Non era Pedro

La pagina 11 del Corriere della Sera del 6 Agosto è dedicata ai migranti di Ceuta. Nel taglio basso compare questa impaginazione: Titolo virgolettato: «Matrice geopolitica, ma è ingiusto rifiutarli Anche noi siamo stati una terra di migranti». Sottotitolo: Sánchez: «In Europa necessari gli stranieri». La maggior parte dei lettori si ferma lì, e deduce che si tratti del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez. Solo chi legge tutto l’articolo si accorge che non è lui, ma Clara Sánchez. Il 22 Settembre uscirà in Italia il suo nuovo romanzo “La stanza delle verità”. Il Corriere si è portato avanti. Provo a […]

  

L’uomo che sussurrava a Joe Biden

Federico Rampini ha postato sul Corriere un video stupefacente, dove dichiara che nei quattro anni di Joe Biden alla Casa Bianca, c’è stata da parte del Partito Democratico una forma di negazionismo sul suo stato mentale. Rampini usa la parola “omertà”, e aggiunge che dopo i vertici internazionali, i leader mondiali tornavano a casa preoccupati per il degrado psichico del Presidente Americano. «Com’è possibile che tutto questo sia stato nascosto?», si chiede amaro il giornalista. E’ possibile, caro Rampini, perchè in questi quattro anni di aneddoti umma umma, Lei non ne hai condiviso neanche mezzo con i suoi lettori. Solo […]

  

Je so’ pazzo

Da tempo mi chiedo perchè le lettere dei lettori pubblicate sul Financial Times siano mediamente più incisive e di qualità rispetto a quelle sui nostri giornali. Aldo Cazzullo ha fornito involontariamente un possibile indizio sul Corriere della Sera: «Tutte le lettere sono preziose, l’importante è che vengano da lettori, che raccontano una vicenda o pongono una questione; non da aspiranti editorialisti o collaboratori-ombra». In un bacino pressoché infinito di potenziali interlocutori, che su argomenti di loro competenza ne sanno più di lui, Cazzullo non tollera interpretazioni, ma solo domande. Se siete fortunati, l’oracolo vi risponderà. Le interviste di Cazzullo sono […]

  

Una parola persa e ritrovata

In un’intervista di qualche anno fa, Gianni Morandi disse questa cosa molesta che mi perseguita: «Verso i 60-65 anni perdi dei colpi, ma il tuo interlocutore non lo sa, e tu riesci a nasconderlo. Dopo qualche tempo lo sapete tutti e due. Poi arriva il momento in cui lo sa solo lui». Io dovrei essere ancora fuori dalla zona a rischio, ma qualche giorno fa ero a un pranzo, e mentre parlavo con un’amica, è mancata all’appello una parola semplice. Era un vocabolo di uso comune, non un parolone. Per quei pochi secondi più lunghi della distanza che mi separava […]

  

Il blog di Andrea Pogliano © 2026
jQuery(document).ready(function(){ Cufon.replace('h2', { fontFamily: 'Knema' }); }); */ ?>