L’uomo senza nome

Andy Warhol, dopo un’apparizione in TV, aveva calcolato il tempo della fama in base al riconoscimento delle persone per strada: «La televisione ti rende famoso per un giorno, poi svanisce» (1). Se invece vieni ucciso e fatto a pezzi nel consolato del tuo Paese, otto anni potrebbero essere il tempo giusto perchè si cominci a citare l’omicidio senza più nominare te. E’ successo sul Financial Times del 10 Agosto, quando Abigail Hauslohner ha citato «l’omicidio, nel 2018, di un importante giornalista da parte di agenti sauditi», senza nominare lui. Il 2 Ottobre 2018, le intercettazioni dei servizi turchi registrarono l’omicidio […]

  

Non era Pedro

La pagina 11 del Corriere della Sera del 6 Agosto è dedicata ai migranti di Ceuta. Nel taglio basso compare questa impaginazione: Titolo virgolettato: «Matrice geopolitica, ma è ingiusto rifiutarli Anche noi siamo stati una terra di migranti». Sottotitolo: Sánchez: «In Europa necessari gli stranieri». La maggior parte dei lettori si ferma lì, e deduce che si tratti del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez. Solo chi legge tutto l’articolo si accorge che non è lui, ma Clara Sánchez. Il 22 Settembre uscirà in Italia il suo nuovo romanzo “La stanza delle verità”. Il Corriere si è portato avanti. Provo a […]

  

Bianconiglio nero su sfondo nero

Sono rimasto colpito da un articolo di Janan Ganesh sul Financial Times di qualche giorno fa: «Una nazione trae beneficio, se non dalla guerra in sé, quantomeno dal trovarsi sul piede di guerra. Non c’è nulla come una minaccia esterna comune per unire i cittadini» (qui). C’è qualcuno nell’Europa occidentale che creda a un nemico esterno che dopo quattro anni non è nemmeno riuscito a prendersi tutto il Donbas? Non siamo più gli europei carne da cannone della prima guerra mondiale. Spesso il popolino ne sa di più dei presunti maîtres à penser. Un lettore qualsiasi può perfino ricordare che […]

  

Quando gli americani erano buoni

All’anagrafe abbiamo dichiarato che i padri fondatori della futura Unione Europea erano Altiero Spinelli, Robert Schuman, Konrad Adenauer… ma abbiamo sempre saputo che il vero papà è lo zio Sam. Sarà per quello che il segretario generale della NATO Mark Rutte chiama Donald Trump “daddy”? Quando lo fa, noi della famiglia allargata occidentale non ridiamo di lui, ma del segreto di Pulcinella. Certo, è difficile sopportare che ora lo zio Donald ci bullizzi in questo modo. Ricordiamo con nostalgia i tanti decenni di pace americana, quando eravamo nella quiete dell’occhio del ciclone, mentre le guerre per procura devastavano il sud […]

  

Il libro Cuore nucleare

Negli anni Settanta, nel mio libro di lettura alle elementari c’erano ancora racconti di Edmondo De Amicis tratti dal libro Cuore. Ricordo in particolare la piccola vedetta lombarda, ambientato durante la seconda guerra d’indipendenza. Una colonna di soldati italiani incontrò un ragazzo e gli chiese di arrampicarsi su un albero per osservare i movimenti degli austriaci. Lui accettò entusiasticamente. I nemici lo individuarono e cominciarono a sparare. I soldati gli dissero di scendere, ma lui si rifiutò, fino a quando gli ‘striaci lo fecero secco. Mia madre, lombarda come la vedetta, aveva un’opinione molto critica sul libro Cuore. Non ricordo […]

  

Scrivere di nulla

Dopo 110 nuotate in 123 giorni, il mio costume azzurro Arena è da buttare. Parlare di un costume da bagno sembra ormai l’unico modo per comunicare tra tribù diverse senza inalberarsi. Eppure, perfino nei vituperati anni di piombo il dialogo tra opposti era possibile, seppure con qualche accorgimento. Per dibattere su argomenti troppo divisivi, talvolta era necessario rifugiarsi in zone franche. In vacanza, seduti sul muretto, il fascio si fidanzava con la rossa e dialogava pacificamente con il fratello di lei, rosso uguale. Poi in città tornavano magari a picchiarsi in testa con le chiavi inglesi Beta 36. In quegli […]

  

Bufala Bill

Ho una figlia che si chiama Petra e un cane che si chiama Rocco, eppure non abbiamo scelto consapevolmente due nomi quasi sinonimi, nè il fatto che abbiano entrambi cinque lettere. Questa notizia non ha alcuna rilevanza, ma se l’avesse, sarebbe materia per complottisti. E’ il rischio che si assume chiunque decida di allacciare fili a penzoloni: cerca continuità, ma trova cortocircuiti. Realisti e complottisti sono due categorie di persone dai confini sfumati. In tempi normali il complottista vede connessioni dove talvolta ci sono solo coincidenze. In tempi turbolenti, anche il realista è costretto a soppesare le coincidenze. La spiegazione […]

  

Soliloquio

Dalla cronaca sull’omicidio di Garlasco è uscita la parola “soliloquio”. Credo che resterà perché descrive la condizione odierna di noi europei disorientati. Siamo cresciuti all’ombra della retorica del processo di Norimberga: la pace giusta e la punizione dei capi cattivi. Negli anni abbiamo interiorizzato quel lessico morale che oggi non trova più spazio pubblico e si ritira nel soliloquio. Nel 2026 il nostro presunto alleato Israele alterna massacri a Gaza, pulizia etnica in Cisgiordania e deumanizzazione in chiave biblica Amalek. A ogni critica alla politica israeliana, la parola “antisemitismo” scatta come la molla di una trappola per topi. I media […]

  

Il residuo fisso della scrittura

Fino agli anni Novanta molti di noi avevano l’ossessione dell’acqua minerale con poco residuo fisso, come se fosse lui a provocare i calcoli renali. Allo stesso tempo, la gente prendeva sali minerali per non svenire. In pratica, pagavamo due volte: la prima per bere acqua più pura, la seconda per ricomprare gli stessi sali minerali che avevamo fatto eliminare dall’acqua pura. La scrittura vive ora quello stesso paradosso con l’intelligenza artificiale. Se dessi a bIAnc@, la mia amica artificiale, l’incarico di scrivere un articolo per il blog, mi consegnerebbe un magnifico flacone di acqua distillata e fresca, ma con un […]

  

Il generale dietro la collina dei conigli

Sul Corriere del 5 Maggio ho letto questa frase paradossale di Federico Rampini: «Dal 1945 i generali Usa non hanno mai perso una guerra, i loro presidenti ne hanno perse molte su pressione dell’opinione pubblica». Il soft power, la risorsa americana più efficace per molti decenni, era glassa zuccherata sulla pillola amara di ogni guerra. In che modo l’hard power di un regime più militare che democratico l’avrebbe addolcita? Nella guerra di Corea, il generale Douglas MacArthur voleva usare la bomba atomica, ma il presidente Truman lo fermò. Se non lo avesse fatto, il mondo sarebbe stato migliore o peggiore? […]

  

Il blog di Andrea Pogliano © 2026
jQuery(document).ready(function(){ Cufon.replace('h2', { fontFamily: 'Knema' }); }); */ ?>