“Non ha il seno, piscina vietata”
Ieri ho letto che una mia coetanea di Seattle, Jodi Jaecks, dopo un intervento di mastectomia a entrambi i seni, fatto l’anno scorso, e il rifiuto di farsi mettere le protesi, ha deciso di riprendere gli allenamenti di nuoto. Si è presentata in piscina con solo gli slip, senza il pezzo di sopra del costume, non ha indossato neppure l’olimpionico perchè – ha spiegato poi- il tessuto elasticizzato irrita le cicatrici.
Prima la responsabile della piscina comunale le ha vietato di circolare “a torso nudo”, poi, dopo che la donna ha protestato e chiamato tutti i giornali, il caso è passato a una speciale commissione etica. E la donna ha ottenuto il permesso di nuotare così com’è.
Riflettiamo: il seno nudo è ammesso e ammirato (se finto e grosso ancora meglio) ma il torso nudo, in una donna di 45anni, non viene accettato. Eppure è più naturale di una protesi, forse non è bello come non lo è un naso storto o una pelle raggrinzita. Ma nessuno ha mai pensato di vietare l’ingresso in piscina ai brutti e ai vecchi. E’ evidente che in questo caso c’è dell’altro.
C’è il rifiuto ipocrita della malattia, si vuol far credere che il senso del pudore sia offeso a guardare o a convivere con i segni dell’imperfezione quando invece questi segni, la malattia come la salute, fanno parte della vita (e le offese sono ben altre!).
Così succede che i malati, ma anche le persone sane, dimentichino di far parte del ciclo vita-morte (naturale) e finiscano per credere alle ipocrisie (indotte): dal momento della diagnosi, una donna che ha il cancro al seno si sente ripetere come una mantra che l’intervento “avrà ripercussioni sulla sua femminilità” …. (la lettrice Giulia ha sofferto più per la reazione del marito che per la malattia: ne abbiamo parlato nel blog in Quando il cancro uccide il matrimonio). Lo stesso atteggiamento lo ritroviamo in chi considera una disgrazia avere un figlio down (e non è un caso che chi ce l’ha non la pensa così) o vede come un “peso insopportabile” l’anziano che non è più autosufficiente anche se è un proprio familiare.
Jodi Jaecks ci ha comunicato la sua decisione, una scelta controcorrente da sembrare innaturale. Ma quel che conta è che l’abbia voluta lei perchè così è più facile che si senta anche felice.

Prof. Luigi di Bella:
“L’Italia è un paese malato di disinformazione e la disinformazione ha un potere criminale inimmaginabile”.
Se Jodi avesse saputo….
Testimonianza da Di Bella Insieme:
“Buongiorno a tutti, mi chiamo Stefania, e sono iscritta a quel bellissimo gruppo di Facebook che qualcuno di noi definisce gruppone!!!
Sono in cura con l’MDB da febbraio di quest’anno per metastasi da carcinoma mammario primario operato nel 1999. Occorre a premessa raccontare brevemente la mia storia, che, in realtà comincia nel lontano 1999, anno in cui mi venne diagnosticato un carcinoma mammario duttale infiltrante…..venni operata; i linfonodi non erano ancora intaccati, e seguii per un anno, senza essermi sottoposta ne a chemio ne a radio il Metodo di Bella, ottenni come risultato la remissione totale della malattia.
Successivamente non smisi mai la cura preventiva di mantenimento (retinoidi, atiten, melatonina coniugata e acido ascorbico); il tutto sino a 4 anni fa, quando commisi l’errore di non proseguire con lo stesso. A dicembre 2011 mi accorsi di avere i linfonodi sovraclaveari molto gonfi, cominciai i controlli di routine, e si scoprì che, purtroppo, il tumore primario aveva generato metastasi………. cominciai la cura MDB con il medico che mi seguì precedentemente, accreditato dalla Fondazione, e nel giro di 2 mesi ottenni i primi tangibili risultati….l’andamento dei Markers era in discesa costante ogni mese, i linfonodi sovraclaveari in nemmeno 2 mesi passarono da 2,5 cm di diametro a meno di 0,9 mm (i più grandi), sino ai giorni nostri….venerdì su consiglio del dottore MDB faccio risonanza magnetica all’encefalo.
A fine gennaio da risonanza magnetica presentavo quadro compatibile con la presenza di localizzazioni di malattia in sede mediana bilaterale, cerebellare IV ventricolo e frontale. Mi infilano in questo tubo per circa 15-20 minuti, (premetto che, sospettando allergie al liquido di contrasto, ho chiesto esame senza contrasto), finito l’esame il dottore mi si avvicina e mi dice:
“Devo darle una notizia che per lei sarà sicuramente buona, le masse si sono ridotte di circa il 70%, lei capisce che con un risultato così ho la necessità di essere il più preciso possibile”… quindi ripeto l’esame con il liquido di contrasto (mi tranquillizza in merito agli effetti collaterali del liquido…) e nel frattempo mi dice: “Dovrò parlare con i miei colleghi dell’Ist……è la prima volta che mi arriva un paziente con un risultato del genere, che farmaci ha preso??? Ha fatto radioterapia? Mah….mi sa che i miei colleghi dell’Ist non me la raccontano giusta!!!!” (e io ridevo sotto i baffi).
Ad esame finito mi comunicano che il dottore mi vuole vedere perchè vuole sapere bene che farmaci ho assunto, a quel punto inizialmente un po’ riluttante (viste le reazioni dei medici e degli oncologi al sentire nominare l’MDB) dico al dottore: “Dottore non stia a chiamare l’Ist, in realtà dell’Ist io assumo solo un farmaco ormonale, non ho fatto chemio, non ho fatto radio, il resto si chiama METODO DI BELLA ♥♥♥”…….e, incredibile ma vero, ha voluto sapere la prescrizione del mio medico MDB per filo e per segno i farmaci assunti…..si è incuriosito da matti e mi ha detto che tutto ciò che porta dei risultati come quelli non può che suscitare la sua curiosità, ha voluto persino il numero di telefono del mio medico MDB; gli ho trascritto l’indirizzo del sito “dibellainsieme” e il collegamento con “metodo di bella” per saperne di più sui farmaci e sulla loro sinergia….Insomma non capivo poi se la mia gioia maggiore fosse dovuta ai risultati o all’aver incontrato dei dottori con delle vedute così aperte!!!
La mia battaglia è ancora all’inizio, perchè il quadro a gennaio presentava anche un nodulo al polmone e altro nel mediastino più piccolo, tuttavia gli stessi si erano già parzialmente ridotti ad aprile da Tac effettuata, di circa 5 mm. La prossima Tac l’avrò a fine settembre, e spero che i risultati positivi continuino a susseguirsi, grazie anche al medico MDB che mi ha in cura, alla sua dedizione, e alla sua costante presenza nella risoluzione dei piccoli problemi incontrati lungo il percorso.
Volevo concludere dicendo anche che io nel Metodo di Bella ci credo ciecamente, ci ho sempre creduto…..il mio amore nei confronti del Metodo Di Bella, del grande scienziato che ha dedicato la sua vita alla ricerca, Prof. Luigi Di Bella e dei figli che continuano a diffondere la sua opera con coraggio e dedizione è direttamente proporzionale al profondo disprezzo che nutro nei confronti di quella che viene definita terapia ufficiale, chemioterapia e radioterapia. Sono sicura che testimonianze come la mia possano infondere coraggio a coloro che ancora il Metodo non lo conoscono, a coloro che sono in cura con lo stesso, e spero che questa mia possa in parte sciogliere lo scetticismo di taluni medici e possa loro scuotere la coscienza……perchè non può essere che dopo tanti anni dalle scoperte del Prof Luigi Di Bella, e tante persone guarite con il suo metodo, ancora si debba combattere con piani terapeutici non prescritti o medici di base oppositori…….
Basta, è ora che i pazienti si ribellino, è ora che sulle scrivanie degli oncologi comincino a salire le pile delle cartelle cliniche di coloro che si rifiutano di fare chemioterapia e radioterapia…… la più grande vittoria sarà il riconoscimento dell’MDB. Un abbraccio circolare (è quello che usiamo nel gruppo per rinfrancarci a vicenda!!!).
Stefania
*****
Anzitutto un saluto affettuoso al…Gruppone! Ho conosciuto personalmente alcuni di voi a Fanano, il 26 maggio e soprattutto al convegno di Bologna dello scorso 9 giugno.
La gioia di chi dall’angoscia e dai pensieri più cupi passa allo scintillare del fiume della vita è contagiosa: si comunica a chi vi assiste con partecipazione e commozione. Ed è una GRATIFICAZIONE impagabile. Una di quelle soddisfazioni che, nell’esistenza di un uomo, costituiscono, più che un capitolo fondamentale, vera ragione di vita.
Non posso quindi non avere compassione per chi questi eventi e queste emozioni è destinato a non provarle mai, dato che la caparbia e spesso non genuina adesione a orientamenti fallimentari non lo consente.
La sua lettera, così spontanea, fresca, simpatica nell’espressione, insegna molto a tutti e la ringrazio di avercela inviata. Le sono personalmente grato per averlo fatto e colgo l’occasione per dire agli amici del “gruppone” che saranno sempre graditissime le loro testimonianze.
Non curiamoci degli isterici lai di certuni…e lasciamo che avvolti nei loro non immacolati manti senatoriali tuonino contro le “illusioni” diffuse dal DiBellaInsieme e dal Gruppo FB Mdb. Sono illusioni tutte accompagnate da diagnosi ufficiali e documentate e da rilievi diagnostici (come il suoi) anch’essi documentati ed obiettivi.
Non è certo diffondere illusioni dare, con testimonianze veraci, conforto e speranza a tanti ammalati che si stanno curando attraverso sacrifici economici (vergogna a voi…..democraticissimi burocrati della sanità e della politica!) e ansietà.
La sua storia è anche un insegnamento utile per tanti pazienti in Mdb, che a volte hanno troppa fretta di interrompere la terapia una volta raggiunta la remissione completa. Basterebbe poco, a volte “un’ombra” di terapia, per mettersi al sicuro.
Ci tenga informati – mi raccomando – sia sulle future RMN che sugli sviluppi della possibile “conversione” dello specialista da lei citato. Speriamo che cadendo folgorato da cavallo….non abbia subìto traumi! Nutro qualche dubbio sul fatto che contatterà il medico prescrittore o noi, ma l’importante è che intimamente sia stato colpito e interessato dai risultati constatati. Si fanno sempre più numerosi i medici – oncologi, chirurghi o specialisti della diagnostica – che rimangono turbati da quanto toccano con mano. E, statene sicuri, nessuno potrà convincerli che i loro occhi non sono peer reviewed od hanno un basso impact factor……l’unico “impact”, sicuramente elevato, mi sembra quello che qualche accidentale caduta deve aver comportato al cranio vacante di certi solon-analfabeti.
Non posso non concludere con un..:
ABBRACCIO CIRCOLARE a lei e a tutti gli amici del GRUPPONE
Adolfo Di Bella
postato da: Superanja (Genova) in data: 2012-06-27 14:40:10.0″
Ho rimandato a lungo la lettura integrale di questo articolo. In effetti mi sono sentito impreparato, incapace di comprendere e forse metabolizzare questa situazione. A monte di tutto ci sta la malattia, il mistero del male. Poi vine la medicina con i suoi tentativi, a volte goffi, di porvi rimedio e tutte le discussioni su come sia meglio procedere o sulla disonestà o imperizia di certi medici ecc.. Poi lasciamo per ultimo l’uomo, l’ammalato con i suoi sentimenti le sue paure, la sua solitudine anche quando è in compagnia. Ecco se devo dire il mio parere penso che l’atto di andare in piscina sia stato un modo di uscire dalla solitudine, di cercare comprensione anche con un atto che potrebbe sembrare un grido di protesta contro forse il Cielo.
Prof. Luigi di Bella:
“L’Italia(*)è un paese malato di disinformazione e la disinformazione ha un potere criminale inimmaginabile”.
Se Jodi avesse saputo….
Emilio Barret:”passate parola”
Ecco l’ennesima testimonianza tratta su Facebook “MDB dal cancro si può guarire”:
Adesso vi racconto la storia di mia mamma. A giugno del 2010 si accorge di avere dei noduli al seno, inizia il solito calvario comune a tutte in questi casi con rimbalzi da tutte le parti. La diagnosi è carcinoma mammario duttale infiltrante g3 triplo negativo, uno dei più invasivi. Dopo diversi consulti e attenta valutazione dei rischi, è cardiopatica e diabetica, a dicembre 2010 si decide di intervenire con la quadrantectomia per la rimozione dei linfonoduli. L’operazione va bene, ma giugno del 2011 si accorge che sempre a dx ma poco più sopra si sono formati altri linfonoduli. Solita trafila, soliti esami. Si decide di operarla di nuovo ma questa volta è un continuo rinvio, l’anestesista dà parere negativo. Intanto il più grande a dicembre 2011 è arrivato a 18 mm. Si rimanda di mese in mese, a marzo di quest’anno ago aspirato sul linfonodo ascellare dà come responso metastasi da carcinoma mammario, positivo per cellule maligne. L’intervento salta definitivamente e a causa dei problemi cardiaci si consiglia eventualmente chemioterapia non cardiotossica a basso dosaggio. A questo punto contatto il sito dibellainsieme che mi dà il numero del prescrittore. Il 23 aprile il linfonodo maggiore è 22 mm, diversi altri(il focolaio) e ne compare uno anche sulla cicatrice del vecchio intervento. Il 5 maggio inizia la MDB, dopo 42 giorni va a fare l’ecografia, il tecnico voleva sapere se aveva fatto qualche operazione, il perchè lo scopriremo dopo.
Quello maggiore da 22 mm era passato a 16 mm, quelli più piccoli non si vedevano più, quello sulla cicatrice al tatto ha detto che è molto più piccolo.
Ho scritto tutto questo, per testimoniare che non bisogna mai abbattersi, mia mamma è all’inizio di questo viaggio tortuoso e difficile ma che già dopo pochi giorni fa vedere i suoi frutti, la strada è ancora lunga ma ci sono tutti i presupposti per la guarigione.
Io non avrei mai scritto questo dopo così pochi giorni, sono molto realista e volevo aspettare ancora un pò, ma dopo aver letto i commenti delle due storie precedenti, ho capito che era il momento di infondere ancor più fiducia.
L’unica cosa inventata è il mio cognome, passate parola
Lunedì 27/06/2012 alle 14.22″
Mi sono ricordata di una cosa. Anche gli uomini si ammalano di tumore al seno: Lo sapevate? Forse sono casi più rari, ma ci sono. Mi domando: come faranno in piscina? Buona giornata.
Gentile Felicefranca, condivido ogni sua parola. Grazie.
In tema riporto un passo del Professore tratto da Il Poeta della Scienza (pag. 326):
“…E’ stato segato quel pezzo di clavicola. Io vi dico in verità che non accetto questo atto. La signora subisce ancora le conseguenze, e l’intervento è stato eseguito già da tempo. Qui si cade nel problema fondamentale. Quando noi abbiamo eliminato chirurgicamente il luogo di una metatastasi, abbiamo eliminato il danno? Non ricorda il medico in questo caso che la metastasi è una localizzazione in un punto di una malattia generale? E quando l’ha tirata via da un punto, che cosa si ripromette da questa eliminazione? Sono pensieri di una logica assoluta che tutti noi medici dovremmo fare, avremmo il dovere di fare, perchè abbiamo il dovere di salvaguardare il più possibile l’integrità fisica dell’ammalato. Quindi, secondo il mio parere, questo non è un rimedio razionale nè giustificabile”.
La vergogna di questa vicenda è ben riferita a metà dell’articolo in questione allorquando si evidenzia che non è la vista di un seno che scandalizza (che già l’indignarsi per un seno nudo è una sorta di evidente disturbo della personalità spesso anche sociale) quanto il rifiuto ipocrita della malattia. È come quando facciamo sparire dalla nostra vista i paraplegici, i down, i disabili, gli invalidi, ma anche gli anziani inabili oppure non autosufficienti, ecc. L’aspetto poi più subdolo della nostra mistificata cultura cosiddetta moderna è che ci accorgiamo di queste persone solo quando capita anche a noi. In Italia poi siamo divenuti cattivi maestri nel declinare la realtà a favore delle allucinazioni ascetiche. Non a caso d’altronde siamo nella m …
Gentile Cikagiuro, forse avrei dovuto virgolettare la frase relativa al coraggio. In effetti, convivere con il tumore in attesa che la cura, MDB per la precisione, faccia i suoi effetti, mette talvolta a dura prova e occorrono nervi saldi e la capacità di scacciare o convivere con i propri fantasmi anche per tanto tempo. Sono assolutamente convinta che se tutte le donne, ma non solo le donne, bensì tutte le persone che, affette da tumori per i quali la prima risposta terapeutica della medicina convenzionale sia la mutilazione, sapessero che esiste una strada diversa che può portare alla remissione della malattia mantenendo l’integrità del corpo, beh, sono convinta che la praticherebbero in larga maggioranza. Ma non solo per problemi estetici. Alle donne sottoposte a mastectomia, che in genere comprende anche lo svuotamento dei cavi ascellari, può succedere di andare incontro a linfedemi con gravissime invalidatà permanenti. Di quest’aspetto non si parla mai; si preferisce parlare di femminilità deturpata e risolvere la questione proponendo le protesi. Come se dei sacchetti riempiti di silicone potessero restituirmi la sensibilità, la carica simbolica e, io dico, la porta di ingresso di un percorso di conoscenza, che un bisturi mi ha preso. Quanto al problema sollevato da Cinzia, le vorrei ricordare che il mancato riconoscimento di MDB è la ragione vera per cui non tutti lo possono praticare. E anche che non tutti coloro che adottano MDB sono multimilionari o irrispettosi delle scelte altrui: fra noi c’è chi ha i soldi, chi dà fondo ai risparmi, chi si indebita e chi, ingegnandosi, riduce le dosi,
prolunga la cura e ottiene risultati. Quanto a Jodi, ha fatto benissimo a rivendicare il diritto di nuotare come meglio crede o, molto semplicemente, come può. Detto questo, duole constatare, una volta di più, come nulla cambi sotto il sole. Nessuna società, qualsiasi sia il livello di cultura, civilizzazione, ricchezza economica raggiunti, è pronta ad accogliere il diverso,inteso nella sua più ampia accezione. Nei secoli si sono perpetrati delitti terribili nei confronti di chi non era ritenuto, per le più diverse ragioni, uguale a tutti gli altri. Evidentemente, nonostante crediamo di aver raggiunto un livello di civilizzazione ineguagliabile, ecco che basta la vista di una persona mutilata per destare il nostro scandalo e farci pensare, immediatamente, in quale ghetto confinarla. Buona giornata e, mi pare di capire, a presto.
Capperina caro Paolo, mi scusi ma scrivo d’istinto in questo caso….meno male che lei invoca ll riguardo per la sensibilità altrui!!!!Lei si sentirebbe poverino traumatizzato e la signora che si sente dare da lei del cadavere?La signora è viva direi, il fatto che si abbia ritrosia a guardare gli handicap è per esorcizzare la paura che abbiamo della morte e della malattia, ma non per questo chi li ha deve nascondersi per non costringerci a ignorare alcune realtà della vita che potrebbero colpire chiunque compreso lei..Altrimenti dovremmo obbligare anche a coprire chi è senza una mano o un piede o una gamba, o chiunque non entri negli schemi standard del gradevole, perchè ci turba con caratteristiche non conformi ai canoni .Io non sono personalmente per la spettacolirizzazione anche se il termine in questo senso è ingrato, forse è più una provocazione per esorcizzare il dolore e portare alla ribalta il problema della mutilazione al seno e rivendicare il “proprio essere donna”e continuare ad essere “Viva” Io non lo farei personalemnte per pudore, ma non mostrerei nemmeno un seno integro, così come quando facevo chemio usavo un foulard, ma chi mostrava una bella testa pelata con libertà, mi faceva solo tenerezza, sapendo cosa aveva subito. Questo atto eclatante ci dà lo spunto per riflettere sulla nostra paura del cancro, e su come la società ci voglia tutti più sani e più belli e..poco pensanti!!!Sinceramente trovo molto più grotteschi le miriadi di uomini con le sopracciglia depilate che rappresentano questo nuovo modo di “essere più glamour” artefacendo le proprie caratteristiche naturali e rendendo i maschi delle caricature di se stessi ,che non una persona che provocatoriamente mostra se stessa senza filtri e con coraggio!Porrei invece l’accento sugli evidenti risultati delle terapie tradizonli e dei mezzi per sconfiggere il tumore al seno con pesanti mutilazioni.Chi si cura col MDB non deve ricorrere a queste operazioni terribli per foruna e bisognerebbe fasrlo sapre di più!Spero che questo articolo la scuota e la stimoli a pensieri profondi, come senz’altro voleva fare Gioia, e rifletta sulle sue affermazioni un po’ inconsapevolmente crudeli su un essere umano.Anna.
Gentile Paolo, cercherò di essere il più delicato possibile: chi ha subito una mastectomia bilaterale si è guadagnato il diritto di fregarsene del parere altrui. Un soldato che torna in patria mutilato è considerato (giustamente) un eroe di guerra, una donna mutilata a causa di un tumore ha combattuto un altro tipo di battaglia (che non ha scelto di combattere) non meno importante e deve essere considerata anch’essa un’eroina. Quando si toccano certi temi vale la regola universale di mettersi nei panni altrui.
Marco L, non era quello il complotto a cui mi riferivo.
Ma possibile che si debba sempre e solo gridare per i propri diritti e non si possa pensare che dobbiamo avere un po’ di riguardo per la sensibilità altrui? ? Io francamente a vedere a torso nudo una donna privata dei suoi seni con le relative cicatrici rimarrei traumatizzato. E’ come vedere un cadavere. Ma perchè questa signora deve imporre agli occhi degli altri le sue tragedie? Riserbo, pudore, riservatezza non significano più niente? Ed è proprio vero che non può coprirsi? Al suo posto non mi permetterei di creare disagio e curiosità morbose agli altri facendo finta di niente o osteggiando un diritto che calpesta il diritto degli altri di non essere offesi da immagini o comportamenti che possano turbare gli animi. Non siamo le uniche conchiglie della spiaggia..
Grazie a questa donna coraggio!
E’ facile per noi fare gli struzzi, mettendo la testa nella sabbia per non vedere.
Lei invece ci fa vedere in toto gli effetti edi danni di una malattia terribile; ci fa vedere però anche il fatto che si può vincerla questa malattia, e che si può vivere normalmente anche con queste menomazioni.
Siamo noi ad avere un concetto deviato di “normalità”, ma in realtà considero “normale” lei!
Un esempio per tanti…
Gentile Felicefranca: “Io, non avendo il coraggio di Jodie, ho scelto una strada diversa.” Forse più che coraggio, Jodi, non conosceva una strada diversa. Quante donne accetterebbero la mastectomia totale se conoscessero una valida alternativa non mutilante? Credo, molto poche. O sbaglio? Lei che ne dice?
Generalmente parlano,un tumore al seno si può curare certo con metodi meno invasivi ma….forse non tutti hanno un portafoglio così ricco da poterselo permettere;non tutti economicamente sono benestanti….Secondo statistiche cira nove milioni di italiani rinunciano almeno ad un accertamento diagnostico perchè essendo i tempi di attesa troppo lunghi non possono provvedere attraverso strutture private…quindi….pur essendo felice per i fortunati eletti..a volte non si ha scelta se non quella di lasciarsi “deturpare”da un bisturi…
Ammiro queta signora,che si è mostrata per ciò che vale e non per quello che è….tutti dovremmo imparare una dose di questo…e dico tutti….,me compresa
caro Vittorio, il mondo è bello perchè ognuno ha una differente opinione, ma l’angolazione che ha dato Gioia dell’evento mi sembra inequivocabile: libertà personale e dignità. Se non voglio le protesi non le metto e se sono piatta come un maschietto non si capisce perchè non possa entrare in piscina in monokini come i maschi (senza considerare i topless assai ben sopportati un pò ovunque) – è un “complotto” il luogo comune che ci vuole perfetti ovunque e comunque (puzza assai di marketing) – è il punto di vista che è falsato – da particolari come questi. Dal “complesso-vecchiaia” o “diverso” si generano poi insicurezze e conflitti psicologici assai pesanti per molte persone. (da trattare a botte di look e di psicofarmaci!) L’apoteosi del paradosso è che si vorrebbe costringere una persona quale è Jodi a considerarsi “diversa” e inopportuna: perchè accetti la tua diversità Jodi? non vedi che ci crei un problema ? adeguati – così fan tutte -
E’ anche possibile che una protesi sia un aiuto psicologico per chi ha subito un’operazione di tale portata, o no? Perchè ridurre sempre tutto ad un complotto?
Brava, coraggiosa, bella Jodie! Noi non sappiamo che prezzo abbia pagato per maturare una decisione così. Non credo che sia stato facile anche se ci farebbe piacere pensarlo. Noi non sappiamo che prezzo continuano a pagare sia le donne operate di mastectomia, sia tutte le persone che vengono mutilate, non solo e non tanto perchè la loro malattia non possa essere curata diversamente ma, forse e soprattutto, per un intrinseca incapacità dei medici a fornire altre soluzioni. Io, non avendo il coraggio di Jodie, ho scelto una strada diversa. Il mio più grande desiderio è che più nessuna donna debba avere per forza il coraggio di Jodie o vada incontro alle umiliazioni di Giulia. Il tumore al seno si può curare con metodi molto meno violenti. Buona serata a tutti.
Se non è un obbrobrio estetico,si può anche accettare!Siamo troppo abituati alla normalità,che una qualsiasi diversità fisica viene subito notata e,giustamente,emarginata!Cosa risponderesti,a tuo figlio, se ti domandasse perchè quella persona è senza seno o senza gambe?”Guarda e taci”?O lo porteresti da un’altra parte dove sono tutti uguali?Lino.
dio che coraggio è da prendere come esempio questa donna perchè nonostante la violenza lei è riuscita ad essere se stassa.e solo una donna a cui hanno tolto un seno puo’ capire
Tanto di cappello! Una donna così merita tutto il rispetto di chi ha la ‘Forza’ dalla sua!
Cara Gioia, per l’oncologia protocollare il seno ricostruito serve, in realtà, (oltre che promuovere tutto l’indotto affaristico ad esso collegato) a celare la sua barbarie e il suo fallimento. Avere il coraggio e l’improntitudine di Jodi di mostrarsi senza più seno e senza alcuna protesi è troppo sconveniente, non tanto per la sua immagine, ma per quella di quei macellai dell’establishment del cancro. Si sa, bisogna sempre salvare la faccia. Così, come dice Marco, in tempi di raccolta fondi, se muore un i vip di cancro è solo a seguito di lunga malattia…
Dici bene Gioia, non è solo un problema “estetico” – in Italia ad esempio in “zona” dichiarazione dei redditi (5×1000 alla ricerca) non muore più nessuno di cancro: tutti i “famosi” muoiono di “lunga malattia”. Ipocrisia è un complimento -