Quando l’8 Maggio 1982 il pilota di Formula Uno Gilles Villeneuve morì nell’incidente in Belgio (qui), non c’erano i social, ma esistevano già le stronzate. Qualcuno (non ricordo chi), con diritto di parola sui giornali, sottolineò che comunque il sedile era stato espulso dall’auto, quindi il sistema di sicurezza aveva funzionato. Era un film diverso: aerei caccia e piloti dotati di paracadute, non auto di F1. Macchine volanti, non con le ruote. È tipico proiettarsi film diversi dalla realtà. Potrebbe essere capitato anche al ministro italiano quando, dopo l’arresto di Cecilia Sala in Iran, parlò di “cella singola” nel carcere […]