Quando l’8 Maggio 1982 il pilota di Formula Uno Gilles Villeneuve morì nell’incidente in Belgio (qui), non c’erano i social, ma esistevano già le stronzate. Qualcuno (non ricordo chi), con diritto di parola sui giornali, sottolineò che comunque il sedile era stato espulso dall’auto, quindi il sistema di sicurezza aveva funzionato.

Era un film diverso: aerei caccia e piloti dotati di paracadute, non auto di F1. Macchine volanti, non con le ruote.

È tipico proiettarsi film diversi dalla realtà. Potrebbe essere capitato anche al ministro italiano quando, dopo l’arresto di Cecilia Sala in Iran, parlò di “cella singola” nel carcere di Evin. Nel gergo carcerario è isolamento: una tortura. Nel suo film, era un hotel a cinque stelle.

Un altro film diverso è quello proiettato nei corridoi tetri dell’Unione Europea a Bruxelles. E’ un film western dove americani e israeliani sono cowboy buoni, russi e iraniani pellerossa cattivi.

Eppure abbiamo un amico involontario in Marco Rubio, segretario di Stato americano di origine cubana. Il 5 Marzo 2025 ha definito quella in Ucraina una guerra per procura tra Stati Uniti e Russia. Una definizione già circolata il 28 Novembre 2024, quando a formularla fu Boris Johnson.

Il 2 Marzo 2026, Rubio ha aggiunto un dettaglio: gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran dopo che Israele aveva deciso di farlo. Il resto è nella sceneggiatura.

Qualche giorno fa l’inviato immobiliarista Witkoff ha chiamato lo Stretto di Hormuz “golfo di Hormuz”. Teniamo d’occhio Marcolino, nel caso riveli il terzo segreto di Fatima, nominando l’imminente invasione dell’Iran “Baia dei Porci” (qui).

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