Kung Fu Panda

Oggi racconto un piccolo ma significativo evento personale. Dal cocuzzolo della collina dove abito, ieri sono andato in bicicletta in città che dista una decina di chilometri. In una via particolarmente trafficata, un’automobile ha fatto una manovra azzardata, e io l’ho mandata a quel paese. Proprio solo un gesto con la mano. Non il dito, per intenderci. L’auto mi ha sorpassato sgommando, per poi fermarsi poco più avanti. Quando l’ho raggiunta, una bella donna sui trentacinque anni, e imbufalita, mi ha lanciato il guanto di sfida: «Se vuole, scendo!» ha urlato minacciosa con la portiera già aperta. Credo di averla […]

  

Ucraina, siamo ancora qua

Dopo un mese di guerra, gli ucraini resistono, e non si sono liquefatti, segno che i geopolitici nudi e crudi hanno un loro perché a bocce ferme. In tempo di guerra, la geopolitica entra in placche tettoniche che ridisegnano la superficie terrestre. Sia chiaro: su questo argomento ne so quanto voi. Mi esprimo a metafore perché è l’unico modo che ho per spiegare anche a me stesso. Gli unici ucraini che ho frequentato erano saldatori incazzati nel progetto oil & gas dove ho lavorato in Kazakistan. Sul fronte opposto, avevo sposato una russa di terza generazione dai globuli ciano-magenta. Mano […]

  

Ucraina, sanzioni & funambolismo

Le sanzioni contro la Russia adottate dalle democrazie occidentali, compreso il congelamento delle riserve in dollari della banca centrale russa, sono senza precedenti. L’intento è quello di svuotare le casse dell’aggressore, e inceppare in tempi rapidi la macchina della guerra. Nella drammaticità della situazione, è comunque interessante constatare che nessuno ha la più pallida idea se possa funzionare. Come fa notare Robin Hardin (Financial Times, 11 Marzo) nella guerra di Crimea dal 1854 al 1856, perirono centinaia di migliaia di persone, eppure durante il conflitto, il flusso di denaro tra Impero Britannico e Impero Russo non fu mai interrotto. L’aggressione […]

  

I Metternich da tastiera

«Un giornale, il giorno dopo, è buono solo per incartare il pesce» diceva Indro Montanelli molto prima che iniziasse l’era digitale. Da anni non è più così. Le parole in rete restano, vincolate da un contratto a tempo indeterminato con la realtà. Con la guerra alle porte, saltano uno dopo l’altro i parametri che fino a poco fa sembravano veri. Erano veri. Le parole usate per un articolo sulla guerra appaiono inappropriate a distanza di ore. Troppo fredde, asettiche, scollegate. Le parole, quando sono sconnesse dalla realtà, diventano viti spanate che stringono, stringono, ma poi si aprono agli antipodi, e […]

  

Ucraina, notizie in bianco o nero

Sui media è cominciata la fase del nero o del bianco, Tinte unite. Bipolari. Non sono ammesse gradazioni intermedie. Se riferito al presente, trovo che sia giusto così: Vladimir Putin ha invaso l’Ucraina e ora è il nemico. Punto. Ma la cultura del bianco o nero è come la cancel culture: è retroattiva. Si estende anche nel passato, e come una nube chimica in balia del vento, brucia tutto quello che incontra, rendendo indistinguibile il passato dal futuro. Le cause di quello che accade in Ucraina non importano più. Poco prima del mio ultimo articolo discutevo con un’amica di come […]

  

Ucraina, terra di confine

Nei primi anni Novanta ho vissuto per qualche tempo a Zlìn, Repubblica Ceca, ospite della tenera babička (nonnina) di uno scultore. Marie Holčíková era nata nel 1919, e ricordava ancora come un incubo il rombo degli aerei militari sovietici che per tutta la notte del 20 Agosto 1968 volavano a bassa quota nei cieli della Moravia, dalla Russia “con amore”. Ho aggiunto io “con amore”, ricordando l’incipit di Jacques e il Suo Padrone, dove Milan Kundera descriveva l’atteggiamento dei soldati russi all’indomani dell’invasione: «Noi amiamo voi Ceki!» disse a un posto di blocco l’ufficiale sovietico all’autore, dopo avergli fatto perquisire […]

  

La politica dei due cuori e una capanna

E’ successo di nuovo. Il 7 Aprile 2021, durante un vertice ad Ankara tra Unione Europea e Turchia, il presidente turco Recep Erdogan, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio Ue Charles Michel, entrarono in un salone con solo due poltrone e una specie di cuccia del cane in disparte. In seguito il video fu sottoposto a una meticolosa analisi Var, dove fu evidenziato lo scatto in avanti di Michel per accaparrarsi la poltrona alla destra di Erdogan. Ulteriori analisi dimostrarono come, sedendosi, Michel si fosse anche sistemato il “pacchetto” sacrificato in un […]

  

Pascal Bruckner, Un Colpevole Quasi Perfetto

Per risollevare entità o persone in disgrazia, talvolta possono intervenire solo personaggi al di sopra di ogni sospetto, e quindi schierati all’opposizione. Fu Richard Nixon, un presidente americano di destra, che nel 1972 aprì le porte alla Cina comunista di Mao Zedong. Vent’anni più tardi toccò a un suo successore di sinistra sdoganare lo stesso Nixon, che nel frattempo era caduto in disgrazia dopo lo scandalo Watergate. L’unico che potè permettersi di restituirgli dignità e autorevolezza fu Bill Clinton, non certo i Repubblicani Ronald Reagan e George Bush sr che durante i loro mandati si tennero sempre il più distanti […]

  

The Babel bubble, la bolla di Babele

In periodi di incertezza, a noi casalinghidivoghera l’Economia appare molto più simile alla meteorologia (stocastica, non deterministica) che a tutte le altre scienze: in fondo le nuvole sono in movimento proprio come l’inflazione e la disoccupazione. Ma quando un meteorologo annuncia che nelle prossime ore potrebbe scatenarsi un uragano, tendiamo a credergli. Quando un economista ci avverte dell’esistenza di una bolla, lo accusiamo di disfattismo, oppure lo emarginiamo. E’ quello che in Italia sembra accadere a Geminello Alvi, un prestigioso economista e scrittore che su temi di politica monetaria si è sempre espresso fuori dal coro, ma da qualche tempo […]

  

Cina, Lituania, Europa: il momento è catartico

Fino a un fatidico giorno di primavera 1878, un classico rompicapo di società era cercare di capire in quale fase del galoppo tutte e quattro le zampe di un cavallo fossero sollevate da terra. Il movimento era semplicemente troppo rapido per permettere all’occhio umano di percepirlo. Il 15 Giugno 1878 Eadweard Muybridge scattò la sequenza fotografica di un cavallo al galoppo, e fu così scoperto che la sospensione in aria dell’animale avveniva quando le zampe erano raccolte sotto la pancia. Prima di quella data, invece, i pittori rappresentavano la sospensione nel momento di massima estensione delle zampe. Da quando la […]

  

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