Vaccino anticancro, via libera
Il vaccino anticancro è qui, appena fuori dalla porta. Funziona da anni. Lo si ottiene mettendo a contatto le cellule maligne con quelle sane del paziente e iniettando il composto per via intradermica. Effetti? Il sistema immunitario del malato riprende a marciare alla grande, “ le nuove cellule re-immesse nell’organismo si comportano come radar, sono attratte dal cancro per ridurlo” spiega Dino Amadori, oncologo e direttore scientifico dell’Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori (IRST) di Meldola, in provincia di Forlì, dove otto anni fa iniziò la sperimentazione con il vaccino anti tumorale su 60 pazienti, con melanoma al quarto stadio.
Proprio oggi l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ha dato il benestare ufficiale: il vaccino si potrà produrre. “Per il momento lo useremo nei pazienti con melanoma – spiega Amadori – ma le caratteristiche che abbiamo notato durante la sperimentazione fanno pensare che potrà essere usato con successo anche nei tumori del rene e del colon-retto, ossia in quelli che evocano una risposta immunitaria più forte”.
La terapia cellulare è preparata nella Cell Factory dell’istituto, il laboratorio specializzato che Amadori paragona a una casa farmaceutica. Sono 13 in tutta Italia le Cell Factory autorizzate dall’Aifa, ciascuna approfondisce un tipo di cellule (mesenchimali, neurali, per medicina rigenerativa). Il laboratorio romagnolo produce vaccini da cellule dendritiche come la FaBioCell dell’Istituto superiore di sanità a Roma e l’Uptc del Neurologico Besta di Milano.
La sperimentazione è stata fatta prelevando cellule dendritiche sane dai pazienti malati. Perché dendritiche? “Sono cellule presenti in gran parte dei tessuti, sono capaci di assorbire le proteine e di esporle sulle loro superficie (che aumenta con protuberanze, i cosiddetti dendriti) e in questo modo insegnano alle cellule linfatiche a riconoscere le proteine anomale del tumore. I linfociti così si moltiplicano e si attivano”.
I pazienti vaccinati sono 60, tutti al quarto stadio di melanoma, con alle spalle interventi, chemioterapia e o immunoterapia. La mediana di sopravvivenza per malati di questo tipo è di sei mesi. Il vaccino ha potuto prolungare la mediana di 22,9 mesi (range 13,4-61,3 mesi) per il 71% dei pazienti, ossia per coloro che erano risultati responsivi al test cutaneo (e dunque avevano cellule ricettive al vaccino). Il 29% ha avuto una mediana di sopravvivenza di 4,8 mesi. Fra questi ultimi vi sono tre pazienti liberi da malattia da 3 anni e mezzo, 4 anni e mezzo e 6 anni. (I dati sono pubblicati da Ruggero Ridolfi in Melanoma Research 2011).
Cosa cambia da oggi?
“Siamo autorizzati ad estendere il reclutamento dei pazienti compatibilmente con le forze del laboratorio. Saremo in grado di vaccinare dai 30 ai 40 malati l’anno e non solo della Romagna, ciascuno di loro assumerà il vaccino per un anno e mezzo (ogni due settimane le prime quattro dosi, poi a intervallo mensile).”
Pazienti terminali o comunque già trattati con chemioterapia?
“I risultati più importanti si ottengono quando la malattia è all’inizio e non è stata fatta ancora la chemioterapia. Cercheremo di fare il vaccino prima della chemioterapia…”
Perché quando un ritrovato funziona lo si dà al malato sempre “dopo la chemioterapia”?
“Il cancro è un qualcosa di molto complesso, per questo apriori non si deve scartare nulla. Quindici anni fa la chemioterapia era l’unica strada, poi sono arrivati i farmaci intelligenti, la terapia genica…”
Che senso ha dare un farmaco biologico che ripristina il sistema immunitario dopo una chemioterapia?
“Il farmaco biologico non ha un effetto rapido e quando la massa tumorale non viene subito ridotta si ritiene di intervenire con la chemio…”
Sono decisioni dell’Aifa?
“L’Aifa esegue quello che stabiliscono la Fda americana (Food and Drug Administration) e l’ Ema europea (European Medicines Agency)”.
Ma allora perché lei pensa di riuscire a vaccinare i malati prima della chemioterapia?
“Ci sono i nostri risultati confortanti e, poi, sul melanoma la chemioterapia non ha grandi effetti”.

carissimi,
non so come ringraziarvi della vostra attenzione e del vostro tempo dedicatoci.
Spero di ripagarvi con buone notizie, mi auguro di ricevere un barlume di speranza in questa situazione senza via d’uscita.
grazie ancora
Roberto
Per Roberto:
Ora ho controllato e si apre… Mi scusi, ma nella fretta non le ho scritto dove deve cercare in caso il link postato precedentemte non si apre:
http://www.metododibella.org/it/mdb/home.do
Gentile Roberto, solo ora mi sono accorto che il link postato precedentemente non si apre. Quindi lo posto nuovamente:
http://www.metododibella.org/pub/plugin/search/search.do?task=search&geko-useFuzzySearch=true&geko-useAndOperator=true&geko-displayUrl=%2Ffe-web%2Fjsp%2FricercaBase.jsp&geko-query=glioblastoma&geko-search.x=12&geko-search.y=8&geko-language=it
Se non si dovesse aprire neanche adesso, scriva glioblastoma nello spazio libero accanto alla parola Cerca, che si trova in alto a destra, e clicchi sulla lente di ingrandimento che si trova a fianco.
Roberto segua il suggerimento di Ivano e lasci perdere vaccini, terapie geniche ed altre fesserie che farebbero soltanto perdere tempo vitale.Ok,la scelta finale dovrà essere della sorella della sua ragazza, per forza e ci mancherebbe. Però, considerata la prognosi, la convinca quanto meno ad ascoltare Di Bella,poi deciderà. Non disperi e tanti auguri.
Gentile Roberto, ho letto solo ora il suo appello e l’unico modo che ho per cercare di aiutarla è quello di inviarle il sito di riferimento del Metodo Di Bella dove può trovare molti studi riguardanti gli effetti antitumorali di tutti i componenti del MDB sul glioblastoma. Spero che tutti questi studi le potranno essere utili per aiutare la sorella della sua ragazza:
http://www.metododibella.org/pub/plugin/search/search.do?task=search&geko-useFuzzySearch=true&geko-useAndOperator=true&geko-displayUrl=%2Ffe-web%2Fjsp%2FricercaBase.jsp&geko-query=glioblastoma&geko-search.x=0&geko-search.y=0&geko-language=it
Questi sono i riferimenti per contattare il Dott. Giuseppe Di Bella:
Per richieste di visite o per comunicazioni rivolgersi ai seguenti numeri di telefono :
- (+39) 051 230369
- (+39) 051 239662
a questi numeri di telefono non si ricevono fax.
dalle 16.00 alle 20.00 tutti i giorni, tranne il sabato
Le consiglio anche di scrivere un’email a questo indirizzo:
-info@dibellainsieme.org
dove le daranno tutte le indicazioni del canso compreso il fatto se nella sua zona vi sono medici accreditati dalla Fondazione Di Bella.
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Gentile Roberto se questa ragazza decidesse di affidarsi al MDB, il fatto che non abbia fatto né chemio ne radio lo consideri una fortuna, in quanto il MDB è molto più efficace se i malati non sono mai stati sottoposti a trattamenti chemioterapici.
TANTI IN BOCCA AL LUPO…
Gentili utenti del Blog,
leggo con trepidante attenzione i vostri messaggi alla ricerca di un qualcosa che possa accendere una speranza.
Vi disturbo descrivendo la nostra situazione che da tre mesi non ci lascia tregua, la sorella della mia ragazza è affetta da Glioblastoma di IV grado. Debitamente operata in un rinomato centro di Bologna è stata dimessa senza speranze di sopravvivenza e ricoverata (in attesa di…) presso la casa di cura Domus Nova di Ravenna.
Da uno stato pre-comatoso siamo passati a vederla mangiare nuovamente (e di gusto) seduta ad un tavolo, a migliorare l’interazione verbale, a vederla tornare sorridere.
Tutto questo per sentirci rispondere che NON è possibile cominciare una cura chemio/radio terapica perchè non avrebbe nessun risultato apprezzabile.
Riassumo, e mi scuso per essere stato prolisso, in poche parole ci hanno dato una doppia sentenza negativa (eufemismo) e nessuna speranza o possibilità di intervenire anche a livello sperimentale. Chiedo per cortesia se qualcuno è ha conoscenza di centri, nelle nostre vicinanze (Ravenna), per valutare eventuali proposte MDB, vaccino, terapia genica, etc… che possano riaccendere una minima speranza in questo assurdo percorso.
Leggo quotidianamente di persone miracolosamente guarite, di nuovi metodi di cura, di nuove proposte alternative ed efficaci… mi chiedo come sia possibile che, vista l’unica possibilità prospettata, nessuno abbia il cuore o il fegato di indirizzarci verso un’alternativa? O meglio… cosa farebbe VERAMENTE se un suo caro versasse in questo stato?
cordialmente
Roberto Ranieri (Ravenna)
Gentile Gioia Locati, anche se ho seguito e seguo i blog sul suo sito, talora non intervengo. Lo faccio ora sulla discussione, pare ormai raffreddata, del vaccino anticancro. A parte i miei dubbi le invio (metodo copia-incolla) quanto è presente in recente letteratura medica e che supera la discussione sul vaccino (boh!). Eccola ed è importante in quanto le cellule tumorali sono tutte immortali, non hanno la apoptosi (morte programmata e predeterminata) delle cellule normali. Questo è un metodo più fine, più scientifico e mi permetta lineare interessando la genetica, la immunità, la biochimica.
Cancro: nuova tecnica per indurre la morte delle cellule tumorali.
Pubblicato da giorgiobertin su luglio 18, 2012
I ricercatori della Hebrew University of Jerusalem e del Weizmann Institute of Science hanno sviluppato una tecnica per provocare l’apoptosi, o morte cellulare programmata, che potrebbe portare a nuovi approcci al trattamento del cancro.
L’apoptosi è un meccanismo di difesa fondamentale contro la diffusione di cellule anormali, come il cancro. Le cellule tumorali di solito evitano questo processo a causa di mutazioni nei geni che codificano alcune proteine. Il risultato è che le cellule tumorali sopravvivono e prendono il controllo mentre le cellule sane muoiono.
Lo studio ha esaminato l’interazione tra due importanti proteine coinvolte nella morte cellulare: mitochondrial carrier homologue 2 (MTCH2) e truncated BID (tBID). I ricercatori hanno sviluppato brevi frammenti di queste proteine o peptidi sintetici, che legandosi tra loro influiscono su questa interazione. In esperimenti di laboratorio condotti su colture cellulari, questo risultato ha portato alla morte di cellule tumorali di origine umana.
” Questi segmenti di proteine potrebbe essere la base delle future terapie anti-cancro nei casi in cui il meccanismo di morte cellulare naturale non funziona correttamente” – ha detto il Prof. Friedler.
Leggi abstract: Molecular Basis of the Interaction between Proapoptotic Truncated BID (tBID) Protein and Mitochondrial Carrier Homologue 2 (MTCH2) Protein: KEY PLAYERS IN MITOCHONDRIAL DEATH PATHWAY Chen Katz, Yehudit Zaltsman-Amir, Yana Mostizky, Neta Kollet, Atan Gross, and Assaf Friedler J. Biol. Chem. 2012 287: 15016-15023
Un cordiale saluto.
Caro Vittorio, che alcune corone possano finire sulle teste sbagliate può sicuramente essere. Tuttavia, io vedo anche un motivo di speranza nella situazione attuale. Oggi ricorre l’anniversario della morte del Prof. Luigi Di Bella e noi, grazie a Gioia Locati, da più di un anno parliamo di lui, del Metodo, di malati in remissione. La sperimentazione del ’98, criminale e cinica, negli intenti, doveva seppellire definitivamente MDB. Il tempo ha rivelato il disegno ed i suoi risultati, e il Metodo non solo non è stato seppellito ma ha trovato sempre nuovi “estimatori”. Se in passato, vi si faceva ricorso come ultima ratio, oggi, sempre più malati si rivolgono a MDB come prima risposta terapeutica conseguendo ottimi risultati, chiarendo in modo inequivocabile le ragioni delle remissioni, dando modo alla cura di esplicare tutto il suo benefico potenziale su persone non devastate dalle terapie convenzionali. In più, oggi, le informazioni circolano rapidamente e liberamente e diventa pressochè impossibile fermarle. Se si vuole e si ritiene che il tempo sia maturo, ci si può organizzare e far sentire, forte e chiara,la propria voce. Non ci sentiamo più soli, nonostante la malattia e le difficoltà.Chi volesse unirsi a noi in una battaglia di civiltà, è benvenuto. Cordialmente
Ricomplimenti, Felicefranca.
Buona sera per non dire buona notte a tutto il blog, questa sera stavo rileggendo tutti i commenti scritti e mi trovo d’accordo al 100% con tutti i commenti scritti da Marco l. e, ancora una volta, rimarco per coloro che non vogliono capire o cercano in tutti i modi di negare l’evidenza, quello che ha affermato Marco l. in un suo intervento: LE UNICHE nove donne con neoplasia al seno giunte al trattamento in MDB come TERAPIA di prima linea sono TUTTE e nove in remissione totale dal loro tumore – non erano venti e di queste venti solo nove hanno questa situazione, erano NOVE e TUTTE E NOVE sono in remissione totale (significa il 100% ). Ha ragione caro Marco l., chiunque che non ha pregiudizi di fronte a questi risultati dovrebbe cadere dalla sedia, e invece noto che dopo tanti anni si perde ancora tempo cercando il pelo nell’uovo o raccontando la favola del rispetto del rigore scientifico che vale solo quando si parla di MDB…Chissà perché tutto questo rispetto del rigore scientifico si va a benedire quando si tratta delle famose terapie chemioterapiche che, se ancora non è chiaro, il più grande studio in merito ha evidenziato come solo il 2,3% dei malati trattati unicamente con chemioterapia sopravvive dopo 5 anni… Credo che se lo stesso rigore scientifico che si chiede al MDB si attuasse veramente anche per le terapie chemioterapiche da un bel pezzo si sarebbe dovuto abbandonare tutto ciò: E’ PROPRIO IL RISPETTO DEL FAMOSO RIGORE SCIENTIFICO A FAR SI CHE SI DOVEVANO ABBANDONARE LE ATTUALI TERAPIE FARMACOLOGICHE per approfondire strade terapeutiche diverse che rispettano prima di tutto il malato oncologico e invece, proprio infischiandosene del rigore scientifico si continua imperterriti su questa strada terapeutica che porta unicamente enormi profitti al sistema così come è adesso strutturato.
Si Vittorio, io penso ancora che si possa vivere in un mondo dove i cuori si possano riscaldare e le menti si possano aprire. Se oltre ad aver “..dato un’occhiata all’articolo che parla del libro autobiografico di Di Bella” desse un’occhiata anche su FB MDB, scoprirebbe che sono migliaia le persone che comunicano tra di loro con i cuori e le menti aperte. Non è scritto nelle sacre scritture che si debba vivere nel cinismo. Buona notte Vittorio e sogni d’oro.
Felicefranca, purtroppo quegli studi sono indispensabili per un riconoscimento ma la cosa più grave è, secondo me, che un eventuale riconoscimento non vedrà Cesare come protagonista, magari Bruto ma non Cesare. Il punto è: si è disposti a questo? Sono due le condizioni imprescindibili affinchè l’MDB venga rimborsato: un congruo guadagno e la corona d’alloro sulla testa sbagliata, che piaccia o meno il mondo gira così.
cikagiuro, se Montgolfier avesse sintetizzato la mongolfiera, l’aereo dei fratelli Wright starebbe ancora rimbalzando come un canguro. Stanno facendo loro tutte le ricerche di Di Bella e lei pensa ancora a riscaldare i cuori e aprire le menti…quando uscirà la biografia di uno qualunque con la prefazione “come curare il cancro utilizzando i retinoidi e la somatostatina sintetizzati” lei pensi a volare…quando leggerà “per gentile concessione della Monsanto” potrà andare in orbita.
x Vittorio: si , la fenretinide E’ un analogo della vitamina A, non so cosa abbiano modificato a livello chimico per poterlo brevettare – L’impressione però è che anche Veronesi abbia violato qualche consegna: dopo un enfasi iniziale di Fenretinide non si parla più -
sono al terzo tentativo di postare : i due precedenti se li è mangiati il blog! riparto da un nuovo punto di vista ancora.
Cari cikagiuro, caro Alfredo: il primo luglio dell’anno 2003 moriva Luigi Di Bella. L’allora direttore de “il Giornale” era Vittorio Feltri, il quale pubblicò sul quotidiano un articolo a forti tinte di amarcord riguardo la vita dello scienziato. Il giornalista che lo redasse diede una angolazione all’articolo come se si trattasse di scrivere un epitaffio ad una storia che aveva illuso una parte della popolazione italiana (ammalata di tumore) e che si era invece rivelata una inconcludente utopia. Evidentemente nulla sapeva il giornalista che il dottor Mauro Todisco era già riuscito a violare la cortina del silenzio pubblicando due lavori sul ruolo dell’MDB nei linfomi e nelle piastrinopenie (non scrisse semplicemente MDB negli abstract ! scrisse solo i nomi delle molecole impiegate e voilà! ciò che non trovava mai ospitalità sulle riviste venne magicamente pubblicato!)
Scrissi a Feltri, lo misi al corrente di come, da orfano da neoplasia, avevo dovuto fare tutto un percorso per arrivare a capire “certe cose” e certe dinamiche dell’oncologia.
E’ singolare come mi rivolsi all’allora direttore usando una modalità che ritroverò l’ 11 giugno di quest’anno nel post di questo blog di Gioia Locati intitolato “il mio viaggio” – unica differenza è che io mi rivolsi a Feltri con ” ho dovuto imparare che ” al posto del passato prossimo usato da Gioia. Nel mio vario argomentare ricordo che scrissi “ho dovuto imparare che efficacia non significa guarigione” .
Si rassicuri Alfredo che ho BEN CHIARO cosa sia efficacia, remissione, guarigione, ripresa di malattia, recidiva , secondarismo etc….etc… –
Chiarii anche a Feltri a che punto fosse lo stato dell’arte dell’MDB in quell’anno infausto.
In quell’anno infausto infatti morì Di Bella,morì mia madre e morì il medico MDB di mia madre: le lacrime più incontenibili furono per quest’ultimo, l’indimenticabile Beretta Vittorio di Cusano Milanino, ex sindaco della sua città tra le altre cose … questo a Feltri non lo scriss …. ma lo rendo noto a Lei Alfredo, perchè non credo si renda conto cosa possa rappresentare un medico simile a quello che io ho incontrato (e che molti in MDB hanno la fortuna di incontrare ) pur essendo all’epilogo di una storia neoplastica senza via di uscita alcuna –
- scrissi invece tutto quello che “sapevo” riguardo l’MDB a Feltri , invitandolo ad approfondire con rigore e onestà di giudizio eventi, accadimenti e recenti acquisizioni scientifiche . Non ho idea se fu la mia mail, se fu un caso, se fu una semplice coincidenza, ma su “il Giornale” uscirono nei giorni successivi diversi articoli che ripresero la vicenda da una angolazione più aderente alla realtà.
Ho fatto questo lungo excursus Alfredo per farle minimamente capire che per me le statistiche, i gruppi omogenei e le linee guida perdono di significato se gli oppongo i registri tumori con le loro lacune geografiche, i centri di eccellenza che ti scaricano alla prima recidiva invitandoti a recarti alla tal clinica vicina a casa tua dove si praticano “gli stessi nostri protocolli” (così non si inquinano le statistiche del centro di eccellenza!), gli oncologi che tirano fuori dal frigo brick di betacarotene solamente il giorno in cui comunichi loro che la loro paziente non farà più chemio ma Metodo Di Bella –
Ciò detto, vogliamo fare un trial per poter prescrivere Fenretinide a TUTTE le donne in pre-menopausa? VA BENE! facciamolo, ma facciamolo subito ! non è proposta che devo fare io utente registrato di Sportello Cancro! deve essere un input primario che scaturisce dalla logica del primo oncologo di Italia, se davvero vuole salvaguardare il paziente sofferente e non una prima linea di intervento al reparto chirurgia dell’IEO – ne conviene Alfredo?
Detto questo non so se ricordarLe che il profilo tossicologico della vitamina A è perfettamente conosciuto da tempo immemore e difficilmente alle nostre latitudini corriamo il rischio mangiando un fegato di foca al giorno di intossicarci con la A –
Alle amiche in pre menopausa dunque mi sento di suggerire da non-medico: se non state cercando una gravidanza s-u-p-p-l-e-m-e-n-t-a-t-e-v-i anche contro il parere del medico.
Ma Alfredo, non ci siamo proprio. Prima dice che vuole iscriversi al gruppo di FB. E per far che, mi domando. Lì sì che la presenza è eterogenea. Guardi, son presenti persone con le patologie più diverse. Non so se in numero sufficiente a soddisfare le richieste di chi non si arrende neppure all’evidenza, ma sicuramente in numero abbastanza elevato per dire che se appena appena uno si informa, fugge a gambe levate dai trattamenti che anche lei dice di riservare ai suoi pazienti, dal momento che non ha di meglio da offrire. Io, e non solo io, le dico che MDB funziona,(sia chiaro, non è l’acqua di Lourdes) e lei cosa fa? Assume gli stessi atteggiamenti di tutti quelli che o non capiscono o non vogliono capire. Non aveva detto di voler studiare il Metodo? E allora ci si metta. Davvero, contatti i suoi colleghi (che siano tutti più di bocca buona?)divenuti prescrittori del Metodo. Potranno fornirle utilissime informazioni Mi creda, il problema per noi in cura è il suo costo, per tanti, proibitivo. Il riconoscimento di MDB non vorrebbe dire solo che la cura sarebbe a carico del SSN ma darebbe finalmente a Cesare quel che di Cesare è sempre stato: il prof.Luigi Di Bella è stato lo scienziato che ha messo a punto la terapia biologica per la cura dei tumori. Nel frattempo, chi ha le possibilità economiche e questo costituisce un vero scandalo, ed è debitamente informato, si fa un baffo di tutti coloro che non si arrendono davanti a niente, mandano, mi scusi, a quel paese oncologi e chirurghi e, pur in assenza di quei famosi studi dei quali anche lei sente la mancanza, si curano felicemente con MDB. Grazie per l’abbraccio e l’in bocca al lupo. Cordialmente
Marco, quindi oltre alla somatostatina hanno sintetizzato anche un retinoide? Sa che un farmaco sintetizzato è facilmente modificabile in laboratorio per far si che il brevetto venga rinnovato? Ho l’impressione che la circolare per la Fenretinide arriverà…c’è da chiedersi perchè non arrivi quella per la vitamina A piuttosto…
Marco L: le sue osservazioni sono talmente pertinenti e razionali che non necessitano repliche. Riguardo all’assurdità che “.. l’oncologia ha preteso (e di fatto pretende) di misurare l’MDB con regole create ad hoc per i prodotti citolitici chemioterapici” mi permetto di riportare la caustica ed efficacissima pochade di Beppe Grillo quale esemplificazione della incongruità dei criteri di giudizio da lei citati.
“Il professor Luigi Di Bella è come i fratelli Wright quando inventarono il primo aereo.
A quel tempo c’era solo Montgolfier che volava e l’unico volo era in mongolfiera.
Anche noi voliamo, dissero i due fratelli, ma con l’aereo.
Ma cosa dite, siete degli eretici rispose Montgolfier.
Voi non capite niente, però proviamo, facciamo un …..protocollo.
Così lui prese l’aereo dei Wright e si mise a gonfiarlo.
Alla fine disse: non vola. Vedete che ho ragione io!?`.”
Quanto alla biografia del prof. Di Bella, basterebbe già solo la sua lettura per aprire le menti e scaldare i cuori. Ma si ricordi che ci saranno sempre persone che hanno paura di apprendere la verità. E’ umano, anche se molto triste, soprattutto per loro.
Scusate gli errori di battitura…. Il touch screen non va bene x le mie ditona!!!
caro Marco,
il sistema di approvazione di una terapia va rivisto e così le regole ed i parametri che valutano la risposta (volume del tumore e altro)?Certo che sì! ma questo centra in parte con il problema. MDB va testata correttamente (intendo cercando di potrene il più possibile interpretare i dati senza troppi fattori di confondimento) altrimenti non si potrà mai dimostrare al mondo scientifico la sua validità. basta avere 9 risposte complete su 9?Noooooooo! A noi interessa cosa in questo caso? Direi guarire il più alto numero di guarigioni. Lei crede che risposta completa e guaigione siano la stessa cosa?Forse, ma ci voglino anni prima di poterlo dire. Non sto facendo l’avvocato del diavolo, cerco di spiegare come si ragiona nel mondo scientifico di cui io faccio parte.
X Veronesi:lei ha ragine quando dice che lo screening non è prevenzione primaria, inatti secondaria. Non èuna vera prevenzione, mauna dignosi precoce.la prvenzione primaia è tipo”non fumare così homeno possibilità un tumore del polmone”. Detto questo percheè mai dovremmo dare la viatmina A a tutte le donne in menopausa. hanno fatto studi a riguardo?Credo di no, quini è GIUSTO non darla. Non perchè fa male, ma perchè non si è sicuri del beneficio.
Che Di Bella sia stato un grande scieziato io non mi permetto di entrre nel merito, ma mca nel mondo tutti sono prezzolati o venduti a case farmacetiche. Conosce tantissimi ricercatori che si fanno un mazzo tanto dal mattino alla sera nel tentativo di capirne di più sul tumore. Ci sarà anche chi ha altri interessi, ma non facciamo di tutta un erba un fascio.
Diciamo che MDB funzioni, sempre?In ogni tumore? X funziona cosa intendiamo?Guarigione, allungamento della vita?nche se ho lesioni cerebrali?Anche nelle leucemia?e così via. Gli studi servono non per blccare qualcosa, ma x capire dove e come usarlo al meglio.
Mi pare di capire che io sono aperto a confrontarmi, mentre lei, Marco, sa già che la terapia di Bella funziona!
Le sostanze endogene: anche il bicarbonato è nel nostro organismo, infatti un medico dr Simoncini lo propone come trattamento x la cura del tumore.Secondo lui è un fungo. Ha fatto conferenza in america con tanto di testimonianze. è stato radiato dall’albo. Ha ragione, ha torto? Io rispondo dicendo che non ha mai presentato alcuno studio serio……(in un libro dice di aver trattato 1000 casi e di averne curati 950).
X FeliceFranca, un abbraccio ed un in bocca al lupo
Caro Vittorio, la situazione per l’MDB è una situazione kafkiana. Rispecchia in tutto e per tutto le contraddizioni evidenti che stanno sgretolando il mondo moderno. Il problema di fondo se vogliamo sono le REGOLE che l’oncologia s’è data. Sono come le regole economiche che l’europa impone agli stati membri, ma che gli stati membri non sono per la gran parte in grado di rispettare. Mi perdoni il facile parallelismo ma come uscirà l’europa da un simile impasse se non ripensando queste regole? Analogamente l’oncologia ha preteso (e di fatto pretende) di misurare l’MDB con regole create ad hoc per i prodotti citolitici chemioterapici. Ritengo sia evidente a chiunque che se i farmaci che intendo usare in una terapia non sono demolitivi della cellula, ma fanno appello a un differente tipo di farmacocinetica non potrò andare a misurare i volumi della neoplasia nei tempi e nei luoghi in cui di abitudine lo si faceva con le “obsolete” terapie del cancro (non è una mia definizione obsoleta, è un adefinizione che Umberto Veronesi ha usato e usa spesso per definire il futuro prossimo della chemioterapia! la prospettiva è di rifuggirla, non certo di portarcela appresso ancora). Sono le contraddizioni di fondo da sanare affinchè l’MDB e QUALSIASI altra terapia biologica (molecole ENDOGENE: melatonina, somatostatina etc…) possa essere misurata correttamente secondo le proprie prerogative. Le faccio un esempio delle contraddizioni che ci mantengono purtroppo ancora in questa fase di stallo: http://imageshack.us/photo/my-images/531/down.flv/
in questo video Veronesi afferma che lo studio sulla Fenretinide è stato fatto “per prudenza” su donne che avevano già avuto un precedente tumore al seno per verificare come il “prodotto ” (è vitamina A brevettata!) avrebbe potuto proteggere da una recidiva “all’altro seno” – nemmeno io su Sportello Cancro sono a più riprese riuscito a fare ammettere a Veronesi che VERA PREVENZIONE primaria del cancro sarebbe allora NON lo screening di massa che serve solo a procurare lavoro “anticipato” al chirurgo e all’oncologo (per come siamo strutturati attualmente) , ma VERA PREVENZIONE primaria del cancro al seno sarebbe eventualmente prescrivere Fenretinide a TUTTE le DONNE in pre menopausa! non Le pare VIttorio? allora sì che vado a incidere SIGNIFICATIVAMENTE anche sui PRIMI tumori al seno che dovrebbero verificarsi e si verificano con la frequenza statistica che conosciamo.
Perchè non si fa questo?
non dico l’obbligo coatto per la donna di consumare Fenretidine (analogo retinoide! non dimentichiamolo!) ma lmeno una circolare virtuosa in cui il ministero della salute “consiglia” ….
Abbiamo il timore di prescrivere la vitamina A ? sarebbe incredibile!
Stiamo piuttosto tutelando le strutture e i lavoratori in esse impiegati ? (meno interventi per il chirurgo, meno mammografie positive, meno lavoro per il senologo, meno lavoro per il radiologo, meno fatturato per chemio, radio, anti emetico, gastroprotettori, palliazione)
E’lecito sospettare questo? io direi di sì !
Cosa stiamo facendo?
Vedrà Vittorio che si tenterà la ” svolta vaccino” per numero si tipi di tumore piuttosto che indagare per bene il biologico, perchè il vaccino va ad abbracciare una larga fetta di utenza …
Queste sono le ragioni, queste sono le difficoltà primarie da superare – all’estero l’MDB ha la possibilità di imporsi in una nazione che non faccia della medicina speculativa una voce di spesa inalienabile con cui favorire amici o protetti “impiegati” in aziende farmaceutiche –
Un ‘altra difficoltà può sorgere coi galenici da doversi preparare in loco: un medico straniero che volesse OGGI prescrivere MDB non ha nessuna farmacia in grado di fornirgli melatonina e retinoidi, è un problema superabile ma certamente ancora tale ovunque.
Consiglio a tutti di leggere la biografia di Luigi Di Bella, perchè pur anche io che credevo di conoscere discretamente parecchi particolari di questa vicenda tutt’altro che conclusa, trovo nel libro numerossisimi spunti certamente utili per chi è alla ricerca di capire l’oggi riguardo l’MDB.
Marco L, non è a me che deve spiegare certe cose; nel mio piccolo ho provato a consultare Veronesi (con scarso successo). Dovete essere voi con il professor Giuseppe Di Bella in prima linea a fare in modo che il protocollo Di Bella venga riconosciuto o almeno risperimentato (seriamente stavolta) anche perchè, se non s’è ancora capito, guarire il prossimo non basta. C’è una cosa che ancora non m’è chiara: come vengono considerati gli studi di Luigi Di Bella all’estero? Se sono considerati la strada giusta vorrei capire se altrove l’MDB è utilizzato e rimborsato. Voglio essere chiaro: non m’interessano le varie pubblicazioni, voglio sapere se all’estero il protocollo viene usato. Alcuni principi attivi usati nell’MDB vengono elogiati, la somatostatina e i suoi derivati sintetizzati sono riconosciuti come inibitori dei fattori di crescita, cosa manca? Ho dato un’occhiata all’articolo che parla del libro autobiografico di Di Bella, sono molti i personaggi famosi che hanno sperimentato la sua cura: perchè non si fanno avanti? Gentile Marco, io sono un umile operaio e i trattati di medicina non sono alla mia portata, voglio solo i “perchè”. la risposta ad un “perchè” potrebbe essere il rifiuto totale di un qualsiasi compromesso, eppure ci fu chi si fece pochi problemi al riguardo.
Complimenti, Felicefranca.
Per Alfredo. Vorrei innanzitutto complimentarmi con lei per il proposito di iscriversi al Gruppo FB. Io andrei anche oltre. Prenderei contatto con la Fondazione, con i Medici prescrittori suoi colleghi e mi documenterei per bene. Documentarsi mi sembra l’unico modo intelligente per poter poi criticare. Detto questo, sono una paziente in cura col MDB per cancro al seno e ho scartato da subito la prospettiva di intervento chirurgico più chemio + eventuale radio, per optare per il Metodo. I due chirurghi che avevo interpellato avevano parlato uno di mastectomia + resezione, l’altro di mastectomia bilaterale. Lei ci insegna che, in assenza di alternative,la chirurgia è risposta d’elezione; ma io l’alternativa l’ho cercata e l’ho trovata. Ad una mia precisa domanda, mi è stato risposto che sarebbero occorsi mediamente dai quattro ai cinque mesi per verificare il comportamento dei tumori. Ho accettato,senza pressioni di nessun tipo ed in modo del tutto consapevole, di correre il rischio. Dopo quattro mesi, due dei miei tre tumori non c’erano più e il più grande si era ridotto di soli 2mm ma con una vascolarizzazione di un solo vaso e per di più molto piccolo. Seguendo i resoconti dei pazienti in cura su FB, ci si rende conto di come i risultati in tanti casi arrivino anche dopo neppure un mese di terapia e questo per i tumori più diversi. E’ evidente il beneficio, per me, di aver intrapreso il Metodo come risposta di prima linea. Lei conosce sicuramente meglio di me gli esiti a cui una mastectomia può portare in termini di grave invalidità. Come ci si può rifiutare di considerare questi aspetti e gli evidenti vantaggi di questa cura? Senza contare che, trascorso il tempo necessario, una bella mastectomia si può sempre fare, qualora il MDB non avesse funzionato. Non trova? Quanto poi al numero di casi necessari ecc. ecc., a me personalmente, per optare per MDB, ne è bastato uno e uno soltanto. Mi sono detta: se è successo con questa persona, perchè non dovrebbe accadere anche a me? Vede c’è una frase in un suo commento che recita più o meno così: come fai a far fare ecc. Ecco, a me nessuno ha fatto fare;ho deciso in autonomia, assumendomi la responsabilità della mia scelta e della mia cura. Forse anche questa libertà e questa consapevolezza hanno un peso nel successo di questa terapia. Sarebbero ancora tante le cose che potrei dirle, ma non voglio abusare nè della sua nè dell’altrui pazienza. Però io sono sempre qui e se volesse..Cordialmente
cari Vittorio e Alfredo, non so, lo ripeto ancora una volta perchè capisco che è spesso difficile intendersi ma non volere considerare CORRETTAMENTE una realtà CHE NON ESISTE documentata altrove in letteratura oncologica mi sembra una enormità: LE UNICHE nove donne con neoplasia al seno giunte al trattamento in MDB come TERAPIA di prima linea sono TUTTE e nove in remissione totale dal loro tumore – non erano venti e di queste venti solo nove hanno questa situazione, erano NOVE e TUTTE E NOVE sono in remissione totale (significa il 100% )
Non è IMPORTANTE QUESTO?
La terapia di prima linea del cancro al seno si chiama INTERVENTO CHIRURGICO. Perchè? Perchè i protocolli di sperimentazion e la lunghissima esperienza clinica di trattamento convenzionale del tumore del seno HA EVIDENZIATO che è l’intervento chirurgico il talismano migliore al tumore del seno. Significa che chi non ha potuto usufruire in prima battuta dell’intervento ma ha fatto chemio per prima ridurre la massa tumorale oppure è andata avanti a fare chemio e ormonoterapia non avendo ottenuto il risultato di “diventare operabile”, ebbene tutte queste persone (che rappresentano il GRUPPO OMOGENEO di persone che hanno fatto solo terapia FARMACOLOGICA) tutte queste persone sono distanti ANNI LUCE dalle straordinarie tabelle di sopravvivenza al cancro al seno .
Dobbiamo staccarci dalla logica assurda dei grandi numeri ed ENTRARE dentro lo specifico delle cose. Il gruppo OMOGENEO non è relativo a istologia stadio trattamento, dentro a questa maniera di valutare si possono estrarre delle valutazioni di efficacia straordinarie, ma come dimostra Brivio del Bassini i LUNGOSOPRAVVIVENTI al cancro sono persone che hanno le istologie più disparate, le stadiazioni di partenza più disparate, hanno ricevuto i trattamenti più disparati ma tutti hanno LA CARATTERISTICA comune di avere avuto un pronto o prontissimo risveglio dell’immunità nel post intervento (intervento! ci capiamo? la conditio sine qua non anche in questa meta-analisi è avere avuto la possibilità di operarsi) – ora l’immunità torna di MODA, come si evince dall’ottimo articolo di Gioia, ma la MODALITA’ con cui posso “sostenerla” o ottenerla è altrettanto importante e fondamentale e Gioia è giustamente “insinuante” e precisa nel sottoporre le questioni più contradditorie al suo illustre interlocutore -
Ribadisco: nove donne che non si fanno operare e raggiungono FARMACOLOGICAMENTE una remissione STABILE dal loro cancro al seno sono un precedente che dovrebbe far cascare dalla sedia QUALUNQUE ONCOLOGO, invece vedo che anche tra simpatizzanti MDB (o comunque tra non prevenuti riguardo al Metodo) c’è poca consapevolezza del significato VERO di questi successi terapeutici.
Sono assolutamente convinto che se fossero 90 le donne in remissione totale si troverebbe la maniera di ECCEPIRE anche in questo caso ! rivista, età , gruppo omogeneo, istologia , stadiazione …. segno zodiacale! Il pregio dell’MDB è di occuparsi ben poco della morfologia della cellula tumorale perchè essa ben poco ci dice di come quella cellula reagirà ad un trattamento, specialmente se il trattamento “mira” a target diversi dalla sola cellula tumorale per ottenere benefici clinici. La cellula tumorale CAMBIA nel tempo! un istologico dello stesso paziente fatto a distanza di anni presenta CAMBIAMENTi IMPORTANTI della morfologia della cellula! il TUMORE è DINAMICO! la vita è dinamica! l’organismo è dinamico, il pancreas cambia dimensione ogni tot minuti e noi insistiamo a dire da un referto tac: pancreas ingrossato! siamo malati di tecnicismo e della sindrome da catalogazione, ma CURARE il cancro non è una operazione da farsi con una serie di dati e l’applicazione di un protocollo numerico matematico di dosi ponderali di sostanze: è ANCHE questo , ma non SOLO QUESTO. La terapia , qualunque terapia , è MODULAZIONE, e la MODULAZIONE è l’antitesi esatta della linea guida e del protocollo.
Da un intervista al dott. Giuseppe Di Bella “La logica del profitto contro la razionalità terapeutica”
http://www.lucidamente.com/1684-la-logica-del-profitto-contro-la-razionalita-terapeutica/
Caro Bruno, 120 casi presentati sono interessanti, ma avevo letto l’articolo ed era un gruppo molto eterogeneo x cui la validita’ scientifica dubbia,ma di grande rilevanza clinica. Fino a Che non si supera questo scoglio sara’ difficile che MDB faccia breccia, credo. Mi iscrivero’ volentieri al gruppo. Sono sicuro che ci sono molte testimonianze positive.
“PS dicono che la chemio sia inutile nel 98% dei casi, secondo me non è proprio così ma tant’è…”
Da un intervista al dott. Giuseppe Di Bella “La logica del profitto contro la razionalità terapeutica”
C:\Documents and Settings\admin\Documenti\GIUSEPPE DI BELLA – INTERVISTA.htm
…. “Secondo il più ampio e noto studio clinico (condotto su 220.000 pazienti, per 14 anni, e in tutte le forme più frequenti di tumore) pubblicato da Morgan G. e AA The contribution of cytotoxic chemotherapy to 5 year survival in adult malignancies, sulla prestigiosa rivista oncologica Clin. Oncol., 16 dicembre 2004 (8): 549-60: la chemio su 100 ammalati di tumore, consente a due, tre di sopravvivere 5 anni, e all’1% 10 anni. È bene evidenziare che secondo un criterio internazionalmente condiviso al di sotto del 30% di risultati una cura si ritiene inutile. Per l’entusiasmante risultato di una sopravvivenza del 2,3% a 5 anni lo Stato spende il 32,37% dell’intera spesa farmaceutica (Rapporto dell’Agenzia Italiana del Farmaco-Registro farmaci oncologici sottoposti a monitoraggio-Rapporto 2007, p. 5).
Il fatturato annuale in Italia della chemio è di 1.341 milioni di euro su 4.142,6 di spesa complessiva per i farmaci. La chemio rappresenta pertanto il 32,37% della spesa di farmaci, anche se su cento ammalati consente solo al 2,3% di raggiungere i 5 anni, dopo i quali Lopez, nello studio clinico Long-term results… Experience at the 20 th…, GacMed Mex, 1998, marzo-aprile, 134 (2): 145-5, ha accertato che metà dei pazienti, sopravvissuti a cinque anni, nel lungo termine muore per tumore.
È documentata anche l’inaccettabile percentuale di mortalità da chemio denunciata da un’agenzia della Reuters Healt (Wesport, CT 2001-05-17): Unexspected high mortality rated associated with chemoterapy regimen… (“Non ci si aspettava un tasso di mortalità così elevato associato ai protocolli chemioterapici…”). Il dato è confermato dalla pubblicazione di Gerrard [Br. J. Cancer, 1998, giugno 77 (12) 281-5] con l’11% di decessi, non causati dal tumore ma unicamente da chemioterapia in alcuni protocolli oncologici”.
Se solo il 2% sopravvive a 5 anni significa che il 98% muore. O no? Sempre che la matematica non sia una opinione, beninteso.
Alfredo, occorrono nuovi pazienti come gruppo di controllo? Non abbiamo già infiniti casi su cui confrontarci con la loro documentazione?
Ai congressi mondiali di Singapore e Dalian in Cina sono stati presentati 550 casi generici e 120 casi di tumore al seno curati col MDB. Ora se vogliamo fare una nuova osservazione sui risultati del MDB si può cominciare quando si vuole. Questa non si fa in ospedale perché gli ammalati stanno a casa loro, lavorano normalmente, conducono una vita quasi normale. Guardi il gruppo di Facebook con 8600 iscritti che parla di MDB. Ci sono un mucchio di testimonianze. Le persone disposte a farsi curare con MDB di prima istanza si trovano! Coraggio si iscriva anche lei come ha fatto il dr. Carlo Zanolini, primario di pediatria, che incuriosito da un caso di sarcoma congenito di un bambino di 6 mesi guarito con il MDB, è venuto al congresso di Bologna patrocinato dall’ordine dei medici di Bologna, e alla fine ha dichiarato di non essere più scettico ma di sentirsi incoraggiato ad informarsi ulteriormente. Si è iscritto a Facebook e dopo dialoghi continui con i partecipanti a approfondimenti suoi personali si è convito della efficacia del MDB e sta incoraggiando i colleghi ad interessarsene. Vedo comunque che anche lei è attratto…
Caro Marco,
9 casi su 9 di risposta completa al momento hanno un valore scientifico assoluto?No. Sono pochi, pochissimi, ma dal lato clinico sono molto interessanti.
la terapia standard non sarebbe stato in questo caso il non fare nulla, ma la terapia standard appunto. Presumo chirurgia + o meno chemio e Radioterapia. Il non far nulla sarebbe stato non etico. Inoltre il MDB deve dimostrare di essere meglio della terapia standard e non del nulla.
quante donne rinuncerebbero allo standard x la terapia di Bella?Non lo so. Rammento che il confronto tra le terapie arriva dopo che la terapia dimostra efficacia in un gruppo di pazienti. 9 pazienti sono un buon inizio. Il problema è che il gruppo deve essere omogeneo, non si possono metter insieme tumori con troppe differenze istologiche o di stadio. se x esempio tratto 40 tumoi della mammella in stadio identico, gruppo omogeneo, ed ottengo risultati straordinari, quello eè un buon viatico per una phase III di confronto con lo standard. Non se si capisce, ma io non ho alcun preconcetto verso MDB. Ho però grande rispetto delle regole scientifiche che servono a definire le cure. Senza quelle sarebbe molto difficile districarsi.
Alfredo: “….il mio concetto e’ che se hai una paziente con un tumore mammario operabile (si guarisce anche con le terapie convenzionali)come fai a pensare di farle fare la MDB senza che vi sia stato un solo studio di confronto tra la sola chirugia e la terapia di bella? Con questo non dico che la MDB non funzioni, dico che va provato in qualche modo altrimenti non passera’ mai! Magari sono l’unico a pensarla cosi’….”
Alfredo,(Di Bella, maiuscolo, grazie) lei è rimasto indietro. Siamo già oltre la chirurgia. Si aggiorni,grazie.
Da metododibella.org:
Risposta obiettiva completa di carcinoma plurifocale del seno a terapia biologica
Data: 23/12/2009
Tipologia: Scientifica
Pubblicazione: Neuroendocrinology Letters
Anno: 2008
Autore: Fondazione Di Bella
Sottotitolo:
Neuro Endocrinol Lett. 2008 Dec 29;29(6).
Alcuni giorni fa è stato pubblicato, e reperibile sulle banche dati internazionali, l’abstract di un caso di tumore della mammella a prognosi peggiore, il duttale infiltrante, con 3 localizzazioni, cui era stata proposta (dal centro oncologico della mammella dell’Università di Ferrara) chemioterapia, seguita da mastectomia totale, chemio post operatoria e radio. La paziente ha rifiutato chemioterapia, intervento e radio, optando all’inizio del 2006 per il MDB, che ho prescritto monitorando i risultati e pubblicandoli su una prestigiosa rivista internazionale recensita su Med-Line (abstract allegato). Malgrado i mediatici trionfalismi delle icone ufficiali della medicina italiana, il cancro della mammella è, e rimane, la prima causa di morte per tumore della donna. Dopo 14 mesi di cura la paziente era in totale assenza di tumore, senza aver perso un giorno di lavoro, né aver accusato disturbi o tossicità . La guarigione ad oggi permane, e non vi è alcuna traccia di tumore. Non esiste in tutta la letteratura scientifica un caso di guarigione completa e stabile di tumore della mammella senza intervento né chemio e/o radioterapia. I dati scientifici e l’aggiornamento delle pubblicazioni sono reperibili sul sito ufficiale del MDB http://www.metododibella.org/ – Il caso pubblicato, avendo evitato ricovero, intervento , chemioterapia, radioterapia ( spesa minima di almeno 400.000 euro ) e tutti i farmaci indotti (antibiotici , cortisonici , gastroprotettori , ecc.) e senza perdere minimamente capacità lavorativa e giorni di lavoro, avrebbe comportato alle finanze statali una spesa di poco superiore ai 20.000 euro per 14 mesi, con rapida diminuzione dell’onere della terapia di mantenimento, che ha un costo ridotto.
E considerato che conosce l’inglese eccole il Case Report integrale:
http://www.metododibella.org/cms-web/upl/doc//Documenti-inseriti-dal-2-11-2007/NEL_%20Case%20Report%20MDB.pdf
Marco L, in famiglia ho avuto 4 malati di tumore: due sono deceduti (uno perchè se n’è accorto all’ultimo stadio) e l’altro perchè le metastasi avevano coinvolto il cervello. 2 però sono sopravvissuti (uno con l’asportazione di un polmone e ha resistito addirittura ad un infarto). Se uno dei 2 deceduti avesse fatto uno screening in tempo probabilmente sarebbe ancora vivo, raggiungeremmo così una percentuale del 75%, o no? Forse, quando si parla di percentuali, bisognerebbe tener conto anche del numero totale dei pazienti che si curano con i vari protocolli.
Gentile Alfredo, non sono un dibelliano e a volte mi si accusa di scrivere sciocchezze (probabilmente è vero), qualche precisazione però va fatta (opinioni personali ovviamente): la sperimentazione del 1998 fu una presa in giro, vennero “arruolati” malati spesso allo stadio terminale, alcuni principi attivi non erano conformi tanto da far muovere i NAS, la sperimentazione stessa durò pochi mesi e, fosse stata sperimentata la chemio, dubito ci sarebbero stati risultati significativamente migliori. Alcuni principi attivi dell’MDB sono riconosciuti ufficialmente dall’oncologia tradizionale: somatostatina, octreotide e pasireotide hanno ricevuto la “patente” di inibitori della crescita solo però per alcuni tumori, i retinoidi sono stati rivalutati da luminari che lei conosce sicuramente (hanno preso anche qualche premio in proposito). I casi di miglioramento o guarigione con l’MDB non sono sporadici ma abbastanza numerosi (non cito la percentuale perchè non ho riscontri). Ora il punto è: perchè il protocollo MDB non viene rivoltato come un calzino per avere, una volta per tutte, la certezza che funzioni o meno? Forse perchè non è sicuro non funzioni o forse perchè si teme un crollo dei guadagni delle case farmaceutiche? Questo scoglio sarebbe a mio avviso superabile, in maniera poco elegante ma superabile (non è escluso sia già in atto qualche manovra in proposito). E’ curioso notare che alcuni degli oncologi che parteciparono alla famosa sperimentazione (avversandola) approfondirono gli studi sugli stessi principi attivi (sopra citati) utilizzandoli per masse tumorali specifiche…dico io, come possono affermare con sicurezza che non siano efficaci anche per altri tipi di tumore? Non è che ci arrivano piano piano? Le consiglio, in ogni caso, di leggere tutti gli articole nella sezione in home page della dottoressa Locati, potrà trovare opinioni diverse e, presumendo sia un medico, potrà farsi una sua opinione. PS dicono che la chemio sia inutile nel 98% dei casi, secondo me non è proprio così ma tant’è…
Caro Alfredo, non è sicuramente l’unico a pensarla così , però dobbiamo metterci daccordo se siamo sulla stessa collina a osservare il panorama sottostante o se io guardo con gli occhi e Lei col cannocchiale (e ha un più ristretto campo visivo quindi) -
ne ho parlato oggi con un medico di base : nove pazienti (mi pare siano nove) che hanno scelto di fare MDB come terapia di prima linea per il loro tumore del seno ( hanno cioè rifiutato l’intervento chirurgico) e hanno fatto solo TERAPIA FARMACOLOGICA MDB, tutte e nove sono in REMISSIONE TOTALE .
Questo ha un “qualche” significato DEFINITIVO e SUFFICIENTE per poter dire qualcosa oppure no?
Alfredo, è daccordo con me che il gruppo di controllo di un eventuale “studio ” riguardo a questo è rappresentato dall’evoluzione naturale a cui sarebbero andate incontro queste nove persone non facendo nulla ?(nè intervento nè MDB)
Non è di fatto un confronto diretto tra terapie questo ? è molto di più: è un confronto tra concezioni terapeutiche -
Queste nove persone avrebbero avuto una progressione di malattia –
faccio anche guerra preventiva: qualche vestale del sacro fuoco convenzionale potrebbe obiettare che NOVE CASI sono un piccolo numero ….
domanda: quante donne con diagnosi di tumore del seno si pensa siano disposte a rinunciare a intervento e terapia convenzionale che come dice Alfredo “si guarisce anche con le terapiue convenzionali” (io potrei dire si muore anche con le terapie convenzionali) ?
Io credo che questi nove casi siano la pietra dello scandalo, la prova provata che dà esatta misura delle inconguenze e delle contraddizioni totali di una oncologia indisponibile a RAGIONARE prima ancora che a sperimentare.
Caro Marco, x capirci: Il confronto si e’ fatto in passato tra placebo o best supportive care e nuova terapia. Una volta che la terapia (tossica come la definisci tu) dimostrava di essere meglio (incremento della sopravvivenza con un periodo piu’ lungo di buona qualita’ della vita) quella diventava lo standard. Ovvio che se la terapia tossica e’ diventato lo standard, il confornto lo si fa tra quello ed il nuovo. Sono invece assolutamente d’accordo con te sulla questione della registrazione dei farmaci. Quella e’ diventata uno scempio. FDA in primis ed EMEa a ruota approvato con una leggerezza incredibile tutto (case farmaceutiche sponsoredo). Per la cronaca non e’ che il biologico non sia tossico…..il mio concetto e’ che se hai una paziente con un tumore mammario operabile (si guarisce anche con le terapiue convenzionali)come fai a pensare di farle fare la MDB senza che vi sia stato un solo studio di confronto tra la sola chirugia e la terapiua di bella? Con questo non dico che la MDB non funzioni, dico che va provato in qualche modo altrimenti non passera’ mai!Magari sono l’unico a pensarla cosi’….
mi spiace dissentire caro Alfredo, ma il confronto DIRETTO tra terapie non mi risulta si faccia più da tempo immemore in oncologia – i farmaci pervengono in terapia con un semplice raffronto di efficacia (e qui bisognerebbe aprire un dibattito su cosa sia efficacia in oncologia: semplice riduzione di massa? PS? sopravvievenza? ) con la terapia standard che si propongono di miglioarare – Gli anticorpi monoclonali poi sono entrati in terapia usati dopo le terapie tossiche consolidate, avendo dimostrato di “portare avanti” la sopravvivenza del paziente rispetto al solo protocollo chemioterapico – non esiste il CONFRONTO DIRETTO tra terapie, men che meno se di impronta ed impostazione diversa (biologico versus tossico) – esiste solo l’accettazione di un compromesso da parte del proponente la terapia per farla giungere ad essere “convenzionale” : vuoi diventarlo? accodati , dimostra sui poco rispondenti alle tarapie che riesci ad esprimere un qualcosa in più del protocollo ufficiale – e questo significa la MORTE decretata in partenza per un sacco di molecole altrimenti potenzialmente utili in onco-terapia (Mustacchi) — questo è il panorama per chi non tema di dirlo chiaramente , come è PALESE a chi si informi che le cosi’ dette TERAPIE MIRATE, i FARMACI INTELLIGENTI siano stretto appannaggio per SELEZIONATI pazienti con profili molecolari PARTICOLARI del loro tumore – la vergogna oncologica è poi il destino a cui si affida il farmaco resistente o il cardiopatico o l’insufficiente renale che con fresca diagnosi neoplastica è già subito NON suscettibile di trattamento secondo le linee guida – che famo con costoro? palliazione pura risponde il gotha oncologico -
Non so il tedesco e non credo lo imparero’, conosco l’inglese, sto studiando lo spagnolo e a breve mi buttero’ sul francese. Piu’ di cosi’ non credo potro’. Mi pare di capire che non ci sia possibilita’ di un vero dialogo e di capire perche’ non sia facile cambiare le cose……perfetto diciamo, come volete voi e cioe’ che siamo incompetenti, che dovremmo studiare da capo,che non vogliamo cambiare le cose e che non ci importi dei nostri pazienti altrimenti staremmo gia’ usando il MDB…..
Alfredo, curioso il suo auspicio: “Se il MDB dimostrasse di funzionare io inizierei ad usarlo da domani e su tutti i miei pazienti.” E chi glielo ha detto che non funziona? La sperimentazione sotto il ministro Bindi che lei stesso, giustamente, ritiene essere stata una farsa? E perchè non prova in prima persona, invece che nascondersi dietro una nuova auspicata sperimentazione che vedrebbe in campo gli stessi detrattori dell’epoca? Chi glielo impedisce? Guardi che lo stanno facendo da molto tempo altri medici con coraggio (ancora troppo pochi, purtroppo), ma con risultati da fare strabuzzare gli occhi a molti radiologi i quali constatano referti di pazienti che, secondo le loro conoscenze, dovrebbero essere già passati a miglior vita da tempo.
Quanto all’affermazione “Ma quale oncologo crede che la chemio sia la scelta giusta? Nessuno. Tutti sanno che e’ tossica.” se è così le chiedo: ma come si fa a continuare ad avvelenare i pazienti coscienti di farlo e sapendo che nel 98% dei casi non servirà a nulla? Il più elevato principio a cui dovrebbe sempre ispirarsi un medico, ovvero “primum non nocere” che fine ha fatto? Un sussulto morale e corale della classe medica oncologica a quando?
“Se ci date altro con cui lavorare ne saremmo tutti felici” Bene, cominci a studiare seriamente il MDB e il suo ideatore, di cui palesa non sapere pressochè nulla, altrimenti non farebbe simili affermazioni. Forza si rimetta a studiare di buzzo, forse se non è troppo avanti con l’età ce la può fare con grande beneficio per i suoi futuri pazienti. Alfredo, mi raccomando, non si adonti e legga quanto segue. Nel 1996, il prof. Di Bella, dopo avere esposto il suo razionale dinnanzi a una platea di medici in un seminario di due giorni organizzato ad hoc nella sua città, fu avvicinato da un medico di Roma, una signora che di li a poco occuperà la cattedra di ginecologia in un rinomato ospedale della capitale, venuta più che altro per curiosità e nascondendo a stento un’aria di scetticismo. Questa, già dopo il primo giorno, si era fatta seria e silenziosa. Il secondo giorno, alla fine del seminario, chiese di potere parlare allo scienziato per qualche minuto, seguendolo nel suo laboratorio. Con i lucciconi agli occhi e con lodevole onestà mormorò: “professore, sono con il morale a terra: mi sono accorta di non sapere niente. Mi aiuti per favore, mi dica da dove cominciare a studiare”. Di Bella la invitò a seguirlo per le scale, aprì la porta della mansarda e le mostrò l’imponente schieramento di volumi della “ Berichte uber die Gesamte Physiologie und experimentelle Pharmakologie” e le disse: “ecco signora, cominci da qui. Naturalmente deve conoscere il tedesco. Quindi l’impari. Io non posso prestarle i volumi perché ci tengo molto e ogni tanto ne consulto qualcuno, ma lei in una biblioteca universitaria di Roma trova sicuramente l’opera. Quando ha finito venga da me, e le dico come continuare”. (Il Poeta della Scienza – pag. 303) Fino a quando il Professore stette in vita (2003) non risulta che il medico citato si fosse rifatta viva. E lei, Alfredo, come è messo? Intanto, con un poco di umiltà, potrebbe procurarsi il libro di cui sopra, la cui lettura, ne sono certo, le cambierà il modo di considerare la sua professione. Cordialità.
caro Marco L, no non credo che sia una question di impact factor, ma di regole scientifiche. Puo’ piacere o meno ma i farmaci vanno testati in varie fasi e, senza la fase III cioe’ quella del confronto diretto tra lo standard ed il nuovo, e’ difficile avere dati conclusivi. Le ricerche di Di Bella sono molto valide, ma non vi sono paragoni diretti, il che rende impossibile al momento dimostrare che tale cura e’ il meglio che ci sia.
Quote del caro Alfredo : Se il MDB dimostrasse di funzionare io inizierei ad usarlo da domani e su tutti i miei pazienti.
E di cosa ha bisogno oltre al già pubblicato da Norsa, Todisco e Giuseppe Di Bella per cominciare ad usarlo sui suoi pazienti?
Anche Lei è dell’avviso che il “basso impact factor delle riviste” modifica le tac le pet e le risonanze dei pazienti arruolati negli studi?
Forse sarebbe il caso di fare qualche ricerca su Folkman, su chi gli fornì i fondi per le sue ricerche, su chi gli fornì cellule tumorali ecc. ecc. Forse si scoprirebbe che alcuni compromessi sono inevitabili.
che il prof Dino Amadori non abbia mai amato chi attacca il sistema di chi lui fa parte, mi pare ovvio. Attenti a non confondere MDB con i vaccini e di non fare di tutta un erba un fascio. I vaccini funzionano con un principio completamente diverso rispetto alla MDB. I risultati sono molto incorraggianti e cio’ non significa che Di Bella avesse ragione o torto su nulla.
Ma quale oncologo crede che la chemio sia la scelta giusta? Nessuno. Tutti sanno che e’ tossica. Se ci date altro con cui lavorare ne saremmo tutti felici. prima pero’ bisogna dimostrare che funziona e non con casi sporadici, ma attraverso studi condotti seriamente (non come fu fatto con la Bindi, dove fu una farsa). Se il MDB dimostrasse di funzionare io inizierei ad usarlo da domani e su tutti i miei pazienti.
Amadori, per chi non lo sapesse, avversò il MDB prima ancora che la sperimentazione truffa iniziasse, con quella serenità d’animo che contraddistingue chi la coscienza la considera un optional, dichiarando, a scanso di equivoci, che non credeva minimamente nella cura del prof. Di Bella. Solo pensare che a soggetti come lui furono assegnati le responsabilità dei diversi protocolli, la dice lunga di quale fosse il reale fine di quella sperimentazione. E oggi , con una faccia scolpita nel marmo, che cosa afferma?
“I risultati più importanti si ottengono quando la malattia è all’inizio e non è stata fatta ancora la chemioterapia.” Ah si? Ma va!
“Il farmaco biologico non ha un effetto rapido..” Ohh, davvero?
Ma non era proprio ciò che sosteneva il prof. Di Bella quindici anni fa, Amadori?
Ma subito, per non ingenerare sospetti, si premura comunque di riservare alla chemioterapia e ai suoi sottoprodotti “intelligenti” il posto al sole che meritano, a cui abbinare la sua bella trovata di un vaccino anticancro con le fabbriche di cellule umane! Cell Factory, però, fa più chic e da un tocco di internazionalità…non c’è dubbio.
Firma poi il suo elevato e indipendente pensiero di ricercatore oncologo con quel fantastico:
“L’Aifa esegue quello che stabiliscono la Fda americana (Food and Drug Administration) e l’ Ema europea (European Medicines Agency)”. Fantastico.
Spero solo che quanti più pazienti gli stiano alla larga.
Amadori Amadori…: fulminato sulla via di Damasco dai vaccini.
Sul melanoma la chemioterapia non ha grandi effetti – grazie per avercelo detto – così dopo avere massacrato per anni e anni i sistemi immunitari dei pazienti neoplastici ora si riparte dall’immunità – meglio tardi che mai ( sempre e solo nei casi in cui la chemio non “riduce” in maniera apprezzabile ovviamente)
E’ un altro modo per distruggere le cellule ammalate invece di risanarle (ridifferenziarle) come fa il MDB, almeno per la maggior parte.