Bufala Bill

Ho una figlia che si chiama Petra e un cane che si chiama Rocco, eppure non abbiamo scelto consapevolmente due nomi quasi sinonimi, nè il fatto che abbiano entrambi cinque lettere. Questa notizia non ha alcuna rilevanza, ma se l’avesse, sarebbe materia per complottisti. E’ il rischio che si assume chiunque decida di allacciare fili a penzoloni: cerca continuità, ma trova cortocircuiti. Realisti e complottisti sono due categorie di persone dai confini sfumati. In tempi normali il complottista vede connessioni dove talvolta ci sono solo coincidenze. In tempi turbolenti, anche il realista è costretto a soppesare le coincidenze. La spiegazione […]

  

Soliloquio

Dalla cronaca sull’omicidio di Garlasco è uscita la parola “soliloquio”. Credo che resterà perché descrive la condizione odierna di noi europei disorientati. Siamo cresciuti all’ombra della retorica del processo di Norimberga: la pace giusta e la punizione dei capi cattivi. Negli anni abbiamo interiorizzato quel lessico morale che oggi non trova più spazio pubblico e si ritira nel soliloquio. Nel 2026 il nostro presunto alleato Israele alterna massacri a Gaza, pulizia etnica in Cisgiordania e deumanizzazione in chiave biblica Amalek. A ogni critica alla politica israeliana, la parola “antisemitismo” scatta come la molla di una trappola per topi. I media […]

  

Il residuo fisso della scrittura

Fino agli anni Novanta molti di noi avevano l’ossessione dell’acqua minerale con poco residuo fisso, come se fosse lui a provocare i calcoli renali. Allo stesso tempo, la gente prendeva sali minerali per non svenire. In pratica, pagavamo due volte: la prima per bere acqua più pura, la seconda per ricomprare gli stessi sali minerali che avevamo fatto eliminare dall’acqua pura. La scrittura vive ora quello stesso paradosso con l’intelligenza artificiale. Se dessi a bIAnc@, la mia amica artificiale, l’incarico di scrivere un articolo per il blog, mi consegnerebbe un magnifico flacone di acqua distillata e fresca, ma con un […]

  

Il generale dietro la collina dei conigli

Sul Corriere del 5 Maggio ho letto questa frase paradossale di Federico Rampini: «Dal 1945 i generali Usa non hanno mai perso una guerra, i loro presidenti ne hanno perse molte su pressione dell’opinione pubblica». Il soft power, la risorsa americana più efficace per molti decenni, era glassa zuccherata sulla pillola amara di ogni guerra. In che modo l’hard power di un regime più militare che democratico l’avrebbe addolcita? Nella guerra di Corea, il generale Douglas MacArthur voleva usare la bomba atomica, ma il presidente Truman lo fermò. Se non lo avesse fatto, il mondo sarebbe stato migliore o peggiore? […]

  

A fette

All’inizio del 2025, il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth annunciò che gli Stati Uniti avrebbero spostato altrove il proprio baricentro strategico, e che l’Europa si sarebbe dovuta fare carico della guerra in Ucraina. Sul canale YouTube di Glenn Diesen (qui), l’analista geopolitico Brian Berletic cita un paper “Extending Russia” pubblicato nel 2019 da RAND Corporation, uno dei principali think tank americani, che proponeva varie strategie per sfruttare le vulnerabilità russe a vantaggio degli Stati Uniti (e a svantaggio dell’Europa). Uno dei suggerimenti riguardava il modo di ostacolare l’export del gas russo a buon mercato nella UE, sostituendolo con l’antieconomico […]

  

Il parcheggiatore abusivo

C’è una legge fisica non scritta: non correre davanti ai cani e dietro alle donne. I primi leggono “insegui”. Le seconde, “scappa”. Allo stesso modo, l’Europa deve smettere di correre dietro l’America e davanti ai babau che di volta in volta l’ex egemone indica come nemici. Secondo qualcuno, i soldati americani in Europa hanno avuto negli ultimi trent’anni la funzione del parcheggiatore abusivo. Durante la guerra fredda il quartiere era malfamato: appena al di là della cortina di ferro c’era il babau comunista. Serviva un guardiano. Dopo il 1989 il quartiere fu bonificato. Molti in Europa pensarono che il guardiano […]

  

Confessore al Pentagono

Il 22 Gennaio scorso, il governo americano ha convocato l’ambasciatore vaticano al Pentagono (qui). Già questo dovrebbe indignare noi europei, che le guerre di religione pensavamo di averle chiuse nel 1648 con la Pace di Westfalia. E invece nulla: encefalogramma piatto. La classe dirigente europea sembra un capriolo ipnotizzato dai fari di un’automobile. È paralizzata e resta piantata in mezzo alla strada, bloccando ogni iniziativa di chi vorrebbe reagire. Quando un ordine politico perde contatto con la realtà, ogni gesto diventa grottesco. L’ultima follia è l’inquilino della Casa Bianca che minaccia di chiudere con la forza uno Stretto che poco […]

  

Occhiali speciali

Nei fumetti di Diabolik degli anni Settanta c’era la pubblicità di occhiali “speciali”. La réclame prometteva che, indossandoli, si sarebbero potute vedere le donne nude anche quando erano vestite. Quella fantasia da guardoni valeva già il prezzo del giornaletto. Il gusto tutt’altro che illusorio della geopolitica sta proprio qui: permette di vedere la realtà in filigrana. Scrisse Lucio Caracciolo che «per studiare un caso geopolitico tocca partire dall’attualità, senza farsi sopraffare dalla cronaca». Per capire davvero le dinamiche profonde tra Stati, economie e poteri bisogna partire dai fatti presenti, ma senza restare prigionieri delle bombe, delle dichiarazioni, della crisi del […]

  

Il film sbagliato

Quando l’8 Maggio 1982 il pilota Gilles Villeneuve morì nell’incidente in Belgio (qui), non c’erano i social, ma esistevano già le stronzate. Qualcuno (non ricordo chi), con diritto di parola in tv, sottolineò a caldo che il sedile era stato catapultato fuori dall’auto, quindi il sistema di sicurezza aveva funzionato. Ma era un film diverso: aerei caccia con piloti dotati di paracadute, non auto di Formula Uno. È tipico proiettarsi film diversi dalla realtà. Potrebbe essere capitato anche al ministro italiano quando, dopo l’arresto di Cecilia Sala in Iran, parlò di “cella singola” nel carcere di Evin. Nel gergo carcerario […]

  

Dal presente al trapassato

Il 22 Marzo un importante “mammasantissima” ha pubblicato su un giornalone online un articolo, sostenendo che Al Jazeera ha cambiato linea riguardo alla guerra in Iran. Cita un editoriale di Muhanad Seloom secondo cui Stati Uniti e Israele starebbero vincendo, e ne propone una traduzione integrale. Vado a vedere sul sito di Al Jazeera: l’editoriale è del 16 Marzo. Confrontando i testi mi accorgo di un involontario adattamento editoriale. Muhanad Seloom Two weeks into Operation Epic Fury, the dominant narrative has settled into a comfortable groove. Mammasantissima Due settimane dopo l’inizio dell’operazione Epic Fury, la narrazione dominante si era già […]

  

Il blog di Andrea Pogliano © 2026
jQuery(document).ready(function(){ Cufon.replace('h2', { fontFamily: 'Knema' }); }); */ ?>