L’Armenia è sola. La tragedia dell’Artsakh raccontata in un libro

Nel cuore del Caucaso, mentre l’Europa si affligge e si ripiega nella pandemia del virus cinese, si continua a combattere e morire. Bomba dopo bomba, carneficina dopo carneficina, massacro dopo massacro. Laggiù, nell’indifferenza dell’Occidente, scorre una partita terribilmente intricata, complessa. Un gioco micidiale a più livelli e con più giocatori. È la tragedia del Nagorno Karabakh. Per gli armeni è l’Artsakh, un pezzo di Patria. Per tutti gli altri solo una tessera del great game. Andiamo per ordine. Il disastro di oggi arriva da lontano. All’indomani della rivoluzione d‘ottobre di Lenin — sconfitti i “bianchi”, esiliati o massacrati i ”nemici […]

  

I turchi a Tripoli, a Mogadiscio, a Cipro

Piaccia o meno, la liberazione di Silvia Romano ha evidenziato una volta di più il ruolo della Turchia in un’area che, a torto o ragione, per decenni abbiamo considerato un’appendice periferica del nostro “cortile di casa”. La Somalia. Andiamo per ordine. Per riportare a casa la giovane cooperante milanese — un’altra vittima, come Giulio Regeni, di imbarazzanti superficialità o/e loschi intrighi — i nostri servizi hanno dovuto trattare e mediare con i terminali di Recep Tayyip Erdogan, il padre padrone della Turchia, e i suoi alleati qatarioti. Un gioco pericoloso e molto costoso. Non solo in termini economici immediati — […]

  

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