre. Sia chiaro: su questo argomento ne so quanto voi. Mi esprimo a metafore perché è l’unico modo che ho per spiegare anche a me stesso. Gli unici ucraini che ho frequentato erano saldatori incazzati nel progetto oil & gas dove ho lavorato in Kazakistan. Sul fronte opposto, avevo sposato una russa di terza generazione dai globuli ciano-magenta. Mano […]

  

Ucraina, sanzioni & funambolismo

Le sanzioni contro la Russia adottate dalle democrazie occidentali, compreso il congelamento delle riserve in dollari della banca centrale russa, sono senza precedenti. L’intento è quello di svuotare le casse dell’aggressore, e inceppare in tempi rapidi la macchina della guerra. Nella drammaticità della situazione, è comunque interessante constatare che nessuno ha la più pallida idea se possa funzionare. Come fa notare Robin Hardin (Financial Times, 11 Marzo) nella guerra di Crimea dal 1854 al 1856, perirono centinaia di migliaia di persone, eppure durante il conflitto, il flusso di denaro tra Impero Britannico e Impero Russo non fu mai interrotto. L’aggressione […]

  

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