C’era una volta l’Africa italiana, un modesto impero coloniale costruito con immane fatica tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento e poi cancellato da una guerra sbagliata quanto dolorosa. Ricordiamo: dopo il fatidico congresso di Berlino del 1882, l’Italia — late comer nella spartizione dell’Africa — si dovette accontentare di zone periferiche come l’Eritrea — la colonia primigenia —, la Somalia, la Libia e poi nel 1936 dell’Abissinia, il boccone più grosso ma anche più problematico. Poco roba rispetto agli imperi globali britannici e francesi e di certo di gran lunga meno fruttuosa dell’Indonesia olandese, del Congo […]