Liberation Day dal Soft Power Americano

Joseph Nye, l’uomo che coniò l’espressione “soft power”, è morto proprio nei primi mesi di governo del presidente americano che ha ucciso quel concetto. La definizione è dello stesso Nye: «Il soft power descrive la capacità di una nazione di ottenere ciò che desidera attraverso l’attrazione, piuttosto che la coercizione o il pagamento». Un corollario implicito del soft power è far sì che gli altri desiderino ciò che desideri tu, generando ammirazione invece che paura. Da questa prospettiva, è come se tutti ricordassero gli aerei americani decollare dall’aeroporto di Kabul, ma non gli afghani aggrappati alle ruote che cadevano nel […]

  

Come un “Rocco” in Tangenziale

Oggi narro un piccolo dramma privato. Poi potremo tornare a discutere del “trauma” di Salvini, del “tradimento” di Vannacci e della “perfidia” di Luca Zaia, che così commenta lo spazio concesso all’ex generale nella Lega: «Salvini ha dimostrato di essere inclusivo e corretto». Quando esco di casa, il mio cane Rocco sa sempre esattamente dove sto andando. Lo capisce dagli oggetti che porto con me, dalle azioni che compio, dalle attenzioni che dedico al suo benessere: i croccantini nella ciotola, l’acqua fresca. Ieri non so cosa gli sia passato per la testa, ma quando sono partito per Torino (che dista […]

  

La ruota del criceto narcisista

Provo a mettere in ordine alcune riflessioni sulla correlazione tra silenzio e consenso, visibilità e ascolto, assenza di critiche e stima. Poi, naturalmente, potremo tornare a dibattere del nuovo disordine mondiale. Ernesto, un bravo venditore d’auto usate, amava dilettarsi in analisi politiche e morali all’interno di una chat di amici. A volte, quando le sue considerazioni diventavano particolarmente pungenti, nella chat non volava una mosca. Lui interpretava quel silenzio come un segno di ammirato rispetto: immaginava un pubblico attonito, ipnotizzato dalla sua logica cristallina. Estasiato dalla propria eloquenza, decise di fare ciò che molti di noi hanno pensato almeno una […]

  

La civiltà che si commuove dopo

Questo è un articolo di transizione. Sto cercando di ricalibrare i miei contenuti, ma ho bisogno di tempo. Da buon egocentrico, proietto il mio stallo su scala globale. Prendo spunto da un articolo sul Financial Times del 2023, ancora attualissimo: «Gli indigeni rappresentano circa il 3% della popolazione australiana, ma il 32% della popolazione carceraria». E’ un paradosso. I primi bianchi in Australia erano carcerati britannici spediti dall’altra parte del mondo. Dopo qualche secolo, i discendenti di quei tagliagole riempiono le carceri con gli indigeni che prima del loro arrivo erano liberi come farfalle. Il colonialismo anglosassone ha una dinamica […]

  

False Flag e Zona Cesarini

Qualche tempo fa un giornalista sportivo pubblicò due articoli opposti sulla stessa partita di calcio, con il risultato ribaltato negli ultimi minuti di gioco. È la maledizione degli sport a basso punteggio: basta un episodio finale a smascherare la naturale propensione umana a tornare sui propri passi, pur di trovare una giustificazione a qualcosa che senso non ne ha. Ho ripensato a quell’esperimento rileggendo un articolo del Corriere della Sera dell’Agosto 2022: Autorevoli think tank come l’Atlantic Council e la Rand Corporation sostengono che il leader russo farà di tutto per cercare uno scontro diretto con la NATO e con […]

  

L’eterogenesi dei fini spiegata ai boomer

L’eterogenesi dei fini è quella condizione umana per cui azioni individuali, sommate, producono risultati completamente diversi da quelli desiderati. Una sorta di cugina filosofica della serendipità: trovare qualcosa cercando altro. Alle presidenziali americane del 2024, un noto giornalista con doppia cittadinanza italiana e statunitense scelse il voto disgiunto. Per la Casa Bianca votò Kamala Harris in funzione “anti-Trump”; al Congresso, votò Repubblicano in funzione “anti-Kamala”. Il risultato fu la perfezione matematica dell’eterogenesi dei fini: anzichè una Harris-Gulliver legata da lacci e lacciuoli politici, ottenne un Trump-Yahoo libero da ogni vincolo. Sarebbe meraviglioso poter prevedere in anticipo gli effetti delle scelte […]

  

Archeologia dei sensi in tempi di consenso

La legge sul consenso è un argomento delicato per noi uomini, e anzichè sbilanciarmi in analisi spericolate, preferisco metterla in metafora con le parole delle canzoni. Hanno cercato di legiferare che è inutile sperare di recuperare se hanno detto no (qui). E certo: sul piano giuridico sarebbe tutto chiarissimo. Ma il linguaggio dei sensi per fortuna è un’altra faccenda. Per intere generazioni “oh no, ti prego, no” poteva tramutarsi in “si”. Un codice non scritto, pieno di sfumature, di rischio, di fiducia reciproca. Vale anche all’opposto: ci sono volte in cui lei dice si, ma compensa un desiderio tiepido con […]

  

BBC, quando la verità inciampa

Perché, si chiede Henry Mance sul Financial Times del 15 Novembre, è così difficile essere direttore generale della BBC? La domanda nasce dalle dimissioni il 9 Novembre del direttore generale e dell’amministratrice delegata dell’emittente pubblica britannica, travolti dal caso di un video manipolato di un discorso di Donald Trump del 6 Gennaio 2021, giorno dell’assalto al Campidoglio (qui). La BBC, scrive Mance, è ormai “too big NOT to fail”: troppo grande per non inciampare. Un rovesciamento ironico del celebre Too Big to Fail, dedicato alle banche nella crisi del 2008: istituzioni talmente colossali da dover essere salvate con soldi pubblici […]

  

Guerra come ansiolitico

Alla domanda sul perché Donald Trump si accanisca contro il Venezuela, il colonnello in pensione Douglas McGregor, analista lucido e ben introdotto, non ha saputo dare una risposta univoca nella sua ultima intervista con Tucker Carlson (qui). McGregor racconta che, durante una recente conferenza stampa alla Casa Bianca, un giornalista ha chiesto al presidente se fosse vero che Nicolás Maduro lo avesse contattato proponendogli affari petroliferi sotto forma di partecipazioni dirette. Trump avrebbe risposto che Maduro gli ha concesso tutto. Ma tutto non è abbastanza. «C’è qualcosa di più», conclude McGregor, e Carlson annuisce. Il petrolio? Certo. Le influenze russe […]

  

Macron e la pulce invisibile

Da Inno alla gioia (la sua) quando s’insediò all’Eliseo, a moto di gioia (la nostra) a ogni suo nuovo salto mortale pur di non uscire di scena. Emmanuel Macron è come la pulce sul palcoscenico: non si vede dalla platea – anche perché non esiste – ma s’intuisce attraverso l’arte del mimo che ne riflette le evoluzioni in aria, tra capriole, tuffi carpiati e piroette. Macron fu l’ultimo grande esemplare di “convergenza parallela” tra destra e sinistra. Francia e allo stesso tempo Europa. Poeta con i soldati, e soldato con i poeti. Amico di Putin della prima ora, et en […]

  

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