05Gen 26
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Parafrasando Mao, vero criminale ma discreto letterato, possiamo affermare che la grande politica mondiale “non è un pranzo di gala, non è un disegno o un ricamo; non la si può fare con eleganza e delicatezza o con altrettanta dolcezza, riguardo e magnanimità. È sempre e comunque un atto di violenza”. Il dittatore cinese aveva ragione. Sulla “grande scacchiera” il gioco è basato su rapporti di forza e volontà di potenza. Punto e basta. Piaccia o meno Donald Trump ce lo ha ruvidamente ricordato. Con tanti saluti a tutti quelli — europei in primis — che si cullavano nell’illusione della […]
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29Dic 25
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Se ne è andata alle prime luci dell’alba sussurrando un’ultima frase d’amore al marito Bernard d’Ormale, l’uomo che da 33 anni aveva saputo donarle finalmente quella serenità così a lungo cercata, perduta, rifiutata e ancora cercata. Adieu B.B, splendida donna e irriducibile ribelle, icona del cinema e coraggiosa paladina delle anime senza voce. Adieu Brigitte, sogno proibito di generazioni di cinefili e non (tutti rigorosamente maschi) e mito tragressivo per milioni di giovani donne. Nel 1956 con “Et Dieu … créa la femme” il mondo intero scoprì questa giovanissima parigina portatrice di una sensualità dirompente, esplosiva, solare che frantumava i […]
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28Ott 25
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Per i ragazzi invecchiati degli anni Settanta la Valanga Azzurra è più di una dolce memoria. In quell’Italia opaca, intristita dall’austerity e straziata dalla violenza politica la clamorosa vittoria il 7 gennaio 1974 nello slalom gigante di Berchtesgaden — cinque italiani ai primi cinque posti — fu un raggio di sole, un’iniezione di sano ottimismo e (perché no?) d’inconfessabile orgoglio nazionale. Finalmente, dopo il lungo strapotere degli austriaci e l’epopea del francese Claude Killy, dei fantastici ragazzi italiani — Gustav Thoeni e Piero Gros e poi Marcello Varallo, Herbert Plank, Paolo De Chiesa, Fausto Radici, Ilario Pegorari, Erwin Stricker, Tino […]
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18Lug 25
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Su Gabriele D’Annunzio si è scritto tanto, tantissimo e — almeno nella produzione più recente — non sempre con esiti felici. Ai più, il “vate” pescarese rimane una figura inafferrabile e, spesso, incomprensibile. Uomo dalle troppe vite — poeta, letterato, autore teatrale ma anche rubacuori seriale e spendaccione compulsivo e poi oratore, uomo d’arme, condottiero “disobbediente” e, infine, icona malmostosa del regime mussoliniano — D’Annunzio è e resta un rebus avvolto in un enigma, un tavolo di lavoro sempre aperto. Su queste coordinate si muove “Venti radiosi giorni”, (Il Cerchio, Rimini 2024. Pp. 120, euro 20.00) l’interessante quanto stimolante lavoro […]
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15Giu 25
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Ed eccoci arrivati alla settima indagine del maggiore Aldo Morosini, il protagonista della fortunata saga in giallo coloniale di Giorgio Ballario. Come i precedenti lavori anche “L’equivoco del sangue” (edizioni Il Capricorno, p. 335, euro 14,00) è ambientato nell’Africa Orientale italiana durante gli anni Trenta del Novecento e anche questa volta il nostro protagonista — smessa l’uniforme dei carabinieri e indossata quella PAI, la polizia coloniale — dovrà risolvere un intricato garbuglio, intriso di sangue, passioni, ricatti. Con l’abituale ma mai pedante minuziosità, lo scrittore torinese tratteggia con maestria lo scenario, intrecciando l’alienità esotica dell’Eritrea con l’alienità esistenziale e morale […]
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07Gen 25
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Jean Marie Le Pen, il “Menhir” della politica transalpina, è partito. A 96 anni. Una vita turbolenta e fascinosa, contradditoria e unica. Straordinaria. Tutto ebbe inizio negli anni ’50 quando l’orfano bretone di un pescatore trasformatosi in leader studentesco a Parigi, divenne il più giovane deputato dell’Union Fraternitè Française, il movimento di Pierre Poujaude, il mitico tribuno (aggressivo nei termini, moderato nei programmi e, dato non trascurabile, ex resistente e lontano dai temi neofascisti) della Francia profonda della IV Repubblica. Interpretando magistralmente l’insofferenza verso le esose politiche fiscali governative di commercianti, artigiani ed agricoltori e i paralleli turbamenti della decolonizzazione […]
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10Apr 24
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Bettino Craxi è un personaggio contradditorio, difficile, complesso. Da studiare e analizzare sine ira et studio. Con equilibrio e serietà. Con giusta, fredda distanza. Senza sconti ma con rispetto e attenzione. Al netto dei clamori delle opposte tifoserie, delle apologie delle prefiche e degli insulti lanciati dalla lugubre pedonaglia di detrattori, voltagabbana, avvoltoi, Craxi rappresenta un momento centrale e ineludibile della nostra travagliata storia unitaria e, allo stesso tempo, una questione irrisolta e divisiva. Un problema aperto. Una ferita non rimarginata. Per i post-comunisti, più o meno scoloriti ma irriducibilmente faziosi, il “Cinghialone” resta un argomento tabù e ogni ipotesi […]
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12Gen 24
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La guerra è sempre cosa brutta, sporca, devastante. Lo sappiamo. Ma tra le varie forme di conflitto quello fratricida è il peggiore, il più lacerante, il più cattivo. Nello scontro tra fazioni opposte ma similari— per nascita, lingua, cultura, abitudini — l’odio reciproco, la lotta senza quartiere, la ferocia inghiottono tutto e tutti. Il sangue chiama sempre altro sangue. L’Italia è un paradigma perfetto. La guerra civile è, piaccia o meno, parte integrante della nostra storia. Siamo bravi, anzi bravissimi ad odiarci, a massacrarci. A prestarci, per piccoli calcoli endogeni, ai grandi giochi esogeni. E a volonterosamente offrirci, più o […]
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04Giu 23
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Buone notizie per gli amanti (e sono tanti) del giallo storico. Il maggiore Aldo Morosini è tornato con una nuova avventura, ancor più intricata delle precedenti cinque dipanatesi negli ultimi quattordici anni. Il personaggio ideato da Giorgio Ballario — penna sempre più elegante e raffinata — questa volta deve affrontare e smontare una sordida macchinazione costruita a suoi danni da una combriccola di veri mascalzoni. Lo scenario questa volta è Asmara, capitale dell’Eritrea italiana, la colonia primigenia, dove Morosini, smessa l’uniforme dei Reali carabinieri e indossata quella della Polizia dell’Africa italiana, si ritrova coinvolto suo malgrado in una vicenda allucinante […]
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22Feb 23
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Sceso il silenzio sui campi di battaglia il 18 gennaio 1919 si apriva la Conferenza di Versailles. Fu allora, riprendendo il colonello T. E. Lawrence, alias Lawrence d’Arabia, che «all’alba del mondo nuovo, gli uomini vecchi tornarono e decisero la loro pace». Sorgeva il nuovo ordine post bellico euro-atlantico, esiziale redde rationem ai nemici sconfitti e brusco rappel à l’ordre per gli alleati minori: Italia, Belgio, Serbia, Grecia, Romania, Giappone, Portogallo. In guerra presenze necessarie e, talvolta, indispensabili, in pace fastidiosi coriandoli. Da premiare (Belgio e Giappone), usare (Serbia e Grecia) o marginalizzare. Fu il caso dell’Italia. Purtroppo a rappresentare […]
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