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05Ago 26
Bianconiglio nero su sfondo nero
Sono rimasto colpito da un articolo di Janan Ganesh sul Financial Times di qualche giorno fa:
«Una nazione trae beneficio, se non dalla guerra in sé, quantomeno dal trovarsi sul piede di guerra. Non c’è nulla come una minaccia esterna comune per unire i cittadini» (qui).
C’è qualcuno nell’Europa occidentale che creda a un nemico esterno che dopo quattro anni non è nemmeno riuscito a prendersi tutto il Donbas? Non siamo più gli europei carne da cannone della prima guerra mondiale. Spesso il popolino ne sa di più dei presunti maîtres à penser.
Un lettore qualsiasi può perfino ricordare che l’invasione di Cuba (Baia dei Porci 1961) precedette il tentativo sovietico di installare sull’isola armi nucleari (crisi dei missili 1962). Con quella sequenza temporale, come si fa a definire “unprovoked” l’invasione russa del Febbraio 2022, se nei mesi precedenti la NATO “abbaiava” con tre esercitazioni militari in Ucraina, terra di confine?
Le capre sono diventate più sapienti dei pastori che però continuano a credersi influenti. Alla vigilia della prima guerra mondiale la maggior parte dei pochi in grado di leggere lo faceva muovendo le labbra su denti marci. E’ un vero paradosso: pochi sapevano leggere i tanti giornali venduti. Ora tutti leggono, tranne i giornali invenduti. Unprovoked?
Non esistono più le capre di una volta. Può una pastora con la quinta liceo prendere per i fondelli un branco di capre laureate, invertendo vittime e carnefici nella crisi migratoria di Ceuta?
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