Geopolitica quantistica

Nell’antico paradosso di Zenone, Achille non raggiungerà mai la tartaruga partita in anticipo, perchè quando è sul punto di farlo, l’animaletto avrà già compiuto un passettino in più. Roberto Ghisu, professore del Politecnico di Torino, in una delle sue interessantissime lezioni su YouTube sostiene che la meccanica quantistica abbia risolto quel paradosso. Tutto ebbe inizio il 14 Dicembre 1900, quando Max Planck inserì la “costante” che porta il suo nome nella formula per calcolare l’Energia, intesa come la capacità di svolgere un lavoro. Fino a quel momento, i modelli prevedevano che l’Energia fosse una grandezza continua: nella fisica classica, per […]

  

La materia grigia del pesce rosso

All’inizio della guerra si diceva che fosse meglio evitare di chiudere Vladimir Putin in un angolo, come lui aveva fatto in gioventù con il topo che poi gli era saltato in testa. Ora a che punto siamo? Esattamente lì. Il mare che si ritira con grande risucchio da una spiaggia indonesiana anticipa l’arrivo di uno tsunami; l’unica opzione in quel caso è mettersi in salvo su qualcosa di solido e rialzato, tipo una collina. Anche le truppe russe in Ucraina ora battono in ritirata, ma noi Occidentali siamo come fermi in spiaggia a scrutare l’orizzonte: arriva o non arriva l’onda […]

  

Guerra in Ucraina: la saggezza grezza del Kasalingo di Voghera

Non ci rendiamo conto di quanto sia nocivo che il capo di stato di un Paese in guerra venga elevato a Grande Fratello, proiettandolo in formato gigante dentro parlamenti democratici che avrebbero il dovere di deliberare con la testa, non col quore. Per spezzare questo incantesimo, insieme a Volodymyr Zelensky bisognerebbe invitare anche il Kasalingo di Voghera, non necessariamente originario di quella città, quella regione, o anche questo Stato. Le democrazie occidentali sono così fiere delle loro élite: la cultura, cinque lauree ciascuno, sette lingue parlate, ma incapaci a volte di raccontare la verità più semplice, proprio perchè banale. Chi […]

  

Una confederazione europea nella Nato

Criticare la Nato con persone che si sono formate durante la guerra fredda, è come strappare via la coperta di Linus. Una guerra polarizza come una calamìta: poli positivi di qua, negativi di là. Chi cerca di mantenere una posizione equilibrata diventa il vero estremista, se osservato da uno dei due schieramenti. Sulla carta stampata e su un blog è più facile fare a meno del narcisismo che in televisione banalizza tutte le opinioni. Il professor Orsini può anche avere cose intelligenti da dire, ma appena entra nella lavatrice televisiva, il primo a diventare una macchietta è lui. L’esposizione scritta […]

  

Dopo la guerra

L’obiettivo di qualsiasi conflitto dovrebbe presupporre prima o poi il ritorno alla normalità. Seguendo l’impostazione di americani e britannici, invece, la Russia assomiglia a quei reati di natura sessuale resi eterni dal Grande Morbo del politicamente corretto: fine pena, mai! Se uccidi qualcuno, dopo vent’anni sei fuori e puoi ricostruire la tua vita. Roman Polanski, invece, sarà mediaticamente colpevole fino all’ultimo dei suoi giorni, nonostante abbia scontato la sua pena e sia stato perfino perdonato dalla sua vittima. La Russia è uguale. Diamo per scontato che Nord Stream 2 non entrerà mai in funzione, e che tutto il gas d’ora […]

  

War-Exit: se non ora, quando?

Il 17 Gennaio 1961, tre giorni prima del giuramento di John Kennedy alla Casa Bianca, il presidente uscente Dwight Eisenhower fece un discorso profetico, esprimendo concetti che hanno condizionato per sessant’anni la politica mondiale. Quel giorno Eisenhower si era congedato lanciando l’allarme sull’industria americana delle armi che negli anni della seconda guerra mondiale era cresciuta a dismisura. Quel comparto dava ormai lavoro a migliaia di americani, e stava diventando uno stato dentro lo Stato: «Dobbiamo guardarci dall’influenza ingiustificata, voluta o involontaria, da parte del complesso militare-industriale. Il potenziale per la disastrosa ascesa di un potere mal riposto esiste e continuerà […]

  

Discontinuità

Qualche giorno fa un inviato di guerra di una tv francese ha affermato di non aver mai visto orrori come quelli provocati dai russi in Ucraina. La sua testimonianza dovrebbe dimostrare che questo conflitto è peggiore di tutti gli altri, ma forse conferma solo qualcosa che sapevamo già: nelle guerre degli ultimi decenni in Paesi culturalmente remoti, i giornalisti avevano meno libertà di movimento, e il sangue che raccontavano era di un colore scuro e rappreso, come una testimonianza di seconda o terza mano. Paradossalmente, i rapitori e i tagliatori di teste in Siria e Iraq contribuirono a nascondere quello […]

  

Ucraina, siamo ancora qua

Dopo un mese di guerra, gli ucraini resistono, e non si sono liquefatti, segno che i geopolitici nudi e crudi hanno un loro perché a bocce ferme. In tempo di guerra, la geopolitica entra in placche tettoniche che ridisegnano la superficie terrestre. Sia chiaro: su questo argomento ne so quanto voi. Mi esprimo a metafore perché è l’unico modo che ho per spiegare anche a me stesso. Gli unici ucraini che ho frequentato erano saldatori incazzati nel progetto oil & gas dove ho lavorato in Kazakistan. Sul fronte opposto, avevo sposato una russa di terza generazione dai globuli ciano-magenta. Mano […]

  

Ucraina, sanzioni & funambolismo

Le sanzioni contro la Russia adottate dalle democrazie occidentali, compreso il congelamento delle riserve in dollari della banca centrale russa, sono senza precedenti. L’intento è quello di svuotare le casse dell’aggressore, e inceppare in tempi rapidi la macchina della guerra. Nella drammaticità della situazione, è comunque interessante constatare che nessuno ha la più pallida idea se possa funzionare. Come fa notare Robin Hardin (Financial Times, 11 Marzo) nella guerra di Crimea dal 1854 al 1856, perirono centinaia di migliaia di persone, eppure durante il conflitto, il flusso di denaro tra Impero Britannico e Impero Russo non fu mai interrotto. L’aggressione […]

  

I Metternich da tastiera

«Un giornale, il giorno dopo, è buono solo per incartare il pesce» diceva Indro Montanelli molto prima che iniziasse l’era digitale. Da anni non è più così. Le parole in rete restano, vincolate da un contratto a tempo indeterminato con la realtà. Con la guerra alle porte, saltano uno dopo l’altro i parametri che fino a poco fa sembravano veri. Erano veri. Le parole usate per un articolo sulla guerra appaiono inappropriate a distanza di ore. Troppo fredde, asettiche, scollegate. Le parole, quando sono sconnesse dalla realtà, diventano viti spanate che stringono, stringono, ma poi si aprono agli antipodi, e […]

  

Il blog di Andrea Pogliano © 2023
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