Istanbul, il canale della discordia

Sabato 5 luglio Recep Tayyip Erdogan ha ufficialmente inaugurato i lavori per il “Kanal Istanbul”, un’idrovia lunga 45 chilometri, larga 150 metri e profonda 25, che collegherà il Mar Nero con il Mar di Marmara. Imponente come e più di Suez e Panama, l’opera bypasserà lo Stretto del Bosforo, decongestionando l’ingorgato passaggio marittimo (una media di 48mila transiti all’anno) e trasformerà la parte europea della metropoli turca in una vera e propria città-isola. L’apertura dei cantieri, per quanto simbolica, corona l’antico sogno di Solimano il Magnifico: un’idea visionaria quanto ambiziosa che, a cinque secoli dalla dipartita del sultano, il ferrigno […]

  

L’onda turca. Il “grande gioco” geopolitico di Erdogan

«Non perdete mai di vista Cipro, perché per noi quell’isola è importante». Con queste parole negli anni Trenta del ‘900 Mustafa Kemal Ataturk indicava ai suoi soldati la direttrice di marcia della nuova Turchia laica e repubblicana. Per il Gazì il destino della Nazione era nel mare, anzi nei mari che oggi la circondano — Mediterraneo e Mar Nero — e in quelli che lambivano — Caspio, Mar Rosso, Golfo Persico, Oceano Indiano — il defunto impero ottomano. Apparentemente un paradosso per il leader che aveva spostato la capitale dal Bosforo all’arido centro dell’Anatolia preferendo alla cosmopolita (e balneare) Istanbul […]

  

Armenia, il genocidio negato e la memoria dell’Aksor, il grande male

Dopo 106 anni Parigi e la Francia ricordano il “Metz Yagern”, il “grande male”, lo sterminio degli armeni cristiani per mano dei turchi. Con una grande mostra, “Le Gènocide des arméniens de l’Empire ottoman”. Una rassegna importante. Per più motivi.  Innanzitutto per il tema e il luogo: una memoria a lungo relegata all’interno della diaspora armena — custodita dai religiosi e dagli intellettuali e rivendicata in solitudine dalla fragile repubblica di Erevan — si dispiega significativamente nel Memoriale della Shoah di Drancy, un luogo fortemente simbolico. Due terribili tragedie del Novecento, il secolo crudele, si specchiano e si integrano in […]

  

L’Armenia è sola. La tragedia dell’Artsakh raccontata in un libro

Nel cuore del Caucaso, mentre l’Europa si affligge e si ripiega nella pandemia del virus cinese, si continua a combattere e morire. Bomba dopo bomba, carneficina dopo carneficina, massacro dopo massacro. Laggiù, nell’indifferenza dell’Occidente, scorre una partita terribilmente intricata, complessa. Un gioco micidiale a più livelli e con più giocatori. È la tragedia del Nagorno Karabakh. Per gli armeni è l’Artsakh, un pezzo di Patria. Per tutti gli altri solo una tessera del great game. Andiamo per ordine. Il disastro di oggi arriva da lontano. All’indomani della rivoluzione d‘ottobre di Lenin — sconfitti i “bianchi”, esiliati o massacrati i ”nemici […]

  

I turchi a Tripoli, a Mogadiscio, a Cipro

Piaccia o meno, la liberazione di Silvia Romano ha evidenziato una volta di più il ruolo della Turchia in un’area che, a torto o ragione, per decenni abbiamo considerato un’appendice periferica del nostro “cortile di casa”. La Somalia. Andiamo per ordine. Per riportare a casa la giovane cooperante milanese — un’altra vittima, come Giulio Regeni, di imbarazzanti superficialità o/e loschi intrighi — i nostri servizi hanno dovuto trattare e mediare con i terminali di Recep Tayyip Erdogan, il padre padrone della Turchia, e i suoi alleati qatarioti. Un gioco pericoloso e molto costoso. Non solo in termini economici immediati — […]

  

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