Censura democratica in Regione Lombardia
Ci sono tanti modi per cancellare una notizia o, peggio, un fatto. Uno è dato dai disturbatori che si infiltrano nei cortei. Centinaia di persone scendono in piazza per invocare la pace o per contestare i provvedimenti scolastici (i diritti dei lavoratori non usa più rivendicarli) ed ecco che gruppi di violenti mascherati “rubano la scena” provocando disordini e feriti. L’effetto? Tutti i media e i social parleranno solo delle gesta dei violenti e tralasceranno i resoconti delle rivendicazioni.
Una cosa simile è avvenuta al convegno “Il cammino nella luce” che si è tenuto a Milano nella sede del consiglio della Regione Lombardia l’11 settembre.
Si sarebbe dovuto parlare di malati, di persone con gravi disabilità. Disabilità o malattie sopraggiunte dopo qualche vaccinazione (non solo conseguenze dei prodotti a mRna, anti Covid); alcuni di loro sono usciti dal limbo dell’ invisibilità: dopo cause e perizie hanno ottenuto indennizzi e riconoscimenti ma la maggior parte no, rimane invisibile.
Il convegno promosso da tre associazioni (Le Verità Nascoste; Persone in cammino e Il Sindacato d’azione) era stato organizzato con l’intento di creare uno spazio di ascolto e di condivisione. E di inoltrare precise richieste agli esponenti della politica: rendere la farmacovigilanza effettiva e puntuale (ad oggi gli studi di farmacovigilanza attiva sono sporadici e brevi); favorire la ricerca indipendente per trovare terapia adeguate ai disturbi invalidanti sopraggiunti dopo le iniezioni.
Si sarebbe dovuto, appunto.
Hanno parlato una cinquantina di relatori, fra rappresentanti di associazioni, malati, avvocati e medici. Ma è sopraggiunto il “disturbo” che ha distolto l’attenzione dal focus del convegno.
Prima il focus
L’intervento di apertura è stato fatto dal consigliere leghista Emanuele Monti (presidente della IX commissione permanente) grazie al quale le associazioni hanno ottenuto la sala a Palazzo Pirelli. (Un gesto che ha detto: vi riconosco, vi accolgo).
Alcune fra le domande emerse nei successivi interventi:
Chi si occupa di Farmacovigilanza attiva in Regione Lombardia?
Un danneggiato riconosciuto ha diritto all’esenzione dal ticket?
Come mai Regione e Sistema Sanitario non “prendono in carico” i danneggiati come malati?
Perché non è stata fatta nessuna revisione della legge Lorenzin (la norma sui 12/14 vaccini pediatrici) come stabilito dallo stesso testo?
Come si giustificano, senza revisione, gli obblighi vaccinali nell’infanzia (vincolanti per l’accesso alle scuole materne?)
Le famiglie devono essere solo rassicurate o hanno diritto di conoscere il rischio?
La vicina Svizzera ha calcolato che l’incidenza delle miocarditi post vaccini anti Covid è del 2,8% e l’Italia no, perché?
Perché c’è silenzio sui profili genetici e sui polimorfismi associati a una maggiore frequenza di eventi avversi?
Fra i malati che hanno preso la parola, un’insegnante rimasta paralizzata dopo l’anti Covid, riconosciuta invalida permanente e che ha ripercorso le umiliazioni subite anche durante l’ iter di accertamento.
E i genitori anziani di Maurizio (presente in video collegamento) che hanno raccontato il loro calvario accanto a un figlio adulto provato da dolori continui conseguenti la vaccinazione anti Covid. L’uomo sta a tal punto male che ha chiesto di sottoporsi a eutanasia in Svizzera.
Disturbare per distrarre.
Durante i lavori del convegno, il gruppo consigliare Pd ha divulgato una nota sulla propria pagina Facebook.
“Qualcosa di inaudito sta accadendo in queste ore in Regione Lombardia.Con la complicità di alcuni consiglieri regionali di destra, si sta svolgendo a Palazzo Pirelli un convegno no vax che mette in discussione i vaccini […] Dentro le istituzioni. Nel luogo che dovrebbe tutelare la salute dei lombardi. È uno spettacolo orrendo, (sic!) che delegittima il lavoro straordinario della comunità scientifica, dei medici e degli infermieri che hanno dato tutto, a volte anche la vita. Chiediamo immediatamente che venga spiegata in Consiglio regionale la ragione di questa scelta scellerata, che il presidente della commissione Sostenibilità sociale, casa e famiglia, Emanuele Monti, promotore dell’evento, rassegni le dimissioni e che il presidente Fontana e l’assessore Bertolaso dicano chiaramente da che parte stanno: con i no vax o con la comunità scientifica”.
Provocazione riuscita
Relatori e ospiti hanno saputo della nota del Pd quasi in tempo reale: dopo averla letta a voce alta, alcuni partecipanti, risentiti, si sono precipitati nella segreteria consigliare del partito. Erano quattro o cinque, non di più, erano in sedia rotelle e ripetevano con la voce strozzata “magari fossimo stati no vax, a quest’ora non saremmo ridotti così”.
Era venerdì pomeriggio ed erano presenti solo le segretarie.
Tuttavia, il più che legittimo risentimento è stato usato … a vantaggio del Pd con un resoconto mistificato ad arte.
Ed è diventato la seconda nota diramata sui social da parte del gruppo consigliare Pd.
“Dopo il nostro post di denuncia sul convegno della galassia no vax promosso dal leghista Monti, una trentina (??) di persone sono salite fino ai nostri uffici. Sono arrivate in gruppo e aggredendo verbalmente i collaboratori presenti. Sono venuti a cercarci. Con l’intervento della Digos (ma che dicono..?) e della vigilanza (quella che c’è sempre) sono stati riportati al piano del loro evento. […] Questo non è confronto ma noi non ci faremo intimidire”.
Così, abboccando al resoconto artefatto, sono arrivate le dichiarazioni di sostegno del mondo della politica. “La violenza verbale è sempre da condannare; siamo solidali con i colleghi insultati”(sic!) hanno dichiarato assessori e consiglieri.
Un mese dopo
A distanza di un mese dal convegno, 42 associazioni e comitati da tutta Italia hanno inviato una richiesta formale a Regione Lombardia chiedendo “un tavolo istituzionale di confronto, una presa di posizione ufficiale oltre all’accertamento dei comportamenti che sarebbero stati tenuti nei confronti di alcuni partecipanti al convegno”.
Ancora: secondo i promotori “il dibattito pubblico successivo all’evento avrebbe ignorato gran parte dei contenuti scientifici e documentali presentati durante il convegno, concentrandosi invece sull’etichetta “No Vax” e su singole dichiarazioni estrapolate dal contesto. Molte delle persone presenti non erano esponenti politici né attivisti, ma cittadini, famiglie e persone con disabilità che hanno deciso di raccontare pubblicamente la propria esperienza. Nessuno dovrebbe sentirsi deriso per aver chiesto ascolto all’interno di un’istituzione pubblica”.
Le associazioni chiedono:
• l’apertura di un tavolo di confronto istituzionale sulle tematiche emerse durante il convegno;
• una presa di posizione della Regione Lombardia a tutela del rispetto e della dignità dei partecipanti;
• l’avvio di verifiche sui comportamenti segnalati nei confronti di persone con disabilità e di alcuni partecipanti al convegno;
• l’adozione di eventuali provvedimenti qualora fossero accertate condotte incompatibili con il ruolo istituzionale ricoperto.
“Le istituzioni hanno il dovere di ascoltare i cittadini, soprattutto quando vengono sollevate questioni che riguardano salute, trasparenza amministrativa e tutela dei soggetti più fragili. Chiediamo che il confronto torni sui contenuti e non sulle etichette.”
Morale: abili a sfruttare le etichette e i luoghi comuni quanto bravi a perdere elettorato. Bye bye Pd…
