Serena Williams, paladina del femminismo prêt-à-porter

Ci mancava anche la mammina di Harry Potter, la creatrice del maghetto prêt-à-porter, il McDonald’s del fantasy. Si era avuto sentore, sin dai primi istanti, che non si sarebbe trattato di un fatto di poco conto e che, nel calderone delle assurdità intorno alla sfuriata della tennista Serena Williams contro l’arbitro, ci sarebbero entrati in tanti. E così è stato! J.K. Rowling si è scagliata contro la caricatura pubblicata dall’Herald Sun («La più grande di sempre ridotta a macchietta») e, insieme ad essa, uno stuolo di paladine del ‘sesso debole’, a dimostrazione che il tema del sessismo stia esondando esso […]

  

A Caserta, Borsellino spacca la città

Caserta è l’unica città che trasforma i paradossi in realtà, l’impensabile e indicibile in pratica quotidiana, e lo ammanta anche di buone intenzioni. Non si sa ancora quale miscuglio magico venga utilizzato, forse una pratica decennale al funambolismo politico e alla estinzione della dialettica pubblica, ma in un modo o nell’altro vi riesce. La storia è questa… Due associazioni molto attive sul territorio, Azione e Partecipazione di Enrico Trapassi e Ultimi di Don Aniello Manganiello, un prete combattivo che da sempre combatte una personale battaglia per la legalità e contro le mafie, organizzano un flash mob per Giovedì 19 Luglio […]

  

Omaggio a Bergman, a 100 anni dalla nascita

 Il posto delle fragole e del tempo perduto Il posto delle fragole è anch’esso il racconto di un viaggio fisico, ma in macchina. Il vecchio professore Isak Borg (stesse iniziali di Ingmar Bergman, anche se il regista parlerà di coincidenza) dovrà recarsi a Lund per festeggiare il giubileo professionale. E dunque, parte da Stoccolma, in compagnia della nuora Marianne. Egoista, rigido nelle convinzioni e arido nelle relazioni affronta un itinerario che diventerà ben presto un pellegrinaggio verso i luoghi della memoria personale; per riscoprirli e, se possibile, impadronirsene, dopo averli apparentemente cancellati per l’intera vita. Se il cavaliere de Il […]

  

Sul Rolling Stone, il Manifesto dei «personaggetti»

Il Manifesto di intellettuali e artisti da operetta contro Salvini spiazza, ma non merita più di qualche superficiale rigo di commento. Si pensava avessero preso coscienza del malessere collettivo (che poi, può pure tramutarsi nella misera lotta per il quotidiano consenso politico, in demagogia populistica, e in contesa per un punto in più di sondaggio… ma rimane pur sempre malessere) e invece non è stato così. Perché Salvini c’entra poco. Sta cavalcando (e in parte agitando) un’onda che montava da tempo. Se non ci fosse stato lui, l’avrebbe cavalcata qualcun altro. Ma l’onda era già partita e strutturatasi intorno ad […]

  

In risposta a Gambescia

      Il professore Carlo Gambescia mi critica aspramente e mi tira in ballo con un suo articolo (http://carlogambesciametapolitics2puntozero.blogspot.com/) per delle frasi scritte su questo blog, in cui – riprendendo una provocazione di Vittorio Sgarbi – mi lanciavo nel paradosso di far aprire campi Rom o Centri di accoglienza per migranti nelle zone centralissime delle grandi città (https://blog.ilgiornale.it/iannone/2018/06/23/i-rom-ospitiamoli-ai-parioli/#).   Riporto qui, di seguito, la mia risposta. Caro prof. Gambescia,  La ringrazio per le lodi che tesse nei confronti dei miei lavori, ma sa bene che il mio grado di narcisismo e di auto-celebrazione è ridotto al minimo sindacale. Quindi […]

  

I rom? Ospitiamoli ai Parioli

Lo aveva sottolineato con garbata ironia qualche commentatore ma il suggerimento era caduto nel dimenticatoio e giudicato una risibile e sciocca provocazione. Poi, un paio di giorni fa, con una ostentata chiarezza che non teme eccessi verbali, lo ha ribadito Vittorio Sgarbi pretendendo una risposta ad una domanda semplice: «qual è il motivo per il quale Salvini non si è posto il problema del censimento dei filippini e degli srilankesi che lavorano in Italia e invece se lo è posto per i rom? E in quante case di questi illuminati progressisti vi sono inservienti e persone di fiducia zingari?». Infine, […]

  

La Raggi cancella Almirante

Almirante sì, Almirante no! Non so quanto faccia bene alla sua memoria questo tragicomico dilemma intorno alla intitolazione di strade o piazze a suo nome che ci trasciniamo da qualche anno e che subisce sempre lo stesso finale. E, si badi, l’utilizzo del termine ‘tragicomico’ va inteso senza alcun intento dissacratorio nei suoi confronti ma di questa messa in scena con finale perennemente identico. Ogni qual volta una personalità politica, un gruppo consiliare, un semplice amministratore tenta infatti di intitolargliene una, l’iter burocratico procede fino ad un certo punto, poi – come d’incanto – non solo scoppia un putiferio alimentato […]

  

Cara senatrice Segre

Cara senatrice Segre, Lei merita un rispetto profondo, non convenzionale e di prammatica. Lo merita la sua storia personale e il ricordo di tragedie e umiliazioni che hanno lasciato un segno nella carne e nell’anima. Ed è comprensibile che, nel suo primo intervento, abbia voluto rilanciare ancora una volta quel grido che è, allo stesso tempo, di dolore e di speranza.  Io però non sono abituato a prendere vie traverse. E perciò Le dico che trovo allarmante che non ci sia un solo organo di stampa o un politico di qualsiasi colore che si discosti di una virgola, non da […]

  

Antifascisti su Marte

Ma perché quelli di sinistra non riescono ad assimilare il fatto che quando le elezioni non sono loro a vincerle, non potrà accadere nulla di antidemocratico e tragicamente irreparabile per le libertà civili? Ripetono, con malcelata morbosità, che i rigurgiti nazionalistici sono fuori tempo massimo e utopici nei fatti e nell’essenza, perché siamo ‘dentro’ l’Unione Europea e nei Trattati internazionali, legati alla Nato e stirati nelle acque del Mediterraneo come punto di riferimento per tanti Paesi che gravitano in quell’orbita geopolitica, e poi gridano non contro lo sciovinismo becero di cui pure taluni si macchiano, ma addirittura al fascismo e […]

  

Morto Tom Wolfe, il nemico dei radical-chic

Lo aveva creato lui, nel 1970, il termine «radical-chic». Fino ad allora, condensato in una pruriginosa selva di aggettivi e di lunghe elucubrazioni derivanti dall’incandescente magma liberal-progressista ma, per chi avesse sensibilità fuori dall’ordinario, con tentacoli sempre più pervadenti con i quali iniziava a mordere il buon senso, le tradizioni, il profondo legame tra il singolo individuo e i valori ricavati dalla quotidianità, dalle consuetudini e abitudini familiari e sociali. Tom Wolfe è morto a New York all’età di 87anni dopo aver attaccato tutti i pilastri del politicamente corretto e smascherato con elegante violenza verbale le sue estensioni in superficie. […]

  

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